Foggia sciupone, pali ed errori sotto porta: al Pescara basta un contropiede

Una rete di Mancuso in chiusura di primo tempo risolve il match dello Zaccheria. Rossoneri sciuponi e sfortunati, con due legni colpiti da Nicastro e almeno dieci occasioni non capitalizzate

Francesco Nicastro (Ph. R. D'Agostino)

Lo 0-1 di 23 anni fa fu senza dubbio più doloroso. Ma non si può dire che il medesimo punteggio con cui Zeman ha di nuovo battuto il ‘suo’ Foggia allo Zaccheria, sia meno foriero di rimpianti. Le tante occasioni costruite, i due legni, e una gara giocata quasi a una sola porta contro una delle squadre meno zemaniane che si ricordino, fotografano alla perfezione il momento dei rossoneri, che allo Zaccheria proprio non riescono a sbloccarsi. Poco importa se si giochi bene o male. Ma senza dubbio la sconfitta di oggi è tra le più immeritate che si ricordino (seguono aggiornamenti).

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PRIMO TEMPO - Partiamo dalla fine: Nicastro che fugge sulla sinistra, guadagna il fondo, Mazzeo si libera per lo scarico, la palla arriva, il 19 rossonero la cicca malamente, azionando un perfetto quanto letale contropiede. Mancuso la mette dentro, il Pescara va avanti. La sentenza arriva come un gavettone di acqua ghiacciata. Il Foggia chiude il primo tempo sotto, e non lo meriterebbe. Per la mole di gioco, per le numerose occasioni costruite, e per i due legni che nel giro di un minuto Nicastro, suo malgrado, centra. L’ex pescarese e perugino è una delle numerose sorprese di giornata. Perché Stroppa oltre a quattro nuovi acquisti, sceglie il meno pronosticato nella batteria delle punte come partner del rientrante Mazzeo. Il ritorno del capocannoniere rossonero è di vitale importanza, lo si vede dalla qualità del palleggio quando la sfera supera la metà campo. Peccato che le polveri siano ancora inumidite dal prolungato periodo di assenza. E così la bontà del suo lavoro si ferma a quindici metri dalla porta. Fiorillo sospira, Zeman ringrazia. Bene tutti i nuovi, da un rude Tonucci, a un volenteroso (ma in evidente ritardo di condizione) Zambelli, mentre con Greco la regia si mantiene scolastica, ma efficace, e soprattutto concede ad Agazzi la possibilità di scollinare sul centrosinistra, accanto a Kragl. Per il tedesco pochi spunti, ma sufficienti a far capire quello che potrà essere il futuro: una bordata che scalda le mani a Fiorillo e un cross al bacio che solo un Mazzeo in versione ‘sciagurato Egidio’ non capitalizza. In panchina resta Scaglia, quello che, in apparenza, sembrava il favorito a esordire.

SECONDO TEMPO – Come preannunciato i ritmi si abbassano, d’altronde l’autonomia fisica dei foggiani non è quella di una squadra al top. Eppure la sparizione dei pescaresi, ancor meno intraprendenti rispetto alla prima frazione, fa sì che i satanelli mantengano le chiavi del gioco. Pur con una minor brillantezza la squadra alla porta continua ad arrivarci, come quando Agnelli da buona posizione di testa non trova la porta. Il primo cambio di Stroppa si chiama Deli, che rileva un buon Greco in debito di ossigeno. Contrariamente alla gara con il Venezia, l’ingresso dell’ex Paganese non sortisce grossi effetti, e con un destro manda a ramengo una delle tante grandi occasioni di giornata. Beretta (per Nicastro) e Scaglia (per Zambelli) saranno le scelte successive di Stroppa, che mantiene i tre dietro, ma attacca con due punte mantenendo stabilmente gli esterni in avanti, in una sorta di 3-3-4. Anche Beretta avrebbe una buona chance, ma dal destro tira fuori un misero ‘squilluccio’ che non scalda troppo i guanti di Fiorillo, la cui porta resterà immacolata. E per giorni un po’ tutti si chiederanno come sia stato possibile.

FOGGIA (3-5-2) Guarna; Tonucci, Camporese, Loiacono; Zambelli (26’st Scaglia), Agnelli, Agazzi, Greco (14’st Deli), Kragl; Nicastro (21’st Beretta), Mazzeo. A disposizione: Tarolli, Figliomeni, Fedato, Martinelli, Gerbo, Floriano, Celli, Ramè, Sanchez. All. Stroppa

Pescara (4-3-3) Fiorillo, Crescenzi, Coda, Perrotta, Mazzotta; Proietti, Brugman, Valzania (34’st Coulibaly), Brugman; Mancuso, Pettinari, Capone (1’st Baez). A disposizione: Savelloni, Balzano, Kanoutè, Elizalde, Cocco, Campagnaro, Carraro, Cappelluzzo. All. Zeman

Arbitro: Sacchi di Macerata

Marcatori: 44’pt Mancuso (P)

Ammoniti: Proietti (P), Deli (F), Crescenzi (P)

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