Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Società Foggiana sempre più ‘Mafia degli affari’. città 'bloccata', timore diffuso tra gli abitanti

E' quanto emerge dalla relazione della DDA sulle attività svolte dal 1 luglio 2015 al 30 giugno 2016. Tre le batterie foggiane: i 'Moretti-Pellegrino-Lanza', i 'Sinesi-Francavilla' e i 'Trisciuoglio-Prencipe-Tolonese'

Immagine di repertorio

Il 10 gennaio del 2012 in via Napoli veniva assassinato Giosuè Rizzi, il capo carismatico della Società Foggiana, il ‘Papa’ che in carcere trovò riscatto nella pittura. Fu quello uno degli omicidi che cambiò la geografia della criminalità organizzata in città e da quel giorno permise a capi e adepti delle tre batterie presenti nel capoluogo dauno, di dedicarsi “oltre che alle attività tradizionali", anche "agli affari imprenditoriali in settori strategici, sia pubblici che privati”.

Con una relazione dettagliata, la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari torna a descrivere le attività che vanno dal 1 luglio 2015 al 30 giugno 2016, dedicando un ampio capitolo alla Capitanata e ai suoi “aspetti di rilevante, storica, criticità”. Relazione che non tiene conto però degli ultimi fatti di cronaca, dall’agguato al boss Sinesi all’uccisione di Roberto Tizzano avvenuta in un bar di via San Severo.

Oggi i sodalizi criminali di Foggia, Cerignola, San Severo, ma anche quelli di Vieste, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Orta Nova e San Nicandro Garganico, sebbene a seguito dell’azione repressiva abbiano subito nel tempo incisive menomazioni nei loro vertici, tendono a riorganizzarsi, “complici la crisi economica in atto ma, soprattutto, un contesto civile caratterizzato da arretratezza culturale, omertà e diffusa illegalità”.

Il traffico di sostanze stupefacenti e di armi, le estorsioni, l’usura, le rapine, le truffe a tutti i livelli, il caporalato ed il conseguente sfruttamento del lavoro, sono i reati che principalmente occupano le cosche sul territorio. Cerignola presenta agguerriti gruppi d’attacco che, unitamente alle consorterie andriesi, si sono specializzati in rapine con modalità paramilitari. Estorsioni, usura e criminalità comune dedita ad ogni tipo d’illegalità caratterizzano anche i comuni di San Severo, Manfredonia, San Nicandro Garganico ed Apricena”.

LA SOCIETA’ FOGGIANA. “Ma le maggiori preoccupazioni nascono oggi dalla ‘Società foggiana’ il cui sodalizio è composto da gruppi che si aggregano e disgregano in relazione alle variazioni degli equilibri di potere e ai periodi di detenzione degli affiliati. Estorsioni, usura, traffico di stupefacenti, sono le principali attività ed il metodo mafioso concretizzatosi in omicidi, danneggiamenti, intimidazioni (anche attraverso gambizzazioni e percosse) consente un controllo capillare del territorio cittadino ma anche la capacità di instaurare relazioni forti con i clan, nonché, in alcuni casi, con quelli della Campania e della Calabria”.

LA MAFIA FOGGIANA. “La mafia foggiana si avvicina infatti sempre più al modello di “mafia degli affari” che caratterizza le più importanti organizzazioni criminali italiane e conferma la sua capacità di programmare e attuare strategie con serietà e disciplina, evidenziando caratteristiche di solida strutturazione che la rendono impenetrabile, pericolosa e profondamente diversa dalla contigua mafia barese.

IL POTERE SULLA CITTA’. “La città di Foggia, fortemente condizionata, appare così “bloccata” e collocata in un cono d’ombra che consente il proliferare dei traffici e, soprattutto, dell’estorsione e dell’usura, troppo spesso passivamente accettate. La ‘Società’ agisce in campi tipicamente mafiosi quali le estorsioni (la maggior parte dei negozianti e imprenditori ne è vittima), il traffico di stupefacenti ed è responsabile di innumerevoli omicidi”.

Nella relazione della DDA di Bari si legge che “negli abitanti si coglie un timore diffuso, peraltro giustificato dai brutali metodi di persuasione adottati dal gruppo, quali omicidi, gambizzazioni, percosse e esplosioni di ordigni. La pressoché totale assenza di collaboratori di giustizia – a differenza di quanto avviene nelle altre province pugliesi - rende bene il clima di omertà che si registra sul territorio”.

LE TRE BATTERIE. Per la Direzione Distrettuale Antimafia, della Società Foggiana allo stato attuale fanno parte tre gruppi criminali militarmente organizzati: i ‘Moretti-Pellegrino-Lanza’, i ‘Sinesi-Francavilla’ e i ‘Trisciuoglio-Prencipe-Tolonese’. “I primi due sodalizi appaiono oggi gli unici in grado di controllare realmente le attività illecite del capoluogo. L’ultima batteria, infatti, attualmente ha una posizione (relativamente) marginale a causa dello stato restrittivo in cui si trova la maggior parte dei sodali"

Le attività illecite predilette delle suddette batterie sono ovviamente le estorsioni (in danno sia di singoli operatori del commercio sia di imprenditori del settore edile) e il traffico di sostanze stupefacenti. Le tre organizzazioni operano in maniera disgiunta sul territorio cittadino, senza suddivisioni in aree di influenza esclusiva. L’assenza – oggi - di conflittualità tra i clan è sintomo di un equilibrio nella ripartizione delle attività illecite, che però comporta, per converso, una maggiore invasività della malavita mafiosa nel tessuto sociale”.

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