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Maza illude, Potenza sbaglia porta. Le "vespe" strappano un pari allo Zac

I rossoneri dominano il primo tempo sciupando diverse occasioni e colpendo due legni. Al 24' sblocca lo spagnolo con una perla su punizione. Tre minuti dopo, l'autorete del difensore che gela lo stadio. Finale con polemiche e risse. Espulsi Ripa e Narciso

E' vero quanto dicono i più ottimisti: il Foggia è ancora in corsa per i playoff, almeno fino a quando lo sosterrà l'aritmetica. Se invece si sposa la versione un po' più realistica, sarebbe forse più giusto asserire che i rossoneri abbiano perso l'ultimo treno per rientrare nella corsa per i playoff. 
Il pareggio contro la Juve Stabia, grida vendetta, per la qualità del gioco offerta dalla formazione di De Zerbi, contro il passivo ostruzionismo delle 'vespe', per le tante occasioni. Curioso pensare che la formazione di Savini sia stata capace di non perdere, e addirittura di segnare senza aver mai tirato in porta. Ha fatto tutto il Foggia, dalle numerose occasioni sciupate da un Iemmello travestito da Calloni, ai due legni, passando per il capolavoro di Maza (subentrato a uno spento Cavallaro) e all'incredibile, quasi mitologico, autogol di Potenza. 

MONOLOGO ROSSONERO - Non si esagera se si afferma che quello visto quest'oggi, almeno nella prima frazione, sia stato il più bel Foggia (in versione casalinga) della stagione. Raramente si è vista una squadra così arrembante, corta, aggressiva, e capace di far viaggiare il pallone perennemente nella trequarti avversaria per i primi trequarti d'ora di gioco. Una mano per la verità la dà anche il tecnico degli ospiti, che si presenta allo Zaccheria con un 4-2-4 ardito e piuttosto presuntuoso, specie se opposto a una squadra che fa del possesso palla reiterato la propria arma vincente. Di fatto le 'vespe' vengono chiuse in un fazzoletto di campo, incapaci di trovare spazi per pungere. Squadra spezzata in due tronconi, con i quattro attaccanti in avanti ad attendere una palla giocabile, mentre i due centrali La Camera e Bombagi perennemente infilati dagli inserimenti di Minotti e Agnelli. La superiorità numerica dei rossoneri si manifestava anche sugli esterni, dove Bencivenga e Agostinone appoggiavano costantemente le azioni di Cavallaro e di un ispiratissimo Sarno. Il genietto rossonero giocate di classe in loop, come l'assist al 5' che manda in porta Iemmello (diagonale respinto dal portiere) o la punizione al 25' stampatasi sull'incrocio dei pali. Nella giornata in cui l'11 incanta, si registra invece la pessima vena del 9, Iemmello. La punta sciupa almeno altre due occasioni limpide, una clamorosa al 31', davanti al portiere, che nell'occasione è anche fortunato visto che la difettosa respinta viene graziata dal palo. Savini impiega oltre mezz'ora per capire che con quello schieramento è destinato a una rovinosa caduta. Si spiega quindi l'inserimento di Maiorano, un mediano, per Carrozza (o meglio, il suo fantasma). 

SECONDO TEMPO - Sarà per il cambio di modulo dei campani, passati a un più equilibrato 4-3-3, sarà per un fisiologico calo dei rossoneri, fatto sta che il secondo tempo presenta ritmi più blandi. Ci si mette anche l'arbitro, che perde gradualmente la bussola di fronte a un certo ostruzionismo dei campani, e agli interventi poco ortodossi di Ripa, che alla fine rimedierà il rosso solo dopo il fischio finale per una rissa con Narciso. La manovra rossonera non è più fluida come quella ammirata nella prima parte del match, nonostante i terzini continuino a spingere e le mezzali a tentare gli inserimenti tra le linee. Manca brillantezza nell'ultimo passaggio. ù

LE PAGELLE DEI ROSSONERI 

GIOIA MAZA, SCIAGURA POTENZA - Il primo a "pagare" le decisioni in corsa di De Zerbi è Cavallaro, che a parte qualche ghirigoro nella prima frazione, incide poco. Gli subentra Maza, che ancora una volta conferma di essere in crescita. Lo spagnolo abbina scelte votate alla semplicità, a giocate di fino. Al 24' ricorda a tutti perché, al suo arrivo in Capitanata, gli esperti parlassero di lui come uno specialista sui calci piazzati. La pennellata di destro è da antologia. Peccato che la gioia che scatena un entusiasta Zaccheria, si arresti bruscamente di fronte al clamoroso autogol di Potenza, frutto di un misunderstanding con Narciso. Gol che gela l'intero stadio e sa di beffa. Farsi raggiungere sul pari da una squadra che non ha mai tirato in porta, eppure ha sei punti in più in classifica, è una beffa atroce. L'ennesimo sintomo di una maturità mentale ancora da conquistare. 

Tabellino

FOGGIA (4-3-3) Narciso; Bencivenga, Potenza, Gigliotti, Agostinone; Agnelli, Quinto, Minotti (40'st Leonetti); Sarno, Iemmello, Cavallaro (11'st Sainz Maza). A disposizione: Addario, D'Angelo, Loiacono, Sicurella, Barraco. All. De Zerbi 

JUVE STABIA (4-4-2) Pisseri; Cancellotti, Polak (42'st Romeo), Migliorini, Liotti; Carrozza (36'pt Maiorano), Bombagi (32'st Caserta), La Camera, Nicastro; Ripa, Di Carmine. A disposizione: Santurro, Burrai, Lepiller, Gomez. All. Savini

Arbitro: Amoroso di Paola

Marcatori: 24'st Sainz Maza (F), 27'st aut. Potenza (J)

Ammoniti: La Camera (J), Minotti (F), Di Carmine (J), Ripa (J)

Espulsi: Narciso (F) e Ripa (J) per reciproche scorrettezze 

Note: Angoli: 10-3; recupero 2' pt, 4' st

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