Mongelli torna e partiti promettono cambio di marcia. Longo: “Vergogna”

Saranno tanti e complicati i nodi da sciogliere. Le ragioni domani in una conferenza stampa, ma i cittadini non la prendono bene. Partiti in fermento rientrano e promettono un cambiamento

Gianni Mongelli

MONGELLI RITIRA LE DIMISSIONI. E’ ufficiale. Il sindaco di Foggia Gianni Mongelli ritira le dimissioni e torna alla casa comunale. Lo fa con quattro giorni d’anticipo rispetto a quelli concessi dalla legge (presentate lo scorso 17 luglio, avrebbe dovuto decidere entro il 5 agosto). E c’è una ragione: venerdì si insedia il nuovo Prefetto di Foggia, Luisa Latella, ed è intenzione del primo cittadino incontrarla con una situazione politicamente ed amministrativamente definita. Ieri il vertice, fiume, con le forze di maggioranza, allargato ai segretari di partito. Quindi la decisione: “torno”. La notizia, già nell’aria e di dominio pubblico da questa mattina, rimbalza immediatamente in città. L’interrogativo è lo stesso per tutti: “Cosa avrà mai fatto cambiare idea al primo cittadino?”. Mente Longo tuona su facebook: “Vergogna!”.

LE RAGIONI. Le ragioni, precise e puntuali, è ovvio, potrà fornirle solo lui domani in conferenza stampa. Non è ancora dato sapere, infatti, quali siano le novità, importanti, che, dal 17 luglio ad oggi, devono logicamente essere intervenute sul fronte dei problemi, numerosi, che attanagliano la città per permettere ad una maggioranza fino a ieri sfilacciata e in aperta crisi, di ritrovare nuova coesione politica e slancio per ripartire.

Né è dato sapere quali nuove certezze abbia potuto incassare il sindaco nei suoi colloqui baresi e romani tali da indurlo ad una radicale sterzata rispetto al “buen retiro” avviato. C’è chi lo ritiene “percorso obbligato” in vista di una candidatura in Parlamento e invita ad attendere l’autunno per averne contezza, quando i partiti cominceranno a schierare in campo ciascuno le proprie truppe.

Per altri semplicemente le partite ancora aperte (Amica, edilizia ed housing sociale, Pug) sono questioni troppo “sensibili” per mollarle ad un commissario.

Una cosa è certa: novità sotto il sole d’agosto devono necessariamente essere intervenute per far inneggiare le forze politiche ad una nuova ripartenza. E devono necessariamente essere importanti se partiti come l’Unione di Capitanata e Psi, che solo due mesi fa avevano ritiravano i propri assessori aprendo di fatto un’inopportuna crisi politica, non ci hanno messo molto a fare un passo indietro e a far rientrare in queste ore, uno ad uno, i propri uomini. Anche il socialista Federico Iuppa, che pur di fare il vicesindaco fino a qualche settimana fa proprio non voleva più saperne, domani risponderà all’appello di Mongelli che in conferenza stampa ha voluto “la sua squadra”. Tutti nuovamente insieme, insomma. Appassionatamente.

LE (SOLITE) PROMESSE. “Ci è stato promesso un cambio di passo. Ci occuperemo con maggior decisione e condivisione delle emergenze della città. Non solo. Sarà questa anche la fase della programmazione e dello sviluppo”.

A sentire partiti e consiglieri, tutti indistintamente, da Pd a Udcap, da Sel a Mep a Socialismo Dauno, sembra di riascoltare il manifesto che 6 mesi fa inaugurava il Mongelli-bis. Ma, da allora, la città sa bene come è andata. “Si ma oggi noi ci metteremo la faccia. Avremo una giunta più politica”. Ecco appunto, la giunta.

Il mai digerito governo tecnico che Mongelli inaugurò solo 6 mesi fa dovrebbe perdere presto qualche testa. Il sindaco ha aperto ad “innesti politici” ed i partiti non vedono l’ora di far tornare propri uomini di fiducia al governo della città. Mongelli avrebbe messo sul piatto anche il decimo assessorato, quella alla Sicurezza e Polizia Municipale, rifiutato dalla poliziotta Alfonsina De Sario sei mesi fa e mai assegnato. Ma il tutto con molta calma, a settembre, dopo la fase di bilancio: l’immagine della corsa alla poltrona non farebbe bene al centrosinistra in un momento così delicato, meglio far decantare il tutto con le ferie estive.

E poi bisogna prima metter in sicurezza i conti e preoccuparsi della bocciatura secca da parte dei revisori verso cui viaggerebbe il consuntivo. Ma anche qui le forze politiche si dicono ottimiste: “Il parere – fanno notare - non è ancora stato depositato”.

Mongelli, poi, avrebbe dato anche garanzie anche sul tanto atteso ricambio al vertice della Polizia Municipale  e sulla tecnostruttura, con l’accorpamento degli uffici e la rotazione, sempre richiesta, dei dirigenti. Si vedrà. Lo scetticismo di molti, vista l’annosità dei temi, è d’obbligo.

LA DELUSIONE SUL WEB. Certamente domani in conferenza se ne saprà di più. O forse di meno. Chissà. Certo è che per i personaggi che popolano il Palazzo questa è davvero l’ultima chiamata. Lo si comprende dal tenore dei commenti che viaggiano via web in queste ore: una città stanca, in cui il sindaco “avrebbe fatto meglio a confermarle quelle dimissioni” trascinandosi dietro tutti, assessori e consiglieri.

 

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