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Avanti finché la barca va! Landella recupera i marinai: ora il "Governo dei migliori" per Foggia

La riunione della massima assise che ha eletto il nuovo presidente si è trasformata oggi in un tavolo politico del centrodestra. Rispetto al tentativo precedente, miseramente fallito, il sindaco Landella ha recuperato 7 voti. Si profila una giunta di super tecnici, esperti e personalità di alto profilo

Il tavolo politico del centrodestra si sposta in Consiglio comunale. Complice l'assenza delle opposizioni, si è trasformato in una riunione di maggioranza. Il capogruppo e segretario provinciale di Forza Italia Raffaele Di Mauro ha innescato una discussione che, di fatto, ha aperto pubblicamente la verifica. Probabilmente spazientito dopo aver insistentemente sollecitato un'approfondita analisi del momento politico all'interno della coalizione che tarda ad arrivare, ha lasciato agli atti la linea già indicata nel documento del partito: azzeramento e "governo dei migliori", pronti a garantire solo l'appoggio esterno nel caso l'operazione, per un motivo o per l'altro, fallisse.   

La regia di Landella

Landella in fibrillazione ha esperito ogni tentativo per ricompattare la sua maggioranza, finanche quelli 'tecnici', perché, a inizio seduta, i "mezzi tecnologici infernali", come li chiama lui, minavano i numeri che faticosamente aveva racimolato.

Così è rimasto in linea con Erminia Roberto e Concetta Soragnese che avevano problemi di connessione, pur di assicurarsi le presenze preziose. Era disposto anche a far votare la consigliera di Fratelli d'Italia in vivavoce, poi per fortuna i collegamenti sono stati ripristinati.

Primo sospiro di sollievo. Evidentemente agitato, il sindaco ha diretto i lavori, imbeccando a più riprese Dario Iacovangelo, presidente facente funzioni. Ha provato a sciogliere la tensione al momento dell'appello con un "presente dal 1999", ma per un'ora è rimasto intimamente sulla graticola. 

Opposizione assente

Anche stavolta, a poche ore dal Consiglio comunale, poco prima delle 23, i consiglieri di minoranza hanno comunicato con una nota congiunta che non avrebbero partecipato al Consiglio comunale, mantenendo il punto sulla necessità dello scioglimento anticipato e sulla volontà di non contribuire all'elezione del presidente. Rispetto all'11 marzo, in calce al comunicato stampa, si sono aggiunte le firme dei Cinquestelle, prima convinti che fosse necessario presidiare il fortino.  

Il consigliere comunale di minoranza Sergio Clemente, per la cronaca, risultava 'assente giustificato' e, dunque, alla presidenza era pervenuta la sua comunicazione. Lo stesso dicasi per il consigliere indipendente ed ex presidente del Consiglio comunale Leonardo Iaccarino.

I consiglieri presenti dimostrano di essere all'oscuro di quanto accaduto a Giulio Scapato, vittima di una intimidazione nella notte tra domenica e lunedì, e delle sue dimissioni dalla carica di vice presidente.

Le ragioni di La Torre

In apertura dei lavori, il Consiglio ha osservato un minuto di silenzio per la perdita dell'amico e consigliere comunale Alfonso Fiore. Il momento di raccoglimento si è concluso con un applauso e il sindaco in piedi, in lacrime, con una mano sul cuore.

Licenziati in fretta i primi punti. La sostituzione temporanea di Antonio Bove assume carattere definitivo con la surroga del consigliere Bruno Longo, che il 15 marzo ha rassegnato le sue dimissioni dalla carica.

Subentra al compianto Alfonso Fiore, come ampiamente anticipato, Francesco Paolo La Torre, eletto nella lista della Lega. "Purtroppo, a causa del tragico evento che ha colpito l'amico Alfonso, con cui abbiamo condiviso una serie di battaglie e le stesse idee politiche, mi sono trovato a dover decidere se restare in giunta come assessore all'Urbanistica e vice sindaco, cosa che mi ha gratificato moltissimo, o tornare tra i banchi del Consiglio comunale - ha detto La Torre - Visto il momento dell'amministrazione comunale, per rafforzarla preferisco tornare negli scranni del Consiglio comunale. Ci tengo a sottolineare, per evitare retropensieri, che le mie dimissioni dalla giunta non significano un allontanamento dall'amministrazione ma al contrario un contributo diverso e maggiormente fattivo nell'interesse della città e dei cittadini di foggia. Ritengo, in questo momento difficile, che sia più giusto così".

Di Mauro a gamba tesa

Aperto il dibattito sull'elezione del presidente del Consiglio comunale è sempre Landella a incalzare il presidente facente funzioni ("Proceda alla votazione perché è confermato il candidato Ventura, la maggioranza si è espressa l'altra volta").

E qui interviene Raffaele Di Mauro, già a gamba tesa: "Oggi questo Consiglio comunale si trova a riparare a un imperdonabile ritardo. Ci abbiamo messo più di un mese per arrivare alla ricomposizione di un ufficio di presidenza che forse avremmo dovuto ricomporre molto tempo prima, perché è necessario al funzionamento di quest'organo consiliare".

È un voto istituzionale, non politico, lo ripete. "È per questo che io ritengo un errore la mancanza in quest'aula delle forze di minoranza. Sarebbe stata doverosa anche la presenza di quelle forze. Soprattutto in un momento che io definisco doloroso, poiché aleggia il dubbio che una forza come quella mafiosa possa in qualche maniera influenzare l'attività amministrativa e questo è un dubbio che ci insegue ormai da troppo tempo".

Lo ascrive già al 2013, articoli di stampa alla mano. E oggi che si è insediata a Commissione, "la politica ha il dovere di fermarsi e guardarsi negli occhi, prendere con coraggio una posizione".

Spiegherà meglio questo passaggio: "I partiti devono completamente restare fuori dalla gestione in questo momento, devono essere solo i promotori dell'individuazione, tramite l'ascolto delle forze migliori di questa città, di personaggi di altissimo calibro e profilo che possano rappresentare Foggia in questo delicatissimo momento". Fuori la politica, largo ai super tecnici.

Di Mauro non cambia idea sul "governissimo", nonostante l'appello alle opposizioni sia caduto nel vuoto. "Ritengo ancora che questo momento vada affrontato con il massimo della serenità: serve secondo me un momento di pacificazione istituzionale con la città. Ecco perché io ritengo ancora che dopo il voto di oggi si debba procedere al confezionamento di un governo tecnico dei migliori che si presentino a questo Consiglio comunale con un cronoprogramma delle cose che si possono fare nei prossimi mesi, senza nessuna ansia da prestazione. Bisogna procedere ad un rilancio dell'azione amministrativa nel solo interesse della città".

E non parla di "rattoppi e rimpastini che poco senso avrebbero in questo momento: ci vuole un azzeramento totale e ripartenza". Lancia un ultimatum: "I partiti non possono pretendere assolutamente nulla in una situazione come questa, se non l'interesse collettivo: chi parla ancora di poltrone e di posizioni è fuori dalla realtà, è fuori dal mondo, fuori da ogni logica. Forza Italia è interessata a proseguire solo e soltanto a patto e condizione che si inizi a lavorare in maniera del tutto diversa, nell'interesse dei cittadini. Se questa operazione dei migliori non si volesse, non si potesse o non si riuscisse a realizzare, Forza Italia si sentirebbe libera da ogni vincolo, effettuando, a quel punto le libere scelte che riterrà più opportune solo nell'interesse di Foggia e dei foggiani".

Landella risponde piccato e rivendica come sua la proposta di una giunta composta da tecnici, esperti e personalità di alto profilo: "Sono io che lo dico ai partiti, non è il segretario che lo dice al sindaco, perché questa affermazione l'ho fatta io. Non può passare che sia la linea imposta dal partito di Forza Italia, è un invito che ho fatto a tutte le forze politiche".  

L'idea del governo dei migliori è sua ("Non significa rinnegare l'azione che abbiamo svolto fino ad oggi ma cercare di rafforzare una visione. Oggi bisogna cambiare passo")  e, per di più, "tutti i partiti, compreso Forza Italia, si devono prendere la responsabilità" della logica della spartizione da manuale Cencelli operata finora.

"In questo momento la città si deve stringere intorno all'amministrazione - ha convenuto il consigliere di Fratelli d'Italia Ciccio D'Emilio - e con l'amministrazione dare prova di maturità, lealtà e legalità. Il Codice etico che noi abbiamo approvato è un canovaccio sul quale l'amministrazione deve muovere i passi in questo precipuo momento. Oggi credo che una risposta forte di una ritrovata coesione della maggioranza sia già un primo input positivo".

Chiuso il suo intervento, Landella ha rinviato la discussione alle "sedi politiche opportune", ("stiamo uscendo fuori traccia").

Popolari più mansueti

Cambiano registro i Popolari Pugliesi che hanno votato a favore di Lucio Ventura presidente, che mostrano un approccio diverso, decisamente meno intransigente. "La mia presenza è obbligata poiché sono stato un consigliere comunale eletto nel centrodestra, seppur qualche giorno fa le dichiarazioni del sindaco danno fuori dall'attuale maggioranza sia la mia persona che il consigliere Danilo Maffei - ha detto Massimiliano Di Fonso - Quindi con la responsabilità e con l'impegno che ci siamo dettati e soprattutto per essere responsabili nei confronti di questa città e dei cittadini foggiani voteremo favorevole".

Maffei si limiterà a definirlo un "voto alla persona", oltre che istituzionale.

Quella che appariva come una irrimediabile frattura sembra quantomeno lenita. "Io non caccio nessuno - ha replicato Landella - Penso che i comportamenti fanno sì che uno appartenga alla maggioranza o esca perché non ha rispettato le regole non scritte della convivenza".

Landella recupera 7 voti

È filato tutto liscio, anzi liscissimo questa volta per l'elezione del presidente. In 13 giorni Landella ha recuperato 7 voti e con il suo, che non aveva espresso per par condicio l'11 marzo, è arrivato a quota 20, quanti sono stati i sì a Lucio Ventura (Bove, Capotosto, Citro, De Martino, D'Emilio, Di Fonso, Di Mauro, Di Pasqua, Fusco, Iacovangelo, Iadarola, Landella, La Torre, Maffei, Morese, Negro, Rignanese, Roberto, Soragnese, Ventura). Ben oltre le aspettative, se si considera che Leonardo Iaccarino era stato eletto con 16 voti.

Alla proclamazione, il sindaco ha chiamato l'applauso, evidentemente liberatorio: "Visto che questa è un'amministrazione che dall'inizio è un'avventura, non ci poteva essere miglior nome e presidente", ha detto riprendendo fiato e colorito. "E ricordatevi che Ventura significa anche fortuna", ha aggiunto il neo eletto presidente.

Avverte il peso della funzione. "Sarà un peso leggero, però, perché lo porterò insieme a tutti voi". Ha fatto un'altra tiratina d'orecchi all'opposizione: "Non comprendo il comportamento posto in essere da chi, per dovere di appartenenza politica, ha assunto diverse determinazioni. Comunque non sarò il presidente solo di chi mi ha votato ma di tutte le forze politiche ed elettorali rappresentate in questo consesso".

Anche sulla base degli interventi, ha proposto l'aggiornamento della seduta che ha trovato la condivisione di 19 consiglieri (si era già disconnesso Di Mauro, risultato assente).

Per quanto la ritrovata unità non convinca, le dichiarazioni d'intenti sembrano convergere nella direzione di una prosecuzione della consiliatura. Non lasceranno il timone. E l'unico vero artefice dell'opera di ricucitura è proprio Franco Landella.

Tutti a bordo

A margine del Consiglio comunale esulta Pasquale Rignanese, capogruppo di Insieme per Foggia, nato dopo la scissione dei Popolari, e sembra ricalcare la filosofia landelliana: "Il centrodestra compatto ha dimostrato di avere i numeri, il peso e la qualità rispetto a chi ha saccheggiato la città per più di 10 anni (2004-2014). Continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto nell’unico interesse: avere amore per Foggia. I veri marinai si misurano nel momento in cui c’è la tempesta non quando si ha il vento in poppa. Chi in questo momento abbandona la nave è un vile e un codardo. Cercheremo con tutte le nostre forze di riportare la nave in porti sicuri per far sì che, ancora una volta, Foggia sia regina del Tavoliere".

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