"E' stata una liberazione". Covid-free, ora la città di San Pio attende i pellegrini per la risalita. Crisetti: "Restiamo uniti"

Coronavirus, a San Giovanni Rotondo non si registrano più casi di contagio. Michele Crisetti, sindaco della città di San Pio, analizza la tormenta durata quattro mesi con uno sguardo alla ripresa del comune garganico

Michele Crisetti, sindaco di San Giovanni Rotondo

Sembra passato un secolo da quando l’emergenza Covid ha travolto il comune di San Giovanni Rotondo. Poco più di tre mesi fa la città di San Pio era tra le realtà più colpite dal virus, con oltre 60 contagiati e più di 200 persone in quarantena. A distanza di cento giorni o poco più, il comune garganico festeggia l’ingresso nel gruppone delle aree covid-free, che comprende già 56 comuni senza più casi attivi.

“È stata una liberazione, soprattutto dal punto di vista psicologico”, racconta a FoggiaToday il sindaco di San Giovanni Michele Crisetti. “Resta alta l’attenzione affinché si mantenga questo livello, ma dopo aver passato quasi quattro mesi complicati, nei quali siamo stati il comune della provincia di Foggia con la più alta percentuale di contagiati in rapporto alla popolazione, apprendere che adesso siamo senza casi, è un po’ come uscire dal tunnel”.

Tunnel con le sembianze di un labirinto, perché per un comune dalla forte vocazione turistica, i colpi inferti dal lockdown sono stati molto più pesanti: “È stata una situazione difficile da gestire – spiega il primo cittadino – per un comune che vive di comunicazione, di trasferimenti di persone”. Senza contare il peso a livello umano, con le oltre dieci vittime registrate dall’inizio dell’emergenza.

La complessità di un periodo Crisetti l’ha vissuta sia come sindaco che come cittadino comune: “Sono stato anch’io in quarantena, essendo un insegnante, dopo che un mio collega risultò positivo al Covid. Umanamente e istituzionalmente è stato difficile gestire il periodo, perché si è trattato di qualcosa che non era prevedibile – spiega Crisetti – per questo abbiamo cercato di elaborare sul momento i migliori accorgimenti, coordinandoci con la polizia municipale, la protezione civile oltre che con i vertici di Casa Sollievo che è stato Centro Covid e contando sulla collaborazione dei cittadini. La comunicazione è stata fondamentale, infatti non ho lesinato l’utilizzazione di qualsiasi canale, dai social alla stampa, per dare le informazioni giuste, per rivolgere appelli alla comunità e organizzare i servizi”.

Per quasi quattro mesi la prima azione quotidiana del sindaco è stata contattare la Prefettura per aggiornare il numero dei nuovi contagi: “La Prefettura ogni giorno comunicava a me i nomi, per cercare di organizzare un servizio tale da lenire il più possibile lo stato di disagio suo e dei familiari, per questo un lavoro fondamentale è stato svolto anche dai servizi sociali e dalla Caritas. Abbiamo servito un migliaio di famiglie, sostenuto economicamente e umanamente le persone in difficoltà anche con un servizio di supporto psicologico. Abbiamo istituito un centro di distribuzione alimentare prima che il Governo iniziasse a fornirci risorse economiche”.

Nell’emergenza il popolo di San Giovanni non si è tirato indietro quando c’era da aiutare chi era più in difficoltà. L’iniziativa ‘La spesa sospesa’ è stato un grande successo, oltre che la testimonianza del grande senso di generosità della comunità locale: “Sono stati raccolti quintali di generi e beni di prima necessità. E non è stato facile in un periodo in cui non ci si poteva muovere. L’emergenza è stata una prova per testare l’efficienza della macchina organizzativa. All’inizio abbiamo dovuto fronteggiare delle criticità, come la carenza di dispositivi di protezione, ci siamo dovuti inventare delle strade per averli, fortunatamente la collaborazione dei cittadini è stata grande”.

Con l’emergenza alle spalle, resta l’incognita sul futuro del centro garganico. E il più grande punto interrogativo aleggia proprio sul turismo: “Psicologicamente ho visto una città ripiegata su se stessa, non tanto per quello che stava passando, ma soprattutto per la prospettiva futura. Sicuramente sarà un anno che non potrà essere considerato tra i più fausti – annuncia Crisetti –, ma credo molto nell’importanza della comunicazione”.

E a tal proposito una piccola risposta il Gargano la sta dando, a cominciare dall’iniziativa ‘My Gargano’, progetto di marketing territoriale che ha visto i 13 comuni del Gargano fare squadra per la valorizzazione e promozione univoca del territorio. Forse, può essere l’inizio di una nuova fase, in cui il Gargano inizia a ragionare d’insieme, non come un gruppo di solisti ognuno concentrato sul proprio spartito: “Nessuno avrebbe voluto questa emergenza, però siamo di fronte a un’occasione storica. Se non si fa una promozione seria, che coinvolga tutti gli attori, dagli imprenditori alle istituzioni passando per le agenzie di comunicazione, non avremo un futuro roseo. Continueremmo a vivere la solita routine, in cui ognuno cerca di strappare un minimo di profitto dalla venuta dei turisti o dei pellegrini. Portare tutto a sistema farebbe da volano per tutti gli attori. Serve la consapevolezza che lo stare insieme può offrire una soluzione per il rilancio del Gargano”.   

Intanto a San Giovanni si prova a ripartire. A oggi la ripresa è ancora lenta, ma le strategie non mancano. Da quelle dei singoli albergatori, una decina dei quali hanno offerto 3 notti gratis a tutti gli operatori impegnati nei centri Covid, a quelle dell’Amministrazione: “È in atto una rimodulazione del pagamento delle tasse locali, dalla Tari alla Tosap, per dare un contributo concreto agli operatori economici, pur sapendo che per colpe non nostre, una buona parte del 2020 ce lo siamo giocati”.

Resta poi la soluzione del bonus vacanze, malgrado alcune criticità: “Può favorire il ritorno dei turisti soprattutto in una realtà come la nostra in cui il turista viene per stare due tre giorni e non di certo per andare al mare. Può essere uno strumento valido, tenendo però presente che il bonus si trasforma in un credito di imposta che l’operatore riceverà, ma magari molti di loro hanno un bisogno maggiore di liquidità nell’immediato”.

Nel prossimo futuro si pianificherà l’organizzazione della festa di San Pio: “Non ci siamo ancora seduti a un tavolo, anche perché la festa interessa diversi organi. Bisognerà vedere se cambierà qualche norma, ma ora siamo più concentrati a recuperare quello che abbiamo perso in questi mesi. Tuttavia, non si tratta di una questione di sola pertinenza del comune, ma collettiva. Per questo sono più tranquillo”.

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Poi c’è l’appello alla comunità: “Questo periodo deve insegnarci che è dalle difficoltà che si esce più forti se si fa tesoro. Se non si fa squadra in questi momenti rischiamo di perdere la nostra identità. Così non sta accadendo, per fortuna. Operatori privati e istituzioni stanno marciando su un nuovo percorso di rilancio della nostra città, che deve tornare a essere un punto di riferimento per tutta la comunità garganica”.

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