Alla corte di Salvini: tra primarie, scalate e rotture, la difficile costruzione della Lega in Capitanata

San Giovanni Rotondo ha ufficializzato i candidati per le primarie, nonostante la Lega lì non volesse i gazebo. Marianna Bocola vola da Salvini, a Foggia è rottura (l'ennesima) dopo Miranda segretario

Casanova e Salvini

Anche San Giovanni Rotondo alle primarie del 31 marzo del centrodestra, assieme a San Severo e Lucera. I termini sono scaduti a mezzogiorno di oggi nella città di San Pio, dove l’amministrazione Cascavilla è caduta anzitempo. Ed anche qui, nonostante i tentativi di far fallire i gazebo ed andare a scelta unitaria, il dato è tratto. A nulla è valso il documento sottoscritto dalla Lega locale con Fratelli d’Italia e Idea affinchè si procedesse a convergenza su un solo nome, tenendo fuori l’Udc che non sedeva al tavolo del centrodestra (non si capisce poi perché a San Giovanni la Lega, che ha preteso primarie dappertutto, non le voglia): i vertici provinciali hanno tirato dritto ed aperto le porte anche a Giuseppe Mangiacotti, vera spina nel fianco di questa competizione. (Ed era il minimo che potessero fare, dopo aver aperto le porte a Marianna Bocola a San Severo, già presidente del consiglio comunale con l’amministrazione Miglio).

Ad insidiare Mangiacotti c’è però l’unica donna di questa competizione, Nunzia Canistro, già vicesindaco dell’amministrazione uscente, candidata di Direzione Italia-Fratelli d’Italia, che potrebbe godere non solo del sostegno del sindaco uscente ma di un voto sottotraccia non quantificabile al momento, attesi i suoi buoni rapporti con pezzi di centrosinistra e di civismo e la sua inossidabile amicizia con Raimondo Ursitti, commissario cittadino della Lega a San Giovanni. Lega che, dal canto suo, schiera Mauro Cappucci mentre Forza Italia resta sulla sua prima scelta, Mimmo Longo.  I primi due, insomma, paiono i favoriti.

Marianna Bocola da Matteo Salvini

Si muove alla ricerca di sponsorizzazioni importanti, invece, un’altra favorita delle primarie, Marianna Bocola, a San Severo. Lei, assieme a Rosa Caposiena, sono le vere sfidanti di una competizione a cinque nella città dei campanili (che vede in campo anche Ciliberti, Fanelli, Stefanetti). Oggi Caposiena si presenterà alla città, spiegando le ragioni per cui ha accettato di scendere in campo con Forza Italia (nonostante tutto), sì da provare ad intercettare la maggior parte del voto di opinione dell’elettorato di centrodestra. E se Caposiena si muove dal basso, Bocola si affida ai vertici. Ieri era a Maratea con i primi sponsor della sua discesa in campo: Raimondo Ursitti, commissario leghista a San Severo, e Massimo Casanova, l’amico fraterno del leader del Carroccio. Obiettivo incontrare Salvini, in tour in Basilicata, ed ottenere da lui la benedizione (pare con un video a supporto che verrà utilizzato nei prossimi giorni). Alle primarie anche Lucera. Solo Torremaggiore è riuscito a convergere su un nome unitario, il già sindaco Leonardo De Vita (Forza Italia).

La nomina di Miranda spacca la Lega foggiana

Primarie già espletate lo scorso 24 febbraio invece a Foggia, dove ha vinto Forza Italia con l’uscente Franco Landella. Ma se si pensava che i gazebo fossero la panacea per mettere tutti d’accordo, si sbagliava. Proprio la Lega, forza politica che li ha pretesi costringendo il sindaco uscente a scendere in campo, rischia di fare una magra figura.

Il blitz con cui il partito ieri ha cambiato il vertice cittadino rimuovendo Antonio Vigiano e incoronando Luigi Miranda, candidato perdente alle primarie, ha aperto una nuova frattura nel partito gestito in Puglia e in Capitanata da Andrea Caroppo. Non solo per le modalità e la tempistica con cui si è proceduto (a due mesi dal voto), ma per la concentrazione di “opportunità” nelle mani dell’ex forzista di recente arrivato: dopo la candidatura a sindaco (sempre a svantaggio di Vigiano), ora Miranda prende la gestione del partito (sempre a svantaggio dello stesso), portando così a compimento l’operazione di acquisizione della Lega locale promossa da Sario Masi. Manovra che ha scatenato nuovamente malumori e rimostranze nei confronti di Caroppo, soprattutto dei leghisti della prima ora, che da tempo lo accusano di aver ridotto la Lega ad una “Forza Italia 2”.

Ma anche perché, con la nomina a segretario, Miranda non dovrebbe correre alle elezioni comunali, almeno stando alle norme interne datesi dai leghisti tempo addietro per evitare il cumulo di posizioni. E sono in molti in queste ore a ritenere assolutamente improponibile una mancata candidatura a consigliere di colui che ha corso per fare nientemeno che il sindaco. “Avrebbe dovuto mettersi a capo della lista, perché ora fa un passo indietro? Abbiamo firmato un codice etico che ci impegnava a metterci la faccia, anche dopo i gazebo. Iaccarino sta dimostrando coerenza, e noi? Perché Caroppo accetta tutto questo?” le riflessioni che si rincorrono in queste ore. E c’è chi invece punta il dito contro l’unanimità di facciata: “Non è vero che la nomina è avvenuta all’unanimità, mancavano i consiglieri comunali di Foggia, hanno tutti abbandonato la riunione per protesta, eccetto Paolo La Torre. Perché fino a ieri le posizioni di Fiore, Splendido, Vigiano, Ursitti, contavano ed erano dirimenti ai fini di una votazione assembleare, ed oggi no? Incoerenza allo stato puro” continuano salviniani della prima ora. Mentre c’è chi comincia a smarcarsi dalle elezioni di maggio: “Se questo è, io non sono disponibile” avrebbe minacciato Silvano Contini. Ed altri potrebbero seguirlo a ruota. Non parla ancora, invece, Antonio Vigiano, colui che lo stesso Caroppo ha voluto quale suo subcommissario a Foggia solo due mesi fa ed al quale proprio il segretario regionale chiese un passo indietro in vista delle primarie. 

Naturalmente si attendono comunicazioni ufficiali dello stesso Miranda, posto che la norma vale quel che vale in un partito che ha lo stesso Salvini segretario e vicepremier ad un tempo (è una regola un po' stramba, insomma). Ed è in questo clima e con queste rotture che il partito dovrebbe presentarsi domani al tavolo del programma con le altre forze politiche. 

Dei malumori che vigono nel partito di Salvini a Foggia e in provincia è sistematicamente messo al corrente il fidato Casanova. Al quale in molti ricorrono per invocare un cambio di passo. Invano, a quanto pare. L'imprenditore con casa a Lesina non ha mai dato cenni ufficiali di voler entrare nella gestione Caroppo.

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