Fiasco Foggia, fischi allo Zaccheria: il Crotone vince in un quarto d’ora

Finisce 2-0 per la squadra di Stroppa l’anticipo del secondo turno di ritorno. Rossoneri mai in partita e disastrosi in tutte le fasi. Apre i conti Rohden al 6’ dopo un pasticcio di Agnelli. Otto minuti dopo arriva il raddoppio di Zanellato

Non sarà la peggiore gara della stagione (a Cosenza e Livorno fu fatto di peggio), ma sicuramente è stata la peggiore versione del Foggia allo Zaccheria. Un pubblico che ha sfidato il freddo di fine gennaio meritava, forse, uno spettacolo più degno. E non una squadra senza idee, confusa, a tratti svuotata mentalmente. Tutt’altra pasta rispetto alla squadra cazzuta vista al ‘Cabassi’ di Carpi. Vien da chiedersi, a questo punto, se il trionfo della scorsa settimana non sia stato anche agevolato dalle mancanze degli avversari. Alla fine festeggia Stroppa, che per una notte abbandona l’ultima piazza, e ritrova una vittoria che mancava da diverso tempo. Curiosità statistica: il Crotone ha vinto solo 4 gare in stagione, due delle quali contro il Foggia.

PRIMO TEMPO – 6’ Rohdén ruba palla ad Agnelli, parte la fuga verso la porta. Zero ostacoli, tanto spazio a disposizione, il destro è preciso, Noppert può solo osservare la sua rete gonfiarsi. 14’ Cross profondo dalla destra, Simy si allarga sul centrosinistra, appoggia al centro, Zanellato prende il tempo a tutti e Noppert si deve arrendere di nuovo. Se il Foggia cercava un modo disastroso per iniziare una partita, ci è riuscito contro il Crotone. E l’analisi, se la si estende anche al resto dei 45’ non è più lusinghiera. L’uno-due affossa mentalmente la squadra, che di fatto smette di giocare (ammesso che avesse mai cominciato). Per la pattuglia di Stroppa (fischiato all’annuncio delle formazioni, applaudito dopo l’abbraccio con Agnelli, ndr) il lavoro è ulteriormente semplificato. Anche perché ‘Giuanin da Mulazzano’ la partita se l’è studiata bene, rinunciando al 4-3-1-2 utilizzato nelle ultime due uscite, e posizionandosi a specchio con il 3-5-1-1.
Padalino cambia già al 20’, levando Zambelli e facendo (ri)esordire Greco. Scelta tattica a sua volta dettata da un problema all’adduttore al terzino, ma l’ingresso del numero 7 era comunque scritto. Il gioco del Foggia non c’è, di fatto lo schema si appoggia sui lanci lunghi dalla difesa (quasi sempre fuori misura) per le due punte Iemmello e Mazzeo, malinconicamente soli e mal serviti, e pure poco mobili. La mossa a sorpresa Deli (preferito a Galano con contestuale ritorno al 3-5-2) non porta frutti. Gli unici pericoli sono tutti racchiusi nel sinistro di Kragl, che prima impegna Cordaz su punizione, poi sfiora l’incrocio con un’altra mina dalla distanza. Troppo poco per bucare la retroguardia del Crotone, disposta a tre (o a cinque), e sapientemente comandata dall’ex oggetto dei desideri rossoneri Spolli. Il resto lo fa la compattezza dei calabresi, l’eccellente lavoro nelle due fasi non solo degli esterni, ma anche delle mezzali, che stravincono il duello con gli omologhi rossoneri. In avanti Simy regge da solo il peso dell’attacco e lo fa alla grande, malgrado i suoi sgraziati movimenti. Machach lo assiste e supporta, con un occhio anche a Greco quando il Foggia prova (si fa per dire) a imbastire una trama. Ma al di là di tutto, resta la sensazione di una squadra – il Crotone – che si trova in vantaggio quasi involontariamente. Ed è questo il dato meno accettabile. Ciliegina amara di una torta già parecchio indigesta, l’infortunio alla caviglia occorso a Tonucci (possibile interessamento dei legamenti) che costringe Padalino a bruciarsi un secondo cambio.

SECONDO TEMPO – Con due sostituzioni già effettuate, il tentativo di scossa di Padalino si traduce nel passaggio al 4-3-1-2, con tanti adattamenti: da Gerbo e Boldor terzini, a Kragl mezzala. L’unico che potrebbe e dovrebbe beneficiare del cambio di sistema è forse Deli, ma l’ex Paganese resta un corpo estraneo. Logica la sua uscita dal campo, come logico è l’innesto di Chiaretti, di fatto l’unico reale dieci in rosa. Il contributo del brasiliano, tuttavia, non è dei più esaltanti. Perché il Foggia oltre la buona volontà non va. A nulla serve la pletora di cross che spiovono da ambo le fasce, specie quella sinistra. La difesa del Crotone giganteggia, e lo standard non muta neppure quando Spolli alza bandiera bianca per un colpo al capo. Certo, la scarsa mobilità delle due punte non contribuisce a rendere meno farraginosa la manovra. Alla fine, a parte i disperati tentativi dalla distanza finiti lontano dalla porta di Cordaz, il Foggia non va oltre il palo di Martinelli sugli sviluppi di un piazzato. Ma per vedere una trama di gioco apprezzabile, bisogna cercare altrove. Stroppa, invece, concede minuti al piccolo funambolo Kragbo e all’ex Molina, il suo Crotone chiude sul velluto. E forse dà l’abbrivio a un nuovo campionato. Lo stesso non si può dire del Foggia. E lunedì 4 febbraio si va a Palermo.

Foggia-Crotone 0-2

FOGGIA (3-5-2) Noppert; Tonucci (45’pt Loiacono), Martinelli, Boldor; Zambelli (21’pt Greco), Gerbo, Agnelli, Deli (20’st Chiaretti), Kragl; Mazzeo, Iemmello. A disposizione: Bizzarri, Sarri, Ranieri, Cicerelli, Galano, Chiaretti, Rubin, Rizzo, Ramè, Busellato. All. Padalino

CROTONE (3-5-2) Cordaz; Vaisanen, Spolli (11’st Curado), Golemic; Sampirisi, Rohdén (26’st Molina), Barberis, Zanellato, Firenze; Machach (24’st Kragbo); Simy. A disposizione: Figliuzzi, Festa, Cuomo, Tripaldelli, Tripicchio, Gomelt, Nanni, Valietti. All. Stroppa

Arbitro: Pezzuto di Lecce

Marcatori: 7’pt Rohdén (C), 14’pt Zanellato (C),  

Ammoniti: Kragl (F), Zanellato (C), Sampirisi (C)    

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