Lucera Basket, la famiglia Colucci lascia: “È giunto il momento di scrivere la parola fine”

La famiglia lascia la palla a spicchi dopo trent’anni al termine di una stagione ricca di soddisfazioni: “Ci fermiamo da campioni regionali under 14 e con grandissimi risultati con gli Esordienti“

Quando bisogna scrivere la parola “fine” di una storia, è necessario il coraggio di farlo e la lucidità di conoscere il momento giusto. Per l'US Basket Lucera è questo.

La famiglia Colucci, detentrice di una tradizione cestistica che risale a oltre 30 anni fa, con esperienze e risultati che sono ancora oggi nella memoria collettiva dello sport cittadino, lascia la palla a spicchi.

E lo fa peraltro al termine di una delle migliori stagioni della sua storia lunga 15 anni, caratterizzati da successi e soddisfazioni sul campo, ma ancora di più da tante attività sociali con centinaia di giovani e giovanissimi che si sono avvicendati nella palestra dell'Opera San Giuseppe, quasi un tempio della pallacanestro lucerina.

E non a caso la struttura è quasi spiritualmente legata proprio alla famiglia Colucci che saluta con il sorriso sulle labbra e con la consapevolezza di aver dato il massimo in ogni situazione, anche in quelle fortemente negative e che quindi avrebbero portato nel passato a ben altre decisioni e considerazioni.

"Grazie a tutti è il primo pensiero che ci viene in mente", dichiarano Martina e Francesca Colucci, le due dirigenti che hanno condotto la società nell'ultima stagione, figlie di Davide che l’ha fondata e che ne ha retto le sorti negli anni precedenti e nipoti dell'indimenticato Franco, un nume tutelare del basket locale e non solo.

"Ci fermiamo da campioni regionali under 14 e con grandissimi risultati con gli Esordienti - hanno aggiunto – per cui ci piace pensare che queste prestazioni siano anche un premio alla carriera del nostro sodalizio, sempre a contatto con tutti gli 'under' in particolare, magari con alcuni di questi dall’incoraggiante futuro agonistico. Quello del mese scorso a Bari è una sorta di trofeo simbolo della nostra storia che ha visto tanti attori e tutti protagonisti: dirigenti, tecnici, atleti e genitori, quattro spicchi incastrati perfettamente in un unico pallone che ha sempre rimbalzato in nome e per conto dei giovani della nostra città”.

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