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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Lazzaro D'Auria, l'imprenditore che si è opposto alla mafia foggiana non arretra di un passo: "Vedo tanta voglia di reagire"

Il focus sulla Quarta Mafia a firma di Giovanni Legorano sul The Wall Street Journal. Il commento a FoggiaToday: "Molti imprenditori si sono stancati di vivere così. Vedo tanta voglia di reagire, a Foggia ma soprattutto nella piazza di San Severo: c’è tanta voglia di fare, di dare ‘guerra’ a questi delinquenti”

“Dobbiamo cercare di non far spegnere i riflettori su quello che accade in questo territorio”. Lazzaro D’Auria, l’imprenditore che si è ribellato alla mafia rinunciando alla sua libertà, non arretra di un passo. La sua posizione è netta; il suo impegno pure, e si sta diffondendo anche attraverso le fila della neonata associazione anti-racket Fai ‘Luigi e Aurelio Luciani’ che lo annovera tra i primissimi soci.

La sua storia è stata recentemente raccontata sulle colonne del quotidiano americano The Wall Street Journal, in un articolo a firma di Giovanni Legorano, che ripercorre i difficili inizi del 2022 nel Foggiano, funestati da bombe e intimidazioni. “Dall’inizio del 2022 - si legge - nella provincia di Foggia ci sono stati quattordici attentati contro le attività commerciali di chi non paga il pizzo. La quarta mafia vuole affermare il suo potere”. E l’estorsione è la via maestra della ‘Società Foggiana’ per esercitare il potere e fare cassa.

Lo sa bene D’Auria, imprenditore di origini campane che, nel Tavoliere ha messo in piedi 6 aziende agricole che, insieme, fatturano quasi 40milioni di euro; un patrimonio dal quale la criminalità organizzata voleva in qualche modo trarre profitto, pretendendo grosse cifre di denaro a titolo di ‘contributo per i carcerati’. Dal secco ‘no’ e dalle denunce dell’imprenditore sono scaturite minacce e continui attentati. Unico imprenditore costituitosi parte civile nel processo alla Società Foggiana, vive da anni da sotto scorta. La sua vicenda è cristallizzata nelle carte giudiziarie dell’operazione-capitale ‘Decima Azione’, pagine che ripercorrono un intenso periodo fatto di soprusi, richieste estorsive, minacce di morte: “Paga o ti accoppiamo”.

"Mi hanno demoralizzato più dei delinquenti"

“Nel 2017 - ripercorre il quotidiano americano - si trovava in uno dei suoi campi di pomodori, quando è stato circondato da dieci criminali. Nei due anni precedenti aveva rifiutato di pagare un pizzo annuale di duecentomila euro. Quel giorno hanno minacciato di fare del male a lui e alla sua famiglia e hanno abbassato la richiesta a 150mila euro all’anno. D’Auria li ha denunciati. Da allora vive sotto scorta e ha testimoniato in un processo in cui sono stati condannati cinque mafiosi che lo avevano intimidito. Ma la mafia non si è dimenticata di lui. Negli ultimi sei anni ha subito sei attentati dinamitardi, quindici rapine e atti vandalici ai danni delle sue attrezzature”.

Non è la prima volta che la vicenda di D’Auria viene ripresa da testate internazionali: “Noi non sappiamo come queste vicende vengano percepite all’estero. Mi auguro che l’interessamento degli altri ‘mondi’ possa sostenere la politica italiana affinché agisca, con maggiore incisività, sul fronte della bonifica del territorio da delinquenti e criminali”, spiega D’Auria a FoggiaToday. “Molti imprenditori si sono stancati di vivere così. Vedo tanta voglia di reagire, a Foggia ma soprattutto nella piazza di San Severo, che è una importante zona produttiva: c’è tanta voglia di fare, di dare ‘guerra’ a questi delinquenti”, conclude.

Nella foto in basso, una delle aziende D'Auria dopo l'incendio al parco mezzi (foto: The Wall Street Journal)

azienda D'Auria post incendio ph. Wall Street Journal-2

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