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‘Villa Lanza’ ai soggetti svantaggiati, Foggia attende il progetto: “Si dia visibilità ai luoghi strappati alla mafia”

L'appello dell'associazione 'Giovanni Panunzio': "Senza polemica, chiediamo che vengano resi visibili a tutti i beni confiscati alla mafia, soprattutto quelli che potrebbero avere uno sbocco importante per la nostra comunità”

 

L’associazione antimafia ‘Giovanni Panunzio’ accende i riflettori su uno dei tre beni strappati alla mafia foggiana. Ovvero, la cosiddetta ‘Villa Lanza’, confiscata 20 anni fa, in zona Salice Nuovo, ma ancora in attesa di essere riconvertita e messa al servizio della comunità.

La struttura, recentemente ristrutturata grazie ai fondi regionali del progetto ‘Dopo di noi’, è destinata ad accogliere soggetti con fragilità sociale, ma la gestione del servizio non è stata ancora affidata. Il bando per l’assegnazione del servizio, infatti, pubblicato lo scorso giugno dal Comune di Foggia, andò deserto. “Da allora è tutto fermo”, rimarca l’associazione ‘Panunzio’.

“Quello che noi chiediamo, al di là del percorso progettuale (vinca il migliore) è dare visibilità a questo luogo”, spiega il presidente Dimitri Lioi. “E’ importante che laddove lo Stato ha vinto strappando un bene di valenza economica alla mafia, la comunità venga messa a conoscenza e veda plasticamente dove lo Stato è stato più forte. Questo a Foggia non è ancora successo e ci dispiace. Non vogliamo puntare il dito contro nessuno”, conclude Lioi. “Quello che chiediamo è che vengano resi visibili a tutti i beni confiscati, soprattutto quelli che sono stati risistemati e potrebbero avere uno sbocco importante per la nostra comunità”.

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