Daspo a otto tra dirigenti e staff, per tre anni. L’USD San Severo: “Al danno, la beffa!”

Colpiti dal provvedimento disciplinare anche Dino Marino. La società si difende, annuncia ricorso al prefetto di Foggia e chiede l'intervento del sindaco Miglio

La tifoseria del' San Severo

Otto persone, tra dirigenti e componenti dello staff tecnico dell’USD San Severo, sono stati colpiti da Daspo. Non potranno pertanto partecipare a tutti gli eventi sportivi della squadra di calcio per i prossimi tre anni. Decisione, questa, che ha spinto la società a divulgare un comunicato stampa in cui emerge tutto lo stupore e l’indignazione per le sanzioni disciplinare comminate. Al danno delle tre giornate di squalifica e dei 5mila euro di multa, si aggiunge la beffa dei Daspo.

IL COMUNICATO STAMPA. “Al danno la beffa. E che beffa! La partita di domenica scorsa resterà nella storia del calcio. E non solo perché abbiamo subito un’ingiustizia sportiva dall’arbitro, il quale ha concesso nove minuti di recupero inesistenti al termine dei quali ha assegnato un rigore altrettanto inesistente.

Subito dopo il presidente Luigi Dell’Aquila, un dirigente, Ciro Palis, un tesserato Marcello Ciofi e due addetti alla sicurezza, Gravina Umberto e Franco Lufino, autorizzati dalle forze dell’ordine, sono entrati in campo e si sono avvicinati al direttore di gara per protestare contro le sue decisioni.  

Questo particolare viene riportato nel comunicato ufficiale n. 23 del 17/09/2014 della FIGC-LND, dipartimento interregionale con il quale non viene inflitta alcuna sanzione disciplinare ai dirigenti del San Severo Calcio. Invece, questa mattina, otto tra dirigenti e staff tecnico hanno ricevuto il Daspo con il divieto di partecipare a tutti gli eventi sportivi del San Severo Calcio per tre anni. 

Tra quanti sono stati raggiunti dal provvedimento anche persone che erano in campo, come Dino Marino e il dott. Raffaele Florio perché autorizzate dall’arbitro e che quindi non hanno effettuato alcuna invasione o altre che non sono mai entrate nel campo, ma stazionavano solo nell’aria tecnica tra gli spogliatoi e il rettangolo di gioco, come  il sig. Antonello Bisceglie.”.

Così in un comunicato ufficiale dell’USD San Severo. “Un provvedimento complessivo  assurdo fondato su fatti non veri che mette la dirigenza del U.S.D. San Severo, formata da professionisti e imprenditori incensurati che si sono accollati l’onere anche finanziario di mantenere la suddetta società, alla pari degli ultras più violenti:  addirittura  peggio del trattamento ricevuto dall’ultras napoletano, “Genny la Carogna”. 

La società presenterà ricorso al Prefetto di Foggia avverso ai suddetti provvedimenti. Quest’atto che colpisce anche persone che neppure si sono avvicinate all’arbitro e che per nessuna ragione hanno incitato il pubblico alla violenza rasenta l’abuso d’ufficio e apre una amara riflessione in chi in questi anni si è privato del proprio tempo e dei propri danari, per permettere che il calcio a San Severo diventasse un elemento di riscatto sociale e di promozione del territorio.

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In pochi anni siamo approdati in serie D, ma questa decisione può cancellare con un solo colpo il calcio nel nostro comune. Per questo motivo chiediamo al sindaco di intervenire, anche perché era presente e gli avvenimenti non giustificano le decisioni del questore. Infine, rivolgiamo un accorato  appello ai tifosi del San Severo, aiutateci  a mantenere la gioia del calcio a San Severo”.

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