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Habemus giunta, ecco il Mongelli-bis: tra conferme e volti nuovi

Tra i confermati Russo, Iuppa, Pellegrino e Frattulino. Marasco, Ferrandino, Lisi, Cavaliere, De Serio, Episcopio e Albano. Domani la presentazione alla stampa. La nuova giunta potrebbe salire a 12

Quattro conferme: Pasquale Russo, Pd; Federico Iuppa, PSI; Pasquale Pellegrino e Nando Frattulino, entrambi Udcap. In pratica, gli eletti. Quindi - come promesso dal sindaco - i 7 tecnici, di cui 3 donne: il presidente dell'Ordine degli Architetti, Augusto Marasco; l'ingegnere Alfredo Ferrandino; il commercialista Rocco Lisi; il presidente della Fondazione Buon Samaritano, Pippo Cavaliere; il dirigente della Polizia di Stato, Alfonsina De Sario; il dirigente scolastico dell'istituto "Notarangelo" Maria Aida Episcopio; Giusy Albano, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria.

Dovrebbe essere questa, con tutta probabilità, la nuova squadra di assessori del Mongelli-bis che domani sarà presentata in conferenza stampa. E' la squadra targata Mongelli, quella che il sindaco aveva in serbo da qualche giorno, quando ancora si tentava, invano, l’ennesima mediazione con i partiti. Undici assessori, uno in più rispetto al precedente esecutivo. Ma nulla esclude che il governo possa essere ulteriormente allargato, arrivando anche a 12.

Il sindaco non chiude a questa eventualità, reduce com’è da una corsa ad ostacoli tra veti e diktat che lo hanno portato a sudare le proverbiali sette camicie per dare un nuovo governo alla città.

Non meraviglia, quindi, che le deleghe ancora non siano state assegnate. Si ritoccherà fino all'ultimo momento utile. E sì che ci sono voluti quasi 140 giorni per uscire da una verifica politica iniziata con lo strappo Lambresa, ufficializzata il 14 settembre scorso e data per "chiusa" entro una manciata di giorni.

"Fine settembre" si disse in principio. Ma, si sa, le date non portano fortuna al primo cittadino. Mongelli non aveva fatto i conti con la scarsa attitudine della politica al rinnovamento e la riottosità dei partiti (in particolare i più grandi, Pd Udcap e Psi) a fare passi indietro, nonostante a parole si fossero affrettati a concedergli carta bianca.

Ma si sa: tra il dire e il fare c'è di mezzo la "gestione". E non è un caso se, subito dopo i grandi, la seconda spina nel fianco del sindaco si chiama "Patto dei 9": nove consiglieri (anche del Pd) insoddisfatti, tenuti fuori dal governo e che non ci stanno più  a delegare la gestione esclusivamente ai grandi. Si stringono in un patto di consultazione, minacciano di uscire fuori dalla maggioranza. Tutto si gioca sull’importanza degli atti che nel frattempo approdano in consiglio (vedi il piano di risanamento) e sui quali Mongelli non può rischiare di non avere i numeri.

Ma lo scatto di reni del primo cittadino alla fine arriva, prima con l’azzeramento dell’intera giunta lo scorso 16 gennaio, quindi ieri con l’annuncio della presentazione della nuova squadra mentre Pd, Udcap e Psi ancora si arrovellavano al loro interno, rendendo di fatto necessario, i democrats foggiani, anche l’intervento del segretario provinciale Paolo Campo, e, sabato scorso, dell'aut aut del presidente del consiglio comunale Raffaele Piemontese; "giunta in 72 ore o tutti a casa".

Perfetto assist per il sindaco. I rauseiani incassano, gli uomini di De Leonardis  e di Lello Di Gioia pure. Ma - sembrano avvertire - non finisce qui.

 

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