U.S.Foggia: tre gare in sette giorni per il rilancio in classifica

Domenica contro il Viareggio il primo banco di prova per comprendere le reali ambizioni dei rossoneri. Si è chiusa la campagna abbonamenti tra la delusione della proprietà e il disappunto dei tifosi

La Curva Sud dello 'Zaccheria'

Sei punti in cinque giornate, tre gol fatti e tre subiti, tre pareggi (tutti in trasferta), una sconfitta e una vittoria. Volendo azzardare già un bilancio di questo primo mese di campionato, il bottino del Foggia non è così magro come i più pessimisti paventavano, ma non è nemmeno così ricco come i più ottimisti auspicavano in virtù soprattutto delle ottime prestazioni offerte dai rossoneri. Prendendo in considerazione l'ormai inflazionato discorso del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, se le ambizioni iniziali di questo Foggia non erano quelle di vincere il campionato, tuttavia permane un certo rammarico per delle positive prestazioni, specie quelle in trasferta, che però hanno fruttato soltanto 3 punti sui 9 a disposizione. La gara di Como, la migliore della stagione, ne è stata una triste conferma.

REBUS ATTACCO - Il problema è da ricercare senz'altro nella sterilità offensiva. Dei sette attaccanti a disposizione (compresi gli esterni) solo due giocatori sono andati a segno, Lanteri per due volte (entrambe in casa contro il Benevento all'esordio e nella vittoria contro il Monza), e Defrel nella trasferta di Pisa. Per gli altri nella casella relativa ai gol segnati campeggia ancora un deprimente zero. Problemi di condizione, come per Giovio (siamo sicuri che sia davvero una punta centrale e non un esterno bravo negli inserimenti verso il centro?) e Tiboni che necessitano di tempo per entrare al top, oppure di movimenti come per Cortesi che a volte si intestardisce troppo nella ricerca del fondo. Ma mancano anche i gol dei centrocampisti, spesso determinanti in termini di punti in classifica, nel corso di un campionato, e soprattutto si attende il salto di qualità di Venitucci. Se sale in cattedra lui allora ne potranno beneficiare anche gli attaccanti.

SETTE GIORNI DI FUOCO - Il banco di prova per testare gli eventuali progressi del Foggia è rappresentato dalla settimana di fuoco che dovranno affrontare i rossoneri.  La squadra di Bonacina infatti disputerà tre gare in sette giorni, a cominciare da domenica quando allo Zaccheria giungerà il Viareggio, mentre mercoledì allo stadio ''Brianteo'' di Monza la trasferta contro la sorpresa Tritium, poi sarà la volta della Reggiana domenica prossima ancora allo Zaccheria. Tre impegni sulla carta non impossibili, ma naturalmente da affrontare con la giusta concentrazione, e con la cattiveria necessaria anche per recuperare i troppi punti persi per strada nelle prime cinque partite. Contro il Viareggio Bonacina dovrebbe per la prima volta presentare allo Zaccheria la novità tattica del 4-2-3-1; e se per sette undicesimi la formazione sarà la stessa (la difesa più i centrocampisti Meduri, Wagner e Venitucci al momento sembrano intoccabili), diverse sono le incognite in attacco. Tiboni potrebbe ritrovare il posto da titolare dopo gli incoraggianti progressi di Como, mentre per Giovio ci potrebbe essere una chance nel ruolo di esterno sinistro, in virtù anche dell'infortunio muscolare occorso a Lanteri lunedì sera. Scalpitano come sempre Defrel e Agodirin che, per l'impegno mostrato nelle (finora) brevi apparizioni, meriterebbero forse maggiore considerazione. Chissà che gli impegni ravvicinati non si rivelino forieri di occasioni per chi ha giocato di meno.

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CAMPAGNA ABBONAMENTI - Nell'annunciare la chiusura della campagna abbonamenti, il comunicato stampa emesso ieri dal sito ufficiale è stato l'occasione per ringraziare i 1838 tifosi che anche quest'anno hanno voluto sottoscrivere l'abbonamento rimarcando ancora una volta la fiducia nella società e nei giocatori. Ma non è mancato lo spunto polemico palesato attraverso le parole di Gennaro Casillo deluso per il calo di abbonamenti notevole rispetto allo scorso anno. Un calo fisiologicamente prevedibile dopo l'addio di Zeman ma che conferma anche un senso di sfiducia da parte di chi non ha deciso di rinnovare l'abbonamento " Non sentiamo la fiducia della città, la mia famiglia sta facendo grandi sforzi, tra l´indifferenza generale, per mantenere alto il nome del Foggia. Il più bel periodo della storia rossonera porta il nome della mia famiglia e di Peppino Pavone. Siamo noi la garanzia che questo club tornerà in alto. Stringo la mano, idealmente, ai 1.838 abbonati che hanno creduto in noi, al nostro progetto ed in Valter Bonacina; un ringraziamento speciale va anche alle 63 aziende che hanno aderito alla campagna "Sostieni i tuoi colori" e a tutte le altre aziende che hanno deciso di affiancare il loro nome a quello del Foggia. Agli altri, quelli che sono alla finestra, lanciamo una sfida: scommettiamo che riusciremo a riportarvi tutti allo Zaccheria?". Parole che, siamo sicuri, non resteranno senza risposta per molto tempo. Intanto nei forum delle tifoserie sono tanti i supporter rossoneri che polemizzano con la dirigenza. Due sono gli aspetti sui quali concentrano il proprio disappunto: la mancanza di una programmazione a lungo termine confermata dal pressoché totale smantellamento del vecchio organico (un cambiamento paventato anche per la prossima stagione, ndr) e l'elevato prezzo dei biglietti e degli abbonamenti, il principale motivo dell'ammutinamento.

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