Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

Longo prende le distanze dal ‘Movimento per le Destre Unite’: “Non sono io"

Il consigliere comunale delle ‘Destre Unite’ precisa il suo ruolo all’interno del Consiglio comunale di Foggia: “In tali emergenze definirsi di maggioranza o di opposizione appare veramente superfluo”

Le voci circa la costituzione del ‘Movimento per le Destre Unite’ hanno spinto il consigliere comunale Bruno Longo a prendere le distanze dal nuovo soggetto politico “con ambizioni regionali e finora fecondo e presente sul territorio solo con comunicati stampa”.

Bruno Longo aggiunge: “Nella speranza che non si tratti di mera azione di disturbo e di confusione, a tal proposito si chiarisce, che il cartello elettorale ‘Destre Unite’, che per quanto ci riguarda non ha più ragioni di esistere, si riconosce, interamente, a parte chi dall’alto dello scranno assessorile si è definita “espressione di Forza Italia”, nel progetto della ricostituzione di una grande area culturale e politica di destra che manca in Italia dallo sciagurato scioglimento di Alleanza Nazionale, il cui cantiere è aperto da tempo”.

E precisa: “Sempre per chiarezza e per evitare, laddove vi fossero, sciocchi tentativi di generare confusione nella pubblica opinione, nei confronti dell’amministrazione Landella, io ed altri, ci porremo semplicemente nella posizione scelta dal Landella stesso: destinatari cioè di scelte assunte inaudita altera parte, che non potranno non essere valutate in Aula nell’esclusivo interesse della città”.

Il consigliere comunale delle ‘Destre Unite’ prosegue: “Passata la fase delle critiche e della caccia alle poltrone è giunta l’ora della concretezza: bisogna rimboccarsi le maniche ed affrontare i tanti problemi della città, come la soluzione della vertenza degli ex lavoratori della Foggia Servizi, Amica Gestione, Coop. Del verde, le criticità della vicenda  Amiu-Amica; l’emergenza abitativa; la moralizzazzione degli appalti e delle gare, soprattutto ai avori pubblici. E poi ancora la regolamentazione della sosta a pagamento; la valorizzazione del personale comunale, le detrazioni tributarie per i meno abbienti, la ricostruzione dei servizi sociali e l’effettivo risanamento dei conti pubblici. In tali emergenze definirsi di maggioranza o di opposizione appare veramente superfluo."

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