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LETTORI – Una proposta per lo Zaccheria: “Intitoliamolo a uno sponsor”

La proposta è dell'avv. Eugenio Gargiulo: "Intitoliamo lo stadio Pino Zaccheria di Foggia ad un grosso sponsor che ne finanzi la "messa a norma"

Stadio Zaccheria di Foggia

La grana stadio “Pino Zaccheria” di Foggia ha toccato il suo apice domenica 9 settembre con l’applicazione del provvedimento prefettizio di disputa dell’incontro di calcio di Lega Nazionale Dilettanti Foggia-Francavilla in Sinni a “porte chiuse”. Circa duemila tifosi, previsti come spettatori del match allo stadio dauno, sono stati costretti a restare a casa, “incollati alle radioline”, per seguire l’esito dell’incontro della propria squadra del cuore.

Il provvedimento del Prefetto, giunto tra mille polemiche, era stato avversato sino all’ultimo sia dal Comune di Foggia, sia dalla neonata società sportiva ACD Foggia calcio. In effetti la situazione verificatasi ha tutti i presupposti dell’inverosimiglianza, stante la storica affidabilità statica dell’impianto sportivo di viale Ofanto, omologato non più di un decennio fa per una capienza superiore  a ben 25.000 spettatori  e che ha “ben retto” a ben quattro anni di serie A tra il 1990 ed il 1994. Eppure il provvedimento prefettizio, a stretto rigore di legge, risulta purtroppo essere ineccepibile in quanto conforme alle nuove direttive sulla sicurezza negli stadi.

Il Comune di Foggia, in tempi non sospetti, aveva rassicurato tutti, addirittura promettendo per la data del 30 giugno la “messa a norma” dello Zaccheria per una capienza di almeno 7.500 posti. Ma, evidentemente a causa delle note difficoltà economiche in cui versa l’amministrazione comunale, non si è riusciti a far fronte neppure alla posticipata scadenza del 9 settembre.

La società sportiva ACD Foggia calcio, che tanto impegno sta profondendo a favore della rinascita dei colori rossoneri, si è recentemente espressa sull’ argomento, minacciando il ritiro della squadra dal campionato qualora la “grana Zaccheria” non venga risolta in tempi brevissimi.

Cosa fare allora per evitare che anche per i prossimi match casalinghi l’ACD Foggia sia costretta a giocare dinanzi ad un stadio desolatamente vuoto o, addirittura, in trasferta forzata su un impianto provinciale come quello di Manfredonia o Cerignola?

Una proposta di possibile soluzione al problema ed un idea di moderna concezione viene lanciata dal noto avvocato, nonché tifoso foggiano, Eugenio Gargiulo, il quale suggerisce all’amministrazione comunale  di porre in essere una sorta di “bando d’asta” nei confronti di imprese e aziende locali e nazionali, con il quale “offrire” l’intitolazione dell’ impianto sportivo di viale Ofanto a quella società commerciale che in cambio “investirà quattrini” per i lavori di “messa in sicurezza” ed “omologazione” dell’attuale stadio Zaccheria per il maggior numero di posti possibile ( l’obiettivo della capienza ad almeno 12.500 posti sarebbe facilmente raggiungibile con pochi mirati interventi).

L’idea  dell’avv. Eugenio Gargiulo è mutuata dall’esperienza ormai consolidata raggiunta sull’argomento dai paesi anglosassoni, ove quasi ogni stadio calcistico appare “intestato” alla società commerciale che ne abbia “sponsorizzato” i lavori di adeguamento alle norme di sicurezza o, addirittura, che lo abbia realizzato ex novo.

Quasi sicuramente anche la calorosa tifoseria foggiana, seppur giustamente affezionata al nome “Pino Zaccheria”,  si adeguerà a questa possibilità che può far “affluire” quel denaro necessario per risolvere la problematica della “messa a norma” dello stadio comunale dauno, che una volta adeguato potrebbe così riassaporare quelle ormai dimenticate capienze di spettatori degne di una categoria di campionati certamente superiori all’attuale serie D.
 

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