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Comune nella bufera, "ma nella terra della Quarta Mafia si fa finta di nulla". L'affondo di Cavaliere: "Grave il silenzio della maggioranza"

Per l'ex candidato sindaco il momento che città e Amministrazione stanno vivendo "desta profonda preoccupazione". E sull'ipotesi 'Governo dei migliori' rincara: "Inconcepibile che in presenza di vicende così gravi si ignorino i fatti e le circostanze finora trapelate"

La città di Foggia e la sua Amministrazione "Il difficile, terribile momento che la città e l’Amministrazione Comunale di Foggia stanno vivendo desta profonda preoccupazione. Ma forse è ancora più preoccupante verificare, dalle parole e ancora più dai silenzi, che in molti non sembrano avere compreso la portata di quello che è accaduto e che sta accadendo". È l'incipit della amara riflessione di Pippo Cavaliere sull'attuale situazione che la città di Foggia e la Amministrazione Comunale stanno vivendo in queste settimane. 

"Chi mi conosce sa che, anche nella passione della battaglia politica, ho rispetto per gli avversari e per la volontà dei cittadini che li hanno eletti a rappresentarli, ma trovo autolesionistico ed inconcepibile che in presenza di vicende così gravi ci si possa interrogare su ipotetici “governi dei migliori”, tralasciando ed ignorando i fatti e le circostanze finora trapelate. Essendo un convinto garantista, non entro nel merito delle censure verso il sindaco che sarebbero contenute in documenti delle forze dell’ordine, anche se il fatto che siano state rivelate e rilevate in sede non locale dovrebbe far comprendere quanto la partita sia importante e complicata".

"Pesano come macigni - aggiunge il consigliere comunale di opposizione - i comportamenti di taluni consiglieri comunali: c’è chi fornisce suggerimenti a pregiudicati per fuorviare le forze dell’ordine, con ciò irridendo il loro prezioso lavoro di prevenzione e di contrasto alla criminalità, e allo stesso tempo i tanti imprenditori e commercianti vittime di estorsioni ed usura. C’è chi invece viene accostato ad un soggetto riconducibile ad ambienti criminali, oggi in regime carcerario, che, nel pieno di una campagna elettorale, beneficia addirittura di un contributo economico con fondi comunali".

"È inaccettabile - puntualizza l'ex candidato sindaco - che nemmeno di fronte a circostanze così gravi, le forze di maggioranza non abbiano ritenuto di assumere atteggiamenti conseguenti, o quantomeno esprimere una sola parola di sdegno e di condanna. Perché questo inspiegabile silenzio? E come sarà interpretato da chi è chiamato a giudicare? A volte un silenzio può essere più eloquente di un fiume di parole. Affannarsi ad eleggere un nuovo presidente del consiglio, persona perbene e stimabile, o pensare all’ennesimo azzeramento e rimpasto della giunta, è un po’ come mettere la polvere sotto il tappeto, far finta che non sia successo nulla …. nella terra della quarta mafia. L’unico che ha compreso come stanno le cose è l’ex presidente di Ataf, Giandonato Lasalandra, un nostro avversario che rispettiamo, che ha lasciato il suo incarico".

Cavaliere conclude con un pensiero sulla marcia della legalità dello scorso anno e a una frase di Don Ciotti (“La peggiore forma di corruzione è quella della propria coscienza, quando non facciamo ciò che sappiamo che è nostro dovere fare”): "E in un simile contesto, ciò che la Città non è più in grado di sopportare è il silenzio degli onesti". 
 

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