Foggia-Lecce 2-0, le pagelle: è la serata di Vincenzo Sarno

Il fantasista di Secondigliano finalmente decisivo con le sue due prime reti in maglia rossonera. Bene anche Narciso, solita sicurezza. Sainz Maza da rivedere. Leonetti entra e cambia la partita

Una serata fantastica che sarà difficile dimenticare. Il Foggia piega il Lecce nel derby pugliese più atteso dell’anno, e lo fa nel modo più sofferente, ma allo stesso tempo più esaltante. Due gol allo scadere, per infiammare uno stadio che non ha smesso un solo secondo di supportare l’undici rossonero. L’eco delle grida dei 5mila presenti, risuona ancora, ed è una sinfonia dolcissima, come la classifica che vede i rossoneri sempre più vicini alla zona playoff.

Le pagelle

FOGGIA (4-3-3) Narciso 6,5; Loiacono 6,5 (19’st Bencivenga 6) Potenza 6 Gigliotti 6,5 Agostinone 6,5; D’Allocco 6,5 Agnelli 6,5 Sainz Maza 5,5 (15’st Sicurella 6); Sarno 8 Iemmello 6 Cavallaro 5,5 (37’st Leonetti 7). A disposizione: Tarolli, Grea, Altobelli, Bollino. All. De Zerbi 7

LECCE (4-3-2-1) Caglioni 6; Mannini 6,5 Martinez 6 Abruzzese 5,5 Donida 5; Salvi 6 Gomes Ribeiro 6 (20’st Bogliacino 5,5) Papini 6; Carrozza 5,5 (40’st Della Rocca s.v.) Doumbia 6,5 (32’st Rosafio s.v.); Moscardelli 5. A disposizione: Petrachi, Vinetot, Lepore, Rullo. All. Lerda 5,5

Narciso 6,5 – Un rinvio scellerato con il piede, per poco non diventa un succulento assist per Doumbia. Rimedia opponendosi bene su Moscardelli. Nella ripresa non sbaglia un’uscita

Loiacono 6,5 – Bene in copertura. Contiene con mestiere Doumbia, che in progressione è imprendibile. Meno affannosa la marcatura di Carrozza (19’st Bencivenga 6 – Nella ripresa De Zerbi decide di far male sul versante destro, e così dentro Bencivenga e Sicurella. Fa il suo con diligenza)

Potenza 6 – Pronti via e deve affossare Doumbia sulla linea laterale. Ci starebbe il giallo, ma al 3’ i cartellini sono ancora congelati, per fortuna. In una serata in cui la difesa si scopre più vulnerabile del solito lui soffre, ma resiste, nonostante una caviglia non a posto. Respira nella ripresa, e Moscardelli non fa più male

Gigliotti 6,5 - Ci sono dei momenti in cui sembra combinare un pasticcio, come testimoniano gli “uh” di terrore dei tifosi rossoneri, repentinamente convertiti in “oooh” di giubilo per la giocata di classe con cui ne esce fuori. Campione di eleganza ma anche di concretezza

Agostinone 6,5 – Si presenta con un look nuovo, con tanto di cresta che lo rende più bad boy. E infatti mette da parte le “buona maniere” affidandosi quando serve alle rudezze del terzino navigato. Con Doumbia non si scherza, e lui non scherza. Si propone anche in attacco, specie nel primo tempo, con buone intuizioni, che però non vengono premiate

D’Allocco 6,5 – Il centrodestra lo costringe a giocare quasi sempre in orizzontale, potendo fidarsi solo del suo piede mancino. Qualche errore in appoggio nella prima parte, poi sale in cattedra con la solita infinita dose di cuore e corsa. Cresce alla distanza, specie quando l’ingresso di Sicurella gli riconsegna la sua fetta di campo preferita

Agnelli 6,5 – Nel primo tempo è perfetto. Chiude ogni falla, e ce ne sono, facendo un po’ il terzo difensore, un po’ il mediano, un po’ la mezzala. Senza dimenticare le mansioni in regia. Nella ripresa rischia il patatrac in due occasioni, perdendo maldestramente palla sulla propria trequarti, ma rimedia con esperienza

Sainz Maza 5,5 – Il piede ce l’ha, le idee non mancano. Forse l’emozione, forse il fatto che si trova a giocare in un Foggia non brillante, fatto sta che si affida troppo a giocate scolastiche. Tocchetti in orizzontale che niente tolgono e niente danno. Serve poi che acquisisca più brillantezza fisica. Non è bocciato, solo rimandato (15’st Sicurella 6 – Corsa e quantità al servizio di un centrocampo che cominciava a essere in debito di ossigeno)

Sarno 8 – Il Foggia si appoggia solo sulla sinistra, e così trascorre un primo tempo di assoluto nulla. Quel poco che fa, lo fa male. Cresce nella ripresa, alternando buone giocate a errori banali. Poi la svolta. Cinque minuti per trasformare uno scialbo pareggio in un trionfo, e una pallida prestazione in una gara da migliore in campo. La perla su punizione sarà piaciuta a De Zerbi, il destinatario del primo abbraccio dopo il gol, dedicato anche a sua moglie, in dolce attesa

Iemmello 6 – Il pallone non glielo togli mai. Ma stavolta non trova spazi per andare al tiro. Calcia solo una volta, al quarto d’ora della ripresa, sugli sviluppi di un corner, ma la spedisce in curva. Paga il poco spazio a disposizione, tanto che a un certo punto si abbassa da trequartista per raccattare dei palloni giocabili. Collabora poco con i due compari di reparto, elemento su cui De Zerbi dovrà riflettere e lavorare. Però è sempre disposto al sacrificio

Cavallaro 5,5 – Quando gli spazi scarseggiano, dovrebbe evitare di prodursi nella solita giocata, che in molti ormai hanno capito. Sempre alla ricerca di un dribbling di troppo e fine a se stesso. Sparisce letteralmente nella ripresa (37’st Leonetti 7 – Otto minuti più recupero per molti bastano a malapena per completare il riscaldamento. Lui ha il dono della sintesi. Si guadagna la punizione vincente, e serve a Sarno la palla del 2-0. Risorsa)

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De Zerbi 7 – Il cambio di Leonetti forse è tardivo, ma risulta vincente. Il bello della sua squadra, è che anche nelle serate meno brillanti, come quella contro il Lecce, trova la forza e il coraggio per portare a casa i tre punti. L’abbraccio che Sarno gli riserva dopo il primo gol, è la fotografia più bella della serata. Ha costruito un grande gruppo, di grande persone, oltre che di grandi giocatori

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