Benevento-Foggia 0-1 | con due uomini in meno decide Agodirin

In nove uomini per oltre un tempo, i rossoneri colgono una straordinaria vittoria in casa del Benevento, grazie al gol di Agodirin a cinque minuti dal termine. Tre punti fondamentali giunti nonostante un arbitraggio molto discutibile

Sarebbe pleonastico oltreché fuori luogo scomodare le storiche prime pagine dei grandi quotidiani sportivi, che hanno celebrato le più grandi imprese del calcio italiano, ma la gara vinta oggi dal Foggia in casa del Benevento assume dei significati profondi, non solo per il fatto di aver espugnato un campo tra i più ostici della Lega Pro, ma anche per aver giocato quasi un'ora in doppia inferiorità numerica, senza il proprio tecnico in panchina, e con un arbitraggio, per utilizzare un eufemismo, discutibile. Una vittoria che illumina i primi giorni del nuovo anno e dà continuità ai positivi risultati con i quali la squadra di Stringara aveva concluso il 2011.

LA PARTITA - La ''moria delle vacche'' nel reparto avanzato, costringe Stringara a puntare su un modulo più abbottonato, un 4-4-1-1 che in realtà ha tutte le fattezze del 4-5-1 visto che Wagner, il sostituto di Cruz, si allinea agli altri due centrali conferendo maggior densità al centrocampo rossonero. La novità si palesa in attacco dove Agodirin in partenza inverte la sua posizione con Molina che va a ricoprire il ruolo di unica punta. Nessuna novità invece nel Benevento che conferma il 4-2-3-1 con l'esordio di Gori in porta. Complice anche la quasi totale mancanza di uomini d'attacco negli ospiti, la partita la fa il Benevento che però si impantana dopo le due occasioni costruite al 9' e al 20'.
Il Foggia tiene bene il campo confermando quella compattezza già manifestatasi nelle ultime apparizioni prenatalizie, pur non riuscendo a costruire significative occasioni da gol. La partita assume i tipici connotati dello zero a zero destinato a procrastinarsi fino al 90', ma l'arbitro Gallo decide di dar manforte ai poco ispirati cronisti, riempiendo i vuoti di caratteri con decisioni determinanti e opinabili. Perché se l'espulsione per doppio giallo di Traorè a termini di regolamento può anche starci, molte perplessità invece le alimenta il rosso a Perpetuini, il cui fallo punito col secondo giallo, sembra proprio non esserci. La partita del Foggia, se già diventava in salita con la prima espulsione, dopo la seconda si paragonava alla scalata del Mortirolo per un cronometrista. E chi mastica un po' di ciclismo può comprendere.

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La doppia inferiorità numerica costringe Stringara (anch'egli espulso dall'arbitro Gallo dopo il rosso a Traore, ndr) a lanciare in campo Toppan, all'esordio in campionato, in luogo di Meduri, ridisegnando la squadra con un improvvisato 4-3-1, con Molina e Tomi a far da spalle a Wagner in mezzo al campo, e il povero Agodirin a sgomitare solo soletto in avanti.

Il secondo tempo diventa pertanto un monologo beneventano, ma che non attenta più di tanto alle coronarie dei cento e passa tifosi rossoneri giunti al 'Vigorito'. Il finto dominio si traduce in monotoni lanci verso il centro e improduttivi tentativi di cross dal fondo, sempre ben controllati dal trio di stopper (D'Orsi, Gigliotti e Toppan). E dove non ci arriva il succitato trio, ci pensa Ginestra a stanare ogni velleità offensiva come al 30' sulla conclusione dalla distanza di Frascatore. La sterilità del Benevento è forse seconda solo a quella di un bardotto, e i meriti sono anche dell'ottima organizzazione difensiva del Foggia, che nel contempo si impenga a non trascurare qualche sortita offensiva. La conclusione di Agodirin al 22' della ripresa è la prova generale prima del gol che giunge al 40' con uno splendido contropiede concluso con un altrettanto pregevole pallonetto. E' il tripudio per i rossoneri, il premio ad una gara sofferta, giocata con grande cuore, grinta e con la giusta maturità caratteriale soprattutto dopo la doppia espulsione. Tre punti d'oro, per il morale, per la classifica, e per cancellare gli ultimi precedenti, parecchio infausti per i colori rossoneri.

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LA SVOLTA DELLA PARTITA - La grandezza della squadra oggi sta tutta nella capacità di non perdere la calma e nel non lasciarsi andare a facili isterismi che le decisioni arbitrali avrebbero potuto fomentare. La risposta dei giocatori è stata invece una prova di grande sostanza e concretezza, pur dovendo far fronte a tante assenze soprattutto nel reparto avanzato.

DICHIARAZIONI POST PARTITA - Soddisfatto il tecnico Stringara che annuncia peraltro l'interruzione del silenzio stampa: "Mi scuso per la mia espulsione. Nell'occasione sono stato davvero ingenuo, così come le due espulsioni che potevamo evitare. E' stata fondamentale la condizione fisica dei miei giocatori. Una vittoria fondamentale, ma non dobbiamo esaltarci, perché da domani c'è da pensare alla Pro Vercelli". Non nasconde invece la grande delusione l'allenatore dei sanniti Imbriani: "Non ci aspettavamo una figuraccia così. Dobbiamo valutare gli errori, non eravamo fenomeni dopo le tre vittorie consecutive, non siamo brocchi adesso".

I tabellini di Benevento-Foggia

Benevento (4-2-3-1) Gori; Candrina, Rinaldi, Signorini, Frascatore; La Camera, Rajcic (23'st Montini); Cia, Vacca (13'st Sy), Pintori (28'st Kanoute); Altinier. A disposizione: Mancinelli, Siniscalchi, Anaclerio, Grauso. Allenatore Imbriani

Foggia (4-5-1) Ginestra; Traore; D'Orsi, Gigliotti, Cardin; Agodirin, Meduri (39'pt Toppan), Perpetuini, Wagner, Tomi; Molina; A disposizione: Botticella, Bianchi, Cortesi, Marinaro, Venitucci, Defrel. Allenatore Stringara

Arbitro: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto

Marcatori: 40'st Agodirin

Ammoniti: Traore (F), Perpetuini (F), Gigliotti (F), GInestra (F), Candrina (B), Rajcic (B), Signorini (B), Frascatore (B)

Espulsi: 27'pt Traorè (F) per doppia ammonizione, 38'pt Perpetuini (F) per doppia ammonizione.
 

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