Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica

Più di 13 milioni di sì non bastano a fermare le trivelle, male la provincia di Foggia

Netta affermazione del sì, in Capitanata ha votato appena il 36,08% degli aventi diritto. Renzi alza i calici per brindare insieme agli 11mila lavoratori che rischiavano il licenziamento. Quorum in Basilicata e alle Tremiti

I risultati definitivi

Stravince il sì ma non basta. Il referendum del 17 aprile anti-trivelle proposto da nove regioni d’Italia si ferma al 32,15% degli elettori, lontano, anzi, lontanissimo, dal 50% più uno, raggiunto soltanto in Basilicata (50,19%). In Puglia si è recato alle urne il 41,65% degli aventi diritto al voto, con la provincia di Lecce che si è attestata al 47,55%.

In Italia circa l’86% ha espresso parere favorevole all’abrogazione della norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane fino all'esaurimento del giacimento, senza limiti di tempo (unico quesito ammesso dei sei presentati). Alle urne si sono recati più di 15 milioni elettori, con 13.334.764 italiani che hanno votato ‘si’, vale a dire l’85%84%. Degli italiani residenti all’Estero ha votato soltanto il 19,73%. Il dato definitivo è quindi del 31,18%.

La fotografia che viene fuori dalle 654 sezioni della Capitanata è tutt’altro che confortante. Domenica 17 aprile, dalle 7 alle 23, hanno votato 178.438 persone, vale a dire il 36,08% degli aventi diritto. Il 94,89% ha messo una croce sul “Sì’, 9050 cittadini hanno espresso parere contrario alla proposta referendaria. Foggia si è fermata al 41,21%, Manfredonia al 40,24%. Sopra il 40% Vieste, Troia, Serracapriola, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo. Male Carpino, malissimo Roseto Valfortore. Quorum raggiunto soltanto alle Isole Tremiti.

Per Matteo Renzi “i lavoratori hanno vinto, qualche consigliere regionale ha perso”. E ancora: “Brindiamo, alziamo i calici per questi lavoratori che non hanno perso il posto di lavoro”. Circa 11mila, secondo il presidente del Consiglio, le persone che avrebbero rischiato il licenziamento se si fosse raggiunto il quorum.

Il premier ha poi sottolineato la “voglia di conta da parte di qualcuno” e i “300 milioni di euro buttati” e incalzato: “Gli sconfitti hanno nomi e cognomi, tra cui qualche presidente che di Regione che ha cavalcato questo referendum per esigenze personale, particolari, politiche”. Queste, invece, le prime parole a caldo di Emiliano: “14 milioni di votanti. Sono gli stessi voti che il PD ha preso nel suo più grande risultato elettorale, le europee 2014”.

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