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Consiglio provinciale: il difensore civico rimandato a settembre

Ultimi fuochi prima della pausa estiva. L'assise compatta soltanto sul piano lavoro. Difensore civico e Scuola Marcone: se ne riparla a settembre. Pezzano punge e critica il presidente

Ultimi fuochi prima della pausa estiva a Palazzo Dogana. Con il voto favorevole di maggioranza ed opposizione, l’assise trova compattezza “solo” sul Patto provinciale per il Lavoro: voto unanime per il documento di programmazione che mira a dotare il territorio di una “exit strategy” dall’attuale crisi che possa essere quanto più possibile unitaria, lineare e sinergica, superando la sterile frammentazione del passato e coinvolgendo tutti quegli enti e quelle istituzioni che gravitano attorno mondo del lavoro.

Il tentativo - spiega l’assessore provinciale al Lavoro, Leonardo Lallo - è quello di avere una linea di azione unitaria, che vada ad implementare il piano straordinario per il lavoro regionale e risponda al contempo all’appello contenuto nel protocollo sottoscritto nel luglio 2010 tra Governo ed Upi in cui si chiede alle Province di farsi parte attiva nel sostenere i sistemi locali nella fase di uscita dalla crisi”.

Quattro le principali linee di intervento: intercettare quante più risorse possibili e ad ogni livello (in primis ministeriale e regionale); migliorare il clima imprenditoriale; incoraggiare lo sviluppo di capitale umano (attingendo alle risorse per la formazione professionale); affermare il principio della legalità. Numerosi i partners istituzionali coinvolti: accanto alla Provincia (con gli assessorati al lavoro, allo sviluppo economico, formazione professionale e politiche sociali), i sindacati, la Prefettura di Foggia, la Procura della Repubblica, il Tribunale, l’Università ma anche la Camera di Commercio, la Confindustria, le chiese.

Impietosa la fotografia della realtà foggiana, dove si è registrato un picco negli ultimi anni del ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga, oltre il 30% dei giovani non lavora (e neanche cerca più un‘occupazione) mentre rischiano di diventare un serio problema per la stessa tenuta sociale gli over 50 espulsi dal mondo del lavoro. Palazzo Dogana, dunque, scende in campo. “Finalmente” mormorano ironicamente dai banchi dell’opposizione, al termine di una mattinata movimentata, iniziata con le “ordinarie scaramucce” sull’organizzazione dei lavori e terminata in anticipo nonostante l‘impegno della maggioranza a “smaltire” in giornata buona parte dell’ordine del giorno.

Ma, tempo di dar voce alle interrogazioni e spazio al piano lavoro, l’assemblea - su richiesta del Pdl, vota contro l’opposizione - si aggiorna a mercoledì prossimo. Slittano, dunque, ancora una volta, l’istituzione del registro dei mediatori culturali, la mozione sull’authority per la sicurezza alimentare (Pd), mentre l’assise rinvia a settembre la “pantomima” che si trascina ormai da 3 anni sull’istituzione della figura del difensore civico (il tema, peraltro era scomparso dall’ordine del giorno di oggi, reintrodotto solo grazie ad una pressante richiesta delle opposizioni, che già nei giorni scorsi ne avevano denunciato l’assenza).

Rinviata anche la modifica dello Statuto della Scuola Marcone (la maggioranza rischiava di non aver i numeri visto il serrato asse venutosi a creare sul tema tra Unione di Capitanata e centrosinistra). Torna invece in aula il tema della comunicazione istituzionale dell‘ente: magra figura rimediata dal presidente Pepe - interrogato da Pezzano (Pd) - su risorse impiegate e numeri di addetti. Il presidente si riserva di chiedere relazione dettagliata ai dirigenti. Da qui lo sconforto del democratico: “Prendiamo atto – dice - che il presidente non sa come funziona il settore e chi se ne occupi”.

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