Treno diretto Bari-Roma, Napoleone Cera: “Perché qualcuno a Foggia si sveglia solo adesso?”

La nota del consigliere regionale e presidente del gruppo ‘Popolari’ in Regione sulla richiesta di un treno diretto Bari-Roma senza fermate intermedie avanzata dal sindaco di Bari, Antonio Decaro

Napoleone Cera

Per Napoleone Cera, presidente del gruppo ‘Popolari’ in Regione, “la richiesta del sindaco di Bari non è poi così scandalosa”, perché “Decaro ha chiesto di venire incontro alle esigenze dei viaggiatori baresi che vogliono raggiungere Roma in tempi rapidi”.

Aggiunge il consigliere regionale: “Lo scandalo non è la richiesta, quanto la modalità della stessa che riporta a un municipalismo quattrocentesco, che camuffa una vitalità di facciata rispetto a temi più complessi e che non possono trovare soluzione con rivendicazioni di parte a difesa della propria territorialità”.

Quindi, prosegue l’esponente dell’Unione di Centro, “il tema più complesso riguarda i vergognosi tempi di percorrenza tra Bari e Roma (oltre 4 ore di viaggio) e l’overbooking degli aerei, con relativi costi proibitivi dei biglietti. In altri termini, il tema è quello più serio dei trasporti in Puglia e, se vogliamo, nel Mezzogiorno. Soprattutto sui collegamenti ferroviari paghiamo l’assenza di una forte rappresentanza nelle decisioni che riguardano la politica dei trasporti regionali e, più in generale, italiani”.

Spiega Napoleone Cera: “Dagli inizi degli anni Novanta si discute di una rete di collegamenti europei capace di trasportare persone e merci e di accorciare le distanze tra nord e sud, est e ovest dell’Europa. Nel 2013 l’Europa ha anche varato un regolamento relativo ai cosiddetti corridoi “core”, appartenenti al programma TEN-T (9 in tutto, 4 dei quali riguardano l’Italia) che comprendono un sistema integrato ferrovie, strade, porti, aeroporti e terminal modali. I corridoi “core” andavano a completare la rete di corridoi paneuropei, uno dei quali (l’ottavo) dovrebbe mettere in collegamento i porti di Bari e Brindisi con l’Albania, la Macedonia e la Bulgaria. Un progetto che ha ottenuto una sorta di estensione nel territorio italiano, attraverso l’accordo tra Ministero delle Infrastrutture, RFI, Regione Puglia e Regione Campania per collegare Bari a Napoli, chiudendo così il cerchio meridionale europeo, che prevede anche una parte navigabile da Palermo a Taranto, passando per Malta”.

Il consigliere regionale di San Marco in Lamis pone alcuni interrogativi: “Dalle nostre parti il progetto è più noto come “alta capacità”, l’opera infrastrutturale più grande mai realizzata nel sud Italia, che avrebbe dovuto essere pronta nel 2020, ma se andrà bene sarà terminata nel 2028. Ora se il tema del collegamento ferroviario è antico e molto articolato, perché qualcuno a Foggia si sveglia solo adesso? Non era opportuno difendere la priorità del collegamento ferroviario in tempi non sospetti, mentre si perdeva tempo nel sostenere l’inutile battaglia della pista del Gino Lisa? Che senso ha ora gridare allo scandalo, continuando a lamentarsi delle fughe in avanti di Decaro che cerca di portare acqua al proprio mulino?

Il presidente del gruppo Popolari conclude: “Forse dovremmo interrogarci sulle priorità per la Provincia di Foggia, posto che mesi fa avevo sostenuto l’incongruenza di alcune voci di finanziamento del Patto per il Sud che, specie nel campo dei trasporti, non aiutava a risolvere il problema dei collegamenti della Capitanata con altri territori e dei collegamenti all’interno del territorio della Capitanata, come il mancato completamento della Strada a scorrimento veloce del Gargano”

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