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Foggia, i commissari danno un nome al bene confiscato alla mafia. La nuora di Panunzio: "E' il segno della vittoria dello Stato sulla malavita"

A parlare è Giovanna Belluna, nuora dell’imprenditore ucciso dalla malavita. Un cambio di segno per l'edificio di via delle Orchidee, al Salice, confiscato in passato a Vito Lanza e oggi intitolato a 'Giovanni Panunzio e a tutte le vittime innocenti di mafia'.

“E’ stata una grande gioia per noi, sia come famiglia che come associazione Panunzio. Ma, soprattutto, questa intitolazione deve rappresentare un segnale importante per la città, così duramente segnata dallo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose”.

A parlare è Giovanna Belluna, nuora dell’imprenditore Giovanni Panunzio, ucciso dalla malavita per essersi ribellato al racket, e vicepresidentessa dell’associazione antimafia che ne porta il nome. Un cambio di segno per l'edificio di via delle Orchidee, al Salice, confiscato in passato a Vito Lanza e che da oggi porta il nome di Panunzio e di tutte le vittime innocenti di mafia.

A 'battezzare' il manufatto, che presto ospiterà una residenza 'Dopo di noi' per soggetti svantaggiati, è la delibera firmata dai commissari straordinari che guidano l'amministrazione comunale. “A giugno avevamo inviato una pec con la nostra proposta, ovvero la nuova intitolazione del bene confiscato in zona Salice”, spiega.

Ma non ci aspettavamo una risposta così veloce. Quando mi hanno chiamata dal Comune, anticipandomi per le vie brevi la notizia, non nascondo di aver provato una grande emozione. E’ un segnale molto forte e importante, che ci arriva da parte delle istituzioni: la volontà di proseguire con passo spedito sulla strada della legalità”.

La riqualificazione in chiave pubblica e sociale dei beni confiscati alla mafia è un argomento per il quale l’associazione Panunzio si è sempre battuta ed esposta. Così è stato per l’ex ‘Villa Lanza’, risucchiata in un lungo oblio. “E’ un percorso iniziato tanto tempo fa, e oggi ne raccogliamo i frutti: questa conversione è la prova della vittoria dello Stato sulla malavita”.

“Inoltre - aggiunge -  quello che a tanti può sembrare quasi una formalità, per noi ha un grande valore: siamo una piccola associazione antimafia, andiamo avanti nonostante le difficoltà secondo i nostri principi, e sono questi risultati che ci danno la forza per proseguire nel nostro cammino”.

La proposta, spiega, è stata condivisa con le altre associazioni antimafia attive sul territorio: “Sono stati tutti d’accordo, ed è stato bello avere una convergenza di intenti sul punto. Noi, nel nostro piccolo, vogliamo seguire l’esempio di Giovanni Panunzio, che ci ha insegnato che la verità rende liberi. Come associazione vogliamo continuare a coltivare la nostra libertà. Come famiglia, invece, vogliamo tenerci stretto quello che ci hanno lasciato, ovvero la dignità e la libertà di parola. E lo faremo fino al nostro ultimo giorno”.

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