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Da villa del boss a 'Dopo di Noi': il Comune di Foggia ci riprova e pubblica il bando per la gestione della comunità alloggio

Rispetto alla precedente gara bandita nel 2020, andata deserta, ora la struttura è dotata di arredi e strumentazioni, condizione che potrebbe renderla più allettante per gli operatori economici e le associazioni eventualmente interessate all'affidamento della durata di 12 mesi

Il Comune di Foggia ha pubblicato il bando per la gestione dell'ex Villa Lanza, destinata a diventare un 'Dopo di noi', una comunità alloggio che potrà ospitare anche i disabili dopo la scomparsa di genitori e familiari che se ne prendevano cura.

L'affidamento avverrà mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa. L'importo complessivo dell'appalto, finanziato con fondi regionali del Piano Sociale di Zona, ammonta a 265.033,55 più Iva (compresi gli oneri della sicurezza non soggetti a ribasso). Il contratto stipulato con l'aggiudicatario avrà una durata di 12 mesi, a partire dall'effettivo avvio del servizio. La gara scade il 4 maggio alle 12, termine ultimo per la presentazione delle offerte.

Nel podere 596, al Salice, in località Posta Conca, nascerà una comunità alloggio, una struttura residenziale destinata a maggiorenni, di età compresa tra i 18 e i 64 anni, privi di validi riferimenti familiari, in situazione di handicap fisico, intellettivo o sensoriale che mantengano una buona autonomia tale da non richiedere la presenza di operatori in maniera continuativa, come recita l'articolo 55 del regolamento regionale n.4 del 18 gennaio 2007, che definisce anche gli standard degli appartamenti.

Sono due i moduli abitativi realizzati dopo la ristrutturazione dell'immobile, per un massimo di 18 ospiti. Sono previste attività finalizzate a potenziare e sviluppare l’autonomia individuale e sociale attraverso percorsi educativi personalizzati per raggiungere il maggior grado di autonomia possibile e acquisire progressivamente indipendenza, laboratori e prestazioni sanitarie assimilabili alle forme di assistenza domiciliare.

La struttura è un bene confiscato alla mafia quasi vent'anni fa, trasferito nel 2010 dalla Prefettura al patrimonio indisponibile del Comune, per essere destinato a finalità sociali. È ora dotata di arredi e strumentazioni.

L'anno scorso la procedura era andata deserta. Il primo bando era stato pubblicato il 15 maggio 2020, ma il riferimento normativo alla 'casa famiglia con servizi formativi alle autonomie per inserimento socio-lavorativo di persone con disabilità', in cui era stato inquadrato il Dopo di Noi, era già superato, perché l'articolo 2 del regolamento regionale n. 13 del 2019 sanciva che i comuni dovessero procedere alla revoca dell’autorizzazione al funzionamento rilasciata per le strutture nate con quella formula, convertendole in altre tipologie residenziali. Il bando allora è stato revocato e modificato, da casa famiglia a comunità alloggio.

L'8 giugno 2020 è stato pubblicato il bando corretto. L'importo della gara era di poco inferiore (247.595,40), ma la struttura era vuota. Alla scadenza del 22 giugno non era stata presentata alcuna offerta.

A dicembre è stata appaltata la fornitura degli arredi per gli ambienti comuni e le stanze da letto per quasi 150mila euro, e altri 57mila euro sono stati destinati alla cucina. Nelle relative determinazioni dirigenziali si constatava come l'arredamento fosse propedeutico all'assegnazione della struttura. Il Comune ha motivo di credere che, una volta arredata, il bando dovrebbe risultare più appetibile.

Il progetto di trasformazione dell'ex villa Lanza era stato approvato nel 2012 e finanziato interamente dalla Regione Puglia per 1.500.000 euro (Bando Po Fesr 2007/2013 - Asse III - Linea 3.2 - Azione 3.2.1. - Piano di investimenti per infrastrutture Sociali e Sociosanitarie dell'Ambito Territoriale di Foggia), a valere su fondi Cipe. I lavori sono partiti a fine 2016. L'area era in stato d abbandono e l'impresa trovò in tutti gli ambienti suppellettili di ogni genere: vecchi materassi, mobilio fatiscente, coperte.

Il 7 marzo scorso, nel 25esimo anniversario della Legge 109/96 sul riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie, la rete delle associazioni antimafia capeggiata da Libera e dall'Associazione Giovanni Panunzio, ha scelto Villa Lanza come luogo simbolo degli ostacoli e dei ritardi nell'applicazione della legge. In occasione del flash mob, è partito anche l'appello rivolto al Comune di Foggia affinché venga apposta una targa che indichi chiaramente che lì lo Stato ha vinto.

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