Falco vivo per miracolo, chi ha sparato voleva ucciderlo: si riapre la guerra di mala?

Ad agire due killer: hanno esploso almeno tre colpi di pistola, tutti a segno all'altezza del collo, torace e addome. Non è stato un avvertimento ma un tentato omicidio. Sull'accaduto indagano i carabinieri

Il luogo della sparatoria (FOTO D'AGOSTINO)

E’ ricoverato in prognosi riservata, agli Ospedali Riuniti di Foggia, il 31enne Mimmo Falco scampato ad un agguato messo a segno lo scorso sabato pomeriggio, in via della Repubblica, a Foggia. L’uomo è in coma farmacologico, dopo essere stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Secondo i medici, non sarebbe in pericolo di vita.

Sull’accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri della compagnia di Foggia che, per tutta la notte e la giornata di ieri, hanno interrogato parenti e conoscenti del 31enne, con precedenti per reati contro il patrimonio. L’uomo, secondo quanto appurato dagli uomini dell’Arma, è stato attinto da tre proiettili che lo hanno ferito al collo, al torace e all’addome; colpi, questi ultimi, che gli hanno lesionato rispettivamente fegato e polmone.

Chi ha sparato, verosimilmente con un revolver, non voleva gambizzare Falco, ma ucciderlo. E lo voleva fare sotto casa dell’uomo, dove lo stesso stava rientrando con le buste della spesa e un cestino di funghi. La moglie, in casa, ha udito i colpi di pistola e si è precipitata giù (il balcone dell’appartamento non affaccia su viale delle Repubblica). I militari stanno setacciando tutta la zona alla ricerca dei filmati delle telecamere della zona. Nessuna indicazione utile è venuta da residenti e commercianti della zona, o eventuali testimoni.

TRE AGGUATI E UN OMICIDIO IN UN MESE

Dalle prime informazioni raccolte, ad agire sono state due persone che hanno raggiunto l’uomo alle spalle, lo hanno scaraventato a terra e poi hanno aperto il fuoco. Come una sorta di esecuzione, ma fortunatamente fallita. I due sono poi fuggiti a bordo di una macchina, lasciando Falco sanguinante a terra. Per gli inquirenti, il 31enne sarebbe vicino agli ambienti ai Lanza. In questo caso sarebbe il terzo uomo vicino al clan Moretti-Pellegrino-Lanza ad essere vittima di tentati omicidi in appena due mesi.

Una scia di sangue aperta il 13 settembre, in via Manfredonia, nei pressi del cavalcavia quando ad essere ferito fu Giuseppe Piscopia, ritenuto dagli inquirenti vicino al clan Moretti-Pellegrino. Il secondo, il 17 ottobre, in via Troia, quando fu colpito Vito Lanza, ritenuto al vertice dello stesso clan. Sabato scorso è toccato a Mimmo Falco. Gli equilibri della criminalità sembrano essersi rotti: si riapre la guerra di mala?

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