Il Foggia scappa, il Lecce lo riacciuffa. Il derby allo ‘Zac’ finisce in parità e la ‘Sud’ contesta la squadra

Ai rossoneri non basta il doppio vantaggio firmato da Deli e Tonucci. Mancosu la riapre prima del pari di La Mantia. Per la squadra di Grassadonia un’occasione sciupata malamente. E martedì si va a Cittadella

“Chi non vuol lottar se ne deve andar”, un coro inequivocabile quello della ‘Sud’, che chiarisce perfettamente il punto di vista sul derby pareggiato con il Lecce. A una parte dello stadio (la ‘Nord’ invece ha applaudito i giocatori) la gara contro i cugini salentini non è piaciuta. Troppo amaro il 2-2 per una squadra che al 6’ della ripresa conduceva per 2-0 e che sembrava padrona della partita e del proprio destino. E invece è bastata una punizione carogna di Mancosu per rispostare la bilancia verso una posizione più equilibrata fino al pari di La Mantia. Un risultato che lascia l’amaro in bocca e che non può non destare qualche preoccupazione in vista dei prossimi due impegni contro Cittadella e Brescia. Perché certi problemi di gioco e nello sviluppo della manovra si sono evidenziati anche oggi. 

Foggia-Lecce: il film fotografico

PRIMO TEMPO – Il tabellino a fine primo tempo dice che il Foggia è in vantaggio. L’ha sbloccata Deli allo scadere, forse nell’unico modo in cui si poteva cambiare le sorti di un primo tempo bruttino. Fino ad allora poche emozioni, tanti errori di scelta o di metodo. Perché dopo un inizio convinto del Lecce, il Foggia ne prende le misure, senza tuttavia trovare nelle transizioni offensive il modo per innescare le punte. Ed ecco il primo problema del Foggia: la coppia Mazzeo-Galano non funziona, vuoi per la mancanza di palloni puliti a ridosso dell’area di rigore, vuoi perché entrambi avrebbero forse bisogno di una punta più fisica, vuoi perché non sono proprio nella giornata migliore. E questo complica ulteriormente lo sviluppo dell’azione, già farraginosa di suo, e perennemente tendente ad appoggiarsi sul sinistro di Kragl o sugli strappi di Deli. In mezzo Agnelli fa legna e la fa anche bene, mentre il rispolverato Gerbo affonda sulla destra con regolarità, anche se paga talvolta dazio in fase difensiva. Non a caso le seppur sporadiche azioni pericolose del Lecce si vanno a originare sempre sul versante mancino, dove orbita Calderoni e dove Mancuso va a cercare zolle fertili dove produrre calcio. Ma a conti fatti, di palloni per la temibile coppia La Mantia-Pettinari se ne vedono pochi. Quando la palla fa breccia nella difesa, ci pensa Ranieri a pulire l’area. Il difensore scuola Fiorentina, alla prima da titolare in una gara ufficiale, è senza dubbio la nota più lieta del primo tempo e, verosimilmente, dell’intero pomeriggio. L’altra è appunto la gemma di Deli, che trova il corridoio giusto per baciare il palo e beffare Vigorito a un passo dal duplice fischio.

SECONDO TEMPO – Il gol in chiusura di prima frazione tonifica i rossoneri che ripartono forte, e forse fanno vedere le cose migliori proprio in avvio di ripresa. Il gol, però, arriva con un’altra prodezza, firmata a sorpresa da Tonucci, che pesca il destro dai 20 metri trafiggendo Vigorito. Due a zero e partita in discesa. O almeno così dovrebbe essere, finché tre minuti dopo Mancosu non la riapre su calcio di punizione. La barriera e Bizzarri non sembrano esenti da colpe. Fatto sta che il Lecce si rimette in sesto subito, e con mezz’ora di gara ancora da giocare, pareggiare non è poi un’impresa titanica. Liverani leva Arrigoni inserendo Palombi: tridente pesante più Mancosu mezzala. Più sfortunato Grassadonia, che dopo aver levato Agnelli per Busellato, e Ranieri (vittima dei crampi) per Loiacono, è costretto a brucarsi l’ultimo cambio con Boldor per Tonucci. Ed è un peccato. Eppure le occasioni per chiuderla definitivamente non mancherebbero ai satanelli. Ma prima Deli indugia troppo col pallone tra i piedi servendo Galano quando la difesa giallorossa lo aveva già messo in offside, poi Mazzeo si vede carambolare sul destro un pallone potenzialmente letale a pochi passi da Vigorito. I salentini alzano il ritmo e il baricentro, e su un’azione orchestrata velocemente (da Petriccione in verticale per Palombi che la mette al centro per La Mantia) arriva al pareggio allo scoccare della mezz’ora. Il Foggia non ne ha più, perché se i problemi a innescare le punte erano già tangibili prima, figurarsi nel finale quando la squadra accusa anche una certa stanchezza. Il Lecce, che non trova il terzo gol grazie a una paratona di Bizzarri sempre su La Mantia, allenta la spinta nel finale. Un pari allo Zaccheria non è mica da buttare.

Foggia-Lecce 2-2

FOGGIA (3-5-1-1) Bizzarri; Tonucci (31’st Boldor), Martinelli, Ranieri (23’st Loiacono); Gerbo, Agnelli (20’st Busellato), Carraro, Deli, Kragl; Galano; Mazzeo. A disposizione: Noppert, Iemmello, Zambelli, Cicerelli, Chiaretti, Rubin, Rizzo, Boldor, Ramè, Gori. All. Grassadonia

LECCE (4-3-1-2) Vigorito; Lepore (32’st Venuti), Meccariello, Marino, Calderoni; Arrigoni (24’st Palombi), Petriccione; Mancosu; Pettinari, La Mantia (40’st Tabanelli). A disposizione: Bleve, Di Matteo, Cosenza, Torromino, Haye, Dubickas, Tsonev, Venuti, Fiamozzi, Armellino. All. Liverani

Arbitro: Aureliano di Bologna

Marcatori: 45’pt Deli (F), 7’st Tonucci (F), 10’st Mancosu (L), 29’st La Mantia (L)    

Ammoniti: Ranieri (F)

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