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Agguato a Rocco Dedda - Foto D'Agostino

Agguato a Rocco Dedda - Foto D'Agostino

C'era una volta la pax criminale. Foggia in guerra tra omicidi, agguati e avvertimenti

Cinque gli agguati falliti e due gli omicidi registrati. Colpiti soggetti che gravitano attorno ai due clan che da decenni insanguinano la città. Da una parte i Moretti-Lanza, dall’altro i Sinesi-Francavilla

La pax criminale è terminata. Dissepolta l’ascia di guerra a Foggia. Ma quella della mala, tra i clan locali, si combatte sparando in strada, tra la gente. O a domicilio, bussando direttamente alla porta della vittima designata. Uno scenario a tinte fosche, quello che si va così delineando. O almeno questo è quello che la lunga scia di sangue iniziata nel settembre scorso lascia intendere.

In appena cinque mesi, sono stati cinque gli agguati falliti e due gli omicidi registrati in città. Probabilmente non sono tutti riconducibili alla guerra di mala, ma quel che è certo è che si tratta di soggetti che gravitano attorno ai due clan che da decenni insanguinano la città. Da una parte i Moretti-Lanza, dall’altro i Sinesi-Francavilla. Troppe cartucce esplose in città per non ritenere che gli equilibri tra le due consorterie si siano incrinati, compromessi, spezzati.

L’ultima vittima risale allo scorso sabato. Un efferato delitto a domicilio e un 47enne ritenuto vicino al clan Sinesi-Francavilla – Rocco Dedda – viene freddato con quattro colpi di pistola calibro 9 al petto, sull’uscio di casa. Nell’abitazione in via Capitanata, nella sala da pranzo, vi erano la compagna dell’uomo e i suoi due figli di 3 e 11 anni. L’episodio ha creato sgomento in città, proprio come l’omicidio precedente, quello del 51enne Luigi De Stefano, assassinato in strada a pochi passi dalla sua abitazione nel quartiere del Carmine Vecchio, in via Mangano.

Destino triste, quello della sua famiglia: nel 2010, fu vittima scampata di un altro agguato, nel quale però morì la moglie, all’epoca dei fatti 36enne. Quella volta si trattò di cattivo vicinato, la mafia non c’entra. Due giorni fa, invece, il figlio della coppia è stato arrestato dagli agenti delle volanti perché trovato in auto armato di revolver con tre colpi in canna e l’arma pronta all’uso. La vicenda presenta ancora molti lati oscuri, al vaglio degli inquirenti. Il padre, meglio noto come "Sciarabball", era ritenuto vicino ai Trisciuoglio-Mansueto-Tolonese.

Ma a preoccupare la città sono anche gli avvertimenti, gli agguati falliti, i “gambizzati”. Tutti episodi registrati in strada, lungo le principali arterie cittadine e in orari di punta. Insomma, si spara con freddezza, con sfacciataggine e sfrontatezza. L’elenco inizia a settembre. In via Manfredonia i killer colpirono il 35enne Mario Piscopia, ritenuto vicino agli ambienti dei Moretti-Pellegrino. Esplosi almeno 10 colpi di pistola contro l’uomo, scampato a morte certa. Eccellente, invece, era l’obiettivo del 17 ottobre, quando in via Troia venne ferito Vito Lanza (per il quale sono state fermate due persone, afferenti al clan rivale, ovvero i Sinesi Francavilla). Affiliato sempre alla batteria dei Moretti-Pellegrino-Lanza, l’uomo se la cavò con qualche ferita e pochi giorni di ricovero in ospedale.

Qualcosa andò storto, e l’agguato fallì. Dall’impostazione dell’azione, infatti, non doveva trattarsi di un mero avvertimento. Non una parola agli inquirenti da Lanza, detto La Lepre, la cui bocca è rimasta cucita. Dieci giorni dopo, ancora pistolettate in città: in viale Giotto, venne gambizzato il 53enne Mario Imperio. Le indagini sono affidate sempre agli agenti della squadra mobile che mantengono molte riserve in merito alla versione dei fatti rilasciata dall’uomo. È stato invece miracolato il 31enne Mimmo Falco, ferito in un agguato in via della Repubblica, sotto lo sguardo della moglie, che lo attendeva al bancone. Anche Falco viene considerato attiguo agli ambienti della batteria dei Moretti-Pellegrino.

Ad aprire il nuovo anno, poi è stata la gambizzazione di Michele Bruno, in via Capitanata all’angolo con via Raffa, dove sono stati esplosi almeno 8 colpi di pistola. Nell’elenco degli agguati, quel che è certo, è che ne manca uno. Quello coraggiosamente sventato dalla polizia il giorno di San Silvestro, quando fu arrestato Nicola Valletta (29enne ritenuto vicino ai Moretti-Pellegrino), già pronto con altri complici non ancora identificati, con una maschera di gomma calata sul viso, pistole e kalashnikov in un furgone sul ciglio della strada in via La Torre. La polizia ne è certa: attendevano il passaggio di qualcuno ed erano pronti ad uccidere. Ma in quel caso la polizia ha fatto prima.

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