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Società Foggiana ko: inflitti 276 anni di carcere a boss e sodali. Risarcimento all'imprenditore che non si è piegato alla mafia

25 condanne con rito abbreviato nell'ambito dell'inchiesta 'Decima azione', il blitz del 30 novembre 2018 a Foggia. 18 anni a Francesco Tizzano, condannato a risarcire l'unico imprenditore che si è costituito parte civile

Tra gli imprenditori finiti nelle grinfie della Società Foggiana c'è anche chi non si è piegato alla violenza e spregiudicatezza dei criminali, dapprima sul campo e poi nelle aule dei tribunali.

Vessato e fatto oggetto di minacce e atti intimidatori dal dicembre del 2015 all'ottobre del 2017, il presidente di una cooperativa è stato l'unico tra le vittime taglieggiate a costituirsi parte civile nel procedimento a carico dei 25 imputati condannati quest'oggi dal giudice Giovanni Anglicana nell'ambito del processo con rito abbreviato dell'inchiesta 'Decima Azione'.

Si tratta di volti noti della malavita di Foggia, capiclan, sodali e affiliati delle tre batterie, arrestati la notte del 30 novembre di due anni fa insieme ad altri quattro soggetti che hanno scelto il procedimento ordinario.

La vicenda dell'imprenditore minacciato di morte e dal quale la 'Società' pretendeva 200mila euro - altrimenti "ti ammocchiamo" - è la storia di chi si è opposto alla spietatezza dei criminali dando così un contributo prezioso al contrasto alle mafie e all'illegalità.

Con una punta d'orgoglio i foggiani perbene plaudono al suo coraggio, evidenziandolo al cospetto della ferocia della quarta mafia, capace di infiltrarsi nel tessuto economico del capoluogo dauno e della provincia mediante l'utilizzo di armi, con l'obiettivo di trarne profitti illeciti polverizzando quelli degli imprenditori perbene attraverso l'attività estorsiva.

Francesco Tizzano - al quale è stata comminata la pena più severa di 18 anni - all'imprenditore che si è costituito parte civile dovrà risarcire i danni, 10mila euro a titolo di provvisionale e rimborsare le spese processuali sostenute dalla vittima di circa 3mila euro.

Tutti i 25 imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali in parti uguali tra loro e al pagamento, ognuno per quanto di spettanza, delle spese relative al rispettivo mantenimento in carcere.

24 di loro, ad eccezione di Angelo Abruzzese, dovranno risarcire i danni alle altre parti civili e le spese legali, 2880 euro in favore di ciascuna di esse.

Le condanne di Decima Azione

18 anni a Francesco Tizzano

16 anni a Giuseppe Francavilla

16 anni a Francesco Pesante

16 anni a Massimo Perdonò

14 anni a Vito Bruno Lanza

14 anni a Roberto Sinesi

13 anni e otto mesi ad Alessandro Aprile

11 anni e quattro mesi a Ciro Francavilla

11 anni e quattro mesi a Rocco Moretti

11 anni a Antonio Salvatore

11 anni a Raffaele Palumbo

10 anni, otto mesi e 6mila euro di multa a Ivan Emilio D'Amato

10 anni e otto mesi a Ernesto Gatta

10 anni a Savino Lanza

10 anni a Leonardo Lanza

10 anni a Alessandro Moretti

10 anni e otto mesi a Fausto Rizzi

10 anni a Cosimo Damiano Sinesi

10 anni a Francesco Sinesi

10 anni a Patrizio Villani

10 anni a Luigi Biscotti

9 anni e quattro mesi a Francesco Abruzzese

6 anni, otto mesi e 4mila euro di multa a Antonio Miranda

4 anni e 2mila euro di multa a Domenico D'Angelo

1 anno, 8 mesi e 1400 euro di multa ad Angelo Abruzzese

276 anni di carcere in tutto.

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