Cronaca

Giovane che ferì a morte Traiano in aula come teste, ma si avvale della facoltà di non rispondere

Presenti tutti gli imputati: con l’arrivo del teste, si è ricostituito, dinanzi al presidente Mario Talani, il gruppo che, due anni fa, mise a segno la violenta rapina al bar-tabacchi 'Gocce di Caffè'

E’ comparso in aula, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Così il giovane foggiano, minorenne all’epoca dei fatti, accusato di aver sferrato il fendente che si rivelò fatale per Francesco Traiano, titolare del bar ‘Gocce di caffè’, a Foggia. Per la sanguinosa rapina, l’allora 17enne (difeso dall’avvocato Francesco Santangelo) è stato condannato a 16 anni di reclusione, al termine del processo con rito abbreviato celebrato al Tribunale per i Minorenni di Bari (qui i dettagli).  

Il nome del giovane era in coda alla lista dei testi presentata dall’avvocato Ettore Censano, difensore di uno dei quattro imputati (Antonio Tufo, Christian Consalvo e Antonio Bernardo, attualmente detenuti in via delle Casermette, e Simone Pio Amorico, l’unico sottoposto agli arresti domiciliari e con una posizione subalterna al gruppo) nel processo in corso dinanzi alla Corte d’Assise di Foggia.

Presenti tutti gli imputati, tradotti in aula dai rispettivi luoghi di detenzione: all’arrivo del teste, si è ricostituito, di fatto, dinanzi al presidente Mario Talani e ai giudici popolari, il gruppo che, nel primo pomeriggio del 17 settembre di due anni fa, mise a segno una violenta rapina ai danni del bar-tabacchi di via Guido D’Orso, dove venne ferito a morte il titolare, Francesco Traiano. L’uomo, colpito da una coltellata all’altezza di un occhio, morì poche settimane dopo, in ospedale, a soli 38 anni.

Secondo l’accusa, i quattro, di età compresa tra i 21 e i 24 anni, avrebbero preso parte, a vario titolo, tanto alla pianificazione quanto all’esecuzione della rapina, poi sfociata nell’omicidio di Francesco Traiano. Il processo proseguirà nelle prossime settimane quando, salvo la richiesta di ulteriori integrazioni probatorie, si chiuderà l’istruttoria dibattimentale per lasciare spazio alla requisitoria della pm Rosa Pensa e alle discussioni delle parti. La sentenza potrebbe arrivare entro la fine dell’estate.

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