Caporalato, protestano gli agricoltori. Cera è con loro: "Non si combatte mettendo tutti in bici o sanzionando le aziende"

La dura nota del capogruppo dei Popolari in Regione: "Che senso ha prendersela con gli agricoltori, già in crisi per un settore che non riesce più a garantire i margini operativi, con costi di produzione maggiori dei ricavi?" 

Napoleone Cera

“Non si combatte il caporalato mettendo tutti in bici, ma promuovendo campagne di comunicazione per una maggiore conoscenza delle liste di prenotazione per l’agricoltura. Non si combatte il caporalato mettendo in ginocchio le aziende agricole con sanzioni spropositate che affossano i bilanci e aumentano i costi da sostenere".

Così, il capogruppo dei Popolari in Regione, Napoleone Cera, che continua: "Che senso ha prendersela con gli agricoltori, già in crisi per un settore che non riesce più a garantire i margini operativi, con costi di produzione in alcuni casi maggiori dei ricavi percepiti? Gli agricoltori chiedono solo di poter lavorare in condizioni di garanzia per il loro reddito, la sopravvivenza delle loro aziende, la tutela dei lavoratori stagionali, nel pieno rispetto delle disposizioni di legge alla lotta al caporalato e alla sicurezza nei luoghi di lavoro". 

"Bisogna però evitare di usare la mano pesante contro gli agricoltori che non possono sostituirsi alle autorità competenti, ma eventualmente collaborare per la migliore applicazione delle leggi esistenti. Altrimenti il caporalato sarà sempre una triste piaga e le aziende agricole saranno costrette a chiudere i battenti, con impoverimento economico del territorio. Bisogna ascoltare la voce degli agricoltori onesti che vogliono collaborare con le autorità, tutelando aziende e lavoratori".

"Magari - propone - incrementando l’attività di una task force che coinvolga, prefettura, forze dell’ordine, sindacati, associazioni datoriali e ispettorato del lavoro, anche per dare sostanza alle numerose denunce presentate, rimaste prive di effetto. Occorre incentivare politiche di sostegno agli affitti per favorire alloggi idonei e puliti e prevedere un efficace servizio di raccolta rifiuti. Bisogna garantire poi compensi dignitosi e maggiore presenza di controlli per accertare la vera identità dei lavoratori stagionali. Infine, l’agricoltura è un settore d’importanza primaria per l’economia pugliese, c’è necessità di ascoltare anche le richieste degli agricoltori onesti e seri che vengono ingiustamente colpevolizzati da leggi che non aiutano il settore e il contrasto alla vera illegalità”.

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