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Zona inquinata, acqua vietata: la beffa dell’acquisizione della discarica ‘ex Agecos’

La soluzione di aumentare la capacità della discarica, acquisendo l’Agecos, si è trasformata in una beffa vista l’ordinanza di Landella. Le precisazioni di Rizzi, Cislaghi e Sciagura

Sull’ordinanza sindacale con la quale il sindaco di Foggia nei giorni scorsi ha imposto il divieto assoluto di emungimento ed utilizzo, anche per soli fini irrigui e/o agricoli, dell’acqua sotterranea da tutti i pozzi privati provvisti di autorizzazione e da tutti i pozzi non autorizzati che si trovano entro il raggio di 1 chilometro dal perimetro delle discariche del Comune di Foggia, prosegue il botta e risposta tra il terzetto composto da Rizzi-Sciagura-Cislaghi e il consigliere comunale di maggioranza, Bruno Longo, “che dovrebbe avere l’accortezza di leggere attentamente gli atti prima di accusarci di ignorare i fatti perché, se non li si leggono attentamente, si rischia di prendere delle cantonate” dicono i tre.

I due consiglieri comunali di minoranza e l’esponente di Alternativa Libera evidenziano che “nel contratto d’acquisto stipulato il 5 ottobre 2015 tra l’Amministrazione Comunale, rappresentata dall’ex dirigente del Servizio Ambiente Mario Maggio, e A.GE.CO.S. spa all’articolo 1, consenso e soggetto, è scritto che il Comune di Foggia “… accetta e acquista, la proprietà di un terreno agricolo in agro di Foggia, località Passo Breccioso, esteso catastalmente quattro ettari, otto are e ventiquattro centiare, destinate a discarica …”.

A tal proposito sottolineano: “Vero è che in tutto il resto del documento si parla di acquisto di “terreno agricolo” ma è altrettanto vero che gli atti citati nel documento di acquisto fanno riferimento alla delibera di Giunta Comunale del 27 febbraio dove è chiaramente scritto: “ritenuto necessario acquisire al patrimonio dell’Ente la discarica c.d. “ex Agecos” sita in località Passo Breccioso, Foggia, catastalmente censita al NCT/FG F.M. n. 155, particella n. 176, al prezzo di €. 1.050.000,00 come sopra detto e di sottoporre alla Giunta Comunale, per il successivo inoltro al Consiglio Comunale, la proposta di acquisizione, senza oneri per l’Amministrazione in quanto il prezzo di acquisizione è contenuto nel saldo positivo tra i costi di gestione ed i ricavi”.

Precisano e si chiedono: “Stessa motivazione, acquisto della discarica c.d. “ex Agecos”, si trova negli allegati C e D, determine dirigenziali del servizio Ambiente, e nell’attestazione di copertura finanziaria. Riguardo “l’attestazione di copertura finanziaria” ci domandiamo perché i fondi necessari all’acquisto, impegno 2014 1550/1, sono recuperati dall’impegno 2014 1550/0 che stanzia la somma di € 1,762.168,80 con la motivazione “discarica di passo Breccioso lavori di messa in sicurezza”?

Fugato il dubbio su cosa il Comune abbia acquistato, per Rizzi, Sciagura e Cislaghi resta da capire quali siano i costi totali dell’operazione: “L’acquisto della discarica dovrebbe essere senza oneri in quanto si tratterebbe di un’operazione a costo zero perché i costi sopportati sarebbero pareggiati dagli incassi ottenibili dall’aumento delle volumetrie ricavabili dopo l’esecuzione del progetto di separazione idraulica delle due discariche (cd. “Frisoli” e cd. “ex Agecos). Nella delibera di Giunta Comunale, come nella delibera di Consiglio Comunale, non vi è cenno a eventuali costi aggiuntivi per la bonifica del sito e/o della discarica acquistata ed è questo che abbiamo sempre contestato all’Amministrazione Comunale e dichiarato in Consiglio Comunale”.

“Nell’ordinanza di divieto all’uso dell’acqua dei pozzi entro un chilometro dalle discariche di proprietà comunale – fanno notare - è riportato che le analisi di ARPA del 03/05/2015 indicavano, nei pozzi della discarica cd ”Frisoli”, la non conformità dei valori per il ferro e il manganese. Possibile che questo dato non abbia spinto, almeno per curiosità, a indagare quale fosse la reale situazione ambientale della discarica che ci si era promessi di acquistare?”

E ancora: “Possibile che a nessuno sia venuto in mente che a fronte di un più che probabile inquinamento del sito il costo dei lavori fosse destinato a salire azzerando l’utile di € 1.106.665 previsto nella delibera di Giunta Comunale? Non si doveva dare comunicazione al Consiglio Comunale del lievitare dei costi per “problemi sorti in corso d’opera”? Possibile che a nessuno sia venuto in mente di bloccare l’acquisto del terreno adibito a discarica sino a quando non fossero chiari i costi economici e i danni ambientali della zona?”

Tra le altre cose, c’è anche l’appunto sulla situazione dell’inquinamento della zona delle discariche “che, dai documenti delle analisi pervenute al Comune il 22 febbraio 2016, è ben più grave di quanto scritto dell’ordinanza sindacale perché sono fuori norma rispetto alla tab. 2 DL 152/06, legge per la tutela dell’ambiente, i seguenti elementi: fluoruri; cianuri liberi; alluminio, antimonio; argento; arsenico; boro; cobalto; cromo; ferro; manganese; mercurio; nichel; piombo; benzene; bromoformio”.

Concludono i due consiglieri comunali d’opposizione e Cislaghi: “Ora, dopo queste nostre precisazioni, ci aspettiamo che l’Amministrazione Comunale chiarisca qual è la reale portata dell’inquinamento della zona, quali azioni intende adottare per eliminare le cause dell’inquinamento, quali sono i costi stimati di tutta questa operazione che continuiamo a ritenere inutile perché la soluzione non è aumentare la capacità della discarica ma ridurre i rifiuti da smaltire con l’avvio della raccolta differenziata porta a porta”

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