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Salta l'intesa tra l'Amica e l'Amiu, i sindacati non accettano compromessi

I sindacati chiudono le porte alla trattativa e annunciano la loro presenza al consiglio comunale di domani, che si preannuncia infuocato

Fumata nera, anzi nerissima a Bari per l’intesa Amica-Amiu. Un vertice fiume al cospetto della task force regionale guidata da Elena Gentile non riesce a sbloccare la matassa complicatissima. Al contrario. Le posizioni, fino a ieri distanti, si radicalizzano definitivamente.

Forti della presenza anche della Cgil nazionale, i sindacati chiudono le porte alla trattativa e depositano agli atti una proposta formale che non lascia spazio a compromessi: internalizzazione immediata e a tempo indeterminato da parte del Comune di Foggia dei lavoratori di Amica e Dauniambiente nell’attesa che si costituisca una nuova società in house, partecipata al 100% da Palazzo di Città.

Una nuova “Amica”, insomma. Di demansionamenti e riduzione del costo del lavoro i sindacati, pare, non vogliono neanche sentire parlare, né tantomeno della carta Amiu, a differenza di quanto accadde il 27 settembre scorso in prefettura, quando i lavoratori, di fronte all’emergenza e all’esplosività della situazione, di buon grado decisero di procedere a referendum per ridurre il costo del lavoro di fronte all’insostenibilità dei numeri attuali fatta rilevare da Amiu (l’incidenza oggi è dell’83%, bisognerebbe scendere al 65% almeno).

IL TEMPO STRINGE. Quando mancano meno di 20 giorni alla conclusione dell’esercizio provvisorio, dunque, di Amica e Dauniambiente (termine 15 dicembre), ai tavoli si registra l’ennesimo nulla di fatto. L’assessore Gentile avrebbe invitato le parti a riflettere aggiornando il tavolo a dopodomani, mercoledì 28 novembre.

Ma c’è poco, evidentemente, su cui riflettere. Il Comune di Foggia avrebbe fatto rilevare come riduzione del costo del lavoro e intesa temporanea con Amiu resti l’unica strada per evitare il tracollo ambientale ed occupazionale dal 16 dicembre in città, evidenziando come l’opzione della società in house abbia in sé due freni non di poco conto: il primo di carattere normativo (lo impedirebbe la normativa vigente), il secondo afferente al personale, che la legge impone di assumere per via concorsuale (e dunque non per mero “traghettamento”).

Cionondimeno Mongelli, che questa sera vedrà la maggioranza per sondare le posizioni dei partiti, per sbloccare la situazione potrebbe aprire domani in consiglio comunale ad una valutazione, in futuro, in via prioritaria, della proposta dei sindacati - e dunque ad una rivisitazione dell’ipotesi iniziale di una società mista votata dallo stesso consiglio comunale - ma solo col sostegno, politico, dell’intera maggioranza che sarà chiamata a votare una precisa delibera di indirizzo. Fermo restando tuttavia il tema della riduzione del costo del lavoro, dal quale “non si sfugge”, commentano da corso Garibaldi. La seduta di domani si preannuncia infuocata. I sindacati avrebbero già comunicato la loro presenza “in massa”.

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