Foggia-Benevento 2-2, le pagelle: Gigliotti decisivo. Male Iemmello e Sicurella

Il francese, protagonista con la magistrale punizione che regala il pareggio ai suoi. Giornata no per il bomber rossonero e il giovane centrocampista. Grande prestazione di Cavallaro. Sarà stata l'ultima presenza in maglia rossonera?

Guillaume Gigliotti

Con una punizione di Gigliotti, il Foggia trova un pareggio insperato nei minuti finali contro la capolista Benevento. Un pareggio che alla fine dei conti vale molto, per il morale e per la classifica, considerando il passo falso del Lecce, sconfitto a Reggio Calabria. I rossoneri, male che vada (ovvero, se la Casertana dovesse superare la Paganese, ndr) si ritroverebbero alla fine della giornata, a soli tre punti dai playoff.

FOGGIA (4-3-3) Narciso 6,5; Altobelli 5,5 (27’st Bencivenga 6) Loiacono 6 Gigliotti 7 Agostinone 6; Sicurella 5 (37’st Barraco s.v.) Quinto 6 Agnelli 6,5; Sarno 6 (39’st Leonetti s.v.) Iemmello 5 Cavallaro 7. A disposizione: Micale, D’Angelo, Bollino. All. De Zerbi 6

Narciso 6,5 – La bomba di Eusepi si può solo ammirare. Sul secondo gol, si può invece imprecare contro i compagni disattenti. Prima però, con un grande intervento aveva detto no al centravanti giallorosso. Perfetto nelle uscite

Altobelli 5,5 – Mezzo voto in più per l’impegno e per le legittime giustificazioni che merita, avendo esordito in una partita molto importante e in un ruolo non suo. Nel primo tempo il pallone scotta, e glielo si legge in viso. Nella ripresa è meno timido, e si propone anche in attacco, ma le azioni più pericolose del Benevento, compresa quella del raddoppio, nascono dalla sua zona (27’st Bencivenga 6 – Si propone subito al tiro, e non va distante dal palo. Non ha molto tempo per mettersi in mostra, anche perché nel finale il gioco del Foggia si sviluppa esclusivamente sul versante opposto)

Loiacono 6 – Con Marotta volano i colpi proibiti, e lui rimedia un vistoso taglio sull’arcata sopraciliare. Si arrabbia, e l’arbitro lo ammonisce. Quando si dice “cornuto e mazziato”. Si arrangia con mestiere e animo da guerriero. Unico neo, il mezzo pasticcio nel raddoppio di Eusepi

Gigliotti 7 – Anche lui talvolta sbanda. Ma non crolla. Cresce alla distanza, sciorinando anticipi d’alta scuola, e lanci da regista puro. Poi c’è la chicca, con la bordata vincente da trenta metri, che fa esplodere lo Zaccheria. Chapeau

Agostinone 6 – Ha di fronte a sé Alfageme, che fisicamente è quasi il doppio di lui. Ma tiene con mestiere, e si lancia diverse volte in avanti. Belle alcune combinazioni con Cavallaro

Sicurella 5 – Sorpresa dell’ultima ora, al posto di D’Allocco che avrebbe dovuto giocare dall’inizio e che invece non figura neppure in panchina. In campo non c’è, o meglio c’è e si fa vedere per la sfilza di errori che commette. Spesso gioca fuori posizione, restando in una zona ibrida nella quale finisce per essere inutile in entrambe le fasi. Meglio sorvolare su alcuni controlli ciabattati, ché ci scappano le ripetizioni sui fondamentali (37’st Barraco s.v.)

Quinto 6 – Consueti rischi, quando in testa gli si inceppa il tasto X, e indugia nel portar palla, che spesso si fa soffiare. Quando invece velocizza, è un piacere per chi lo guarda, e un vantaggio per il gioco della sua squadra

Agnelli 6,5 – Anche lui parte maluccio, perdendosi tra errori banali e palloni regalati. Cresce alla distanza, manifestandosi soprattutto in fase difensiva. Preziosi alcuni raddoppi, encomiabili certe chiusure. Con una prova di cuore festeggia le 100 presenze in rossonero

Sarno 6 – Il gol giustifica la sufficienza. Poi c’è poco altro, a parte un gol di testa che si divora poco prima. Troppo spesso rifugge la giocata di prima, per lasciarsi andare a infruttuosi giochi di prestigio, che dovrebbero mettere in difficoltà gli avversari, ma che finiscono per mandare in confusione lui. Quando si dice “marcarsi da soli” (39’st Leonetti s.v.)

Iemmello 5 – Altafini troverebbe un numero a caso di una pagina a caso di un manuale inventato, nella quale si parla di uno degli obiettivi principali del numero nove: il tiro in porta. Ce n’è poi un’altra relativa al gioco di sponda, e un’altra ancora dedicata al gioco di squadra. Urge un corposo ripasso. Perché lo Iemmello visto oggi non serve al Foggia. Ricerca esasperata ed esasperante del dribbling, giocate forzate e infruttuose. Una serpentina infinita in area campana, terminata con una palla persa, per poco non aziona un contropiede micidiale

Cavallaro 7 – Due giorni per conoscere il suo futuro, che potrebbe essere lontano da Foggia. Curioso che il miglior Cavallaro sia venuto fuori insieme alle voci su una sua partenza. Anche contro il Benevento, il fantasista è stato protagonista di una prova sontuosa. Tante giocate, mai fini a se stesse, ma concrete, al servizio della squadra. E’ lui a propiziare tra l’altro il gol del pareggio di Sarno. Se dovesse andar via, la società ponderi bene sulla scelta del suo sostituto

De Zerbi 6 – Ok Bencivenga non era al top, ma la scelta di Altobelli non convince. Far esordire un giovane così inesperto, e piazzarlo peraltro in un ruolo non suo è stato un azzardo che avrebbe potuto comportare esiti più infausti. La squadra anche oggi ha mostrato personalità, in barba alla caratura dell’avversario e alle tante assenze. A tal proposito, se l’obiettivo resta quello dei playoff, è il caso che alzi la voce e si faccia sentire in sede di mercato. Con una rosa ridotta ai minimi termini, urgono rinforzi

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