Alberghiero senza cucine, studenti e docenti in piazza: “Sveglia, non c’è più tempo”

Questa mattina la protesta di studenti e docenti dell'istituto alberghiero Einaudi davanti a Palazzo Dogana. 800 alunni non possono esercitarsi perché i locali dell'ex Rosati di via Napoli sono privi di laboratori

La protesta degli studenti questa mattina

Sono tornati in piazza, dopo aver imbarcato un mare di promesse e di speranze, gli studenti dell’alberghiero Einaudi. Armati di rabbia, striscioni e cartelli, questa mattina hanno affollato e attraversato le strade di Foggia in segno di protesta contro le istituzioni, la Provincia in primis, sulle cui spalle pesa la responsabilità, forte, di non essere riusciti ad assicurare almeno i laboratori di cucina ai circa 800 alunni trasferiti nei locali di via Napoli dopo la tragedia del 9 ottobre 2013, quando un autobus con a bordo una sessantina di alunni si scontrò con una macchina proveniente da San Marco in Lamis, all’altezza dell’istituto di Torre di Lama. L’incidente stradale provocò la morte – giunta dopo tre mesi di agonia – di una signora 67enne residente a Venezia ma originaria della città garganica.

Il giorno successivo – 10 ottobre – al grido ‘Ma ci volete morti?” gli studenti si ritrovarono davanti alla villa comunale “per protestare contro il servizio pubblico messo a disposizione dall’Ataf, i cui autobus, “stracolmi, insufficienti e obsoleti”, ogni mattina percorrevano 15 km di strada extraurbana per accompagnare circa 400 alunni a scuola. Poi l’11 ottobre, l’allora commissario Costantini incontrò una delegazione di studenti e docenti, assicurando loro che ben presto sarebbero stati messi a disposizione i locali dell’ex Rosati di via Napoli, come da ripartizione poi deliberata nell’aprile scorso.

Oggi ci sarebbe ancora da risolvere un impegno disatteso, quello di dotare il plesso di sale, dei laboratori cucina e pasticceria, strumentazioni necessarie e indispensabili per chi frequenta l’istituto professionale foggiano, senza i quali, peraltro, non avrebbe ragione di esistere. Istituto che a sue spese – momentaneamente - si vedrebbe costretto a dotarsi di mezzi di trasporto per (ri)accompagnare gli alunni nei laboratori di Torre di Lama, gli unici al momento in grado di poter garantire le esercitazioni. Peraltro, se anche la Provincia decidesse di sostenere queste spese, la situazione non potrebbe protrarsi per più di un mese. Significherebbe prolungare l’agonia a un problema che invece necessita di un intervento urgente e risolutivo.

Non si può venir meno al patto formativo sottoscritto con le famiglie: docenti e dirigenti lo sanno e non intendono lasciare soli gli alunni. Ecco perché oggi hanno preso parte al corteo che partito da via Napoli, passando per via Vittime Civili e Corso Garibaldi - ha raggiunto Palazzo Dogana in piazza XX Settembre.

Urla e cori contro le istituzioni hanno fatto da cornice a un incontro improvvisato tra dirigenti-docenti dell’Einaudi, il vicepresidente Rosario Cusmai e i tecnici della Provincia. Una conferenza di servizi dalla quale sarebbe emersa la volontà dell’Ente di procedere ai lavori d’adeguamento dell’ex mensa universitaria, unico laboratorio che però non soddisferebbe le esigenze di circa 800 alunni, abituati ad esercitarsi in uno spazio ampissimo dotato di tre cucine, due sale e un laboratorio di pasticceria, com’è quello di Torre di Lama.

Il motivo dei ritardi e delle promesse disattese sarebbe di natura finanziaria. Vero è, però, che alunni, dirigenti, personale scolastico e amministrativo dell’Einaudi non possono più attendere; il rischio di un esodo in massa dei ragazzi verso gli istituti professionali di Lucera, Vieste e San Giovanni Rotondo, è alto. Non c’è più tempo.

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