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Il luogo della tragedia

Il luogo della tragedia

Quelli che...quelli che non ci sono più

Il post della Lega di Salvini e i commenti della sinistra sulla tragedia della strada che ha provocato la morte di quattro nordafricani che lavoravano come braccianti agricoli in provincia di Foggia

Proposte e soluzioni? No. Messaggi di cordoglio o dispiacere? Men che meno, a quanto pare. Dalla Lega provinciale di Salvini non trapela che un solo commento sulla tragedia avvenuta ieri nel Foggiano, ed è affidato alla pagina Facebook ‘Lega Salvini Premier – Foggia e Provincia’. Il post non è bello, anzi. Qualifica invece un partito che non è nuovo a considerazioni quasi sempre infelici su immigrati e stranieri. Un partito che guadagna consensi da Nord a Sud giocando, su temi delicati, sporco e facile. Sulla pelle e il sentimento d’intolleranza verso l’altro, il diverso, di almeno un terzo degli italiani.

Ci sono quattro persone decedute e tre che lottano tra la vita e la morte. Eppure in questo drammatico contesto, in cui tornano in auge le condizioni di lavoro disumane, al limite della sopravvivenza e di nera disperazione, all’indomani della tragedia l’unica “perla di saggezza” che il movimento provinciale è stato capace di tirar fuori è questo post: “Ecco come viaggiano gli stranieri sulle nostre strade. E poi ci meravigliamo se ci sono incidenti in cui vengono coinvolti questi mezzi”, con tanto di foto di un furgone stracolmo di operai dell’oro rosso, quelli che per 2-3-4 euro all’ora resistono alle temperature aride e cocenti del Tavoliere, dalle prime ore del mattino al pomeriggio.

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Quelli che lavorano nei campi di proprietà di agricoltori foggiani, spesso al soldo del caporale. Quelli che ad attenderli al rientro dal lavoro non ci sono affetti, ville e “pacchie” di vario tipo, ma baracche di cartone o materiali di scarto. Quelli che nemmeno il tempo di rientrare, che già è tardi: domani sveglia presto che si va a lavorare. Quelli che meriterebbero rispetto e considerazione, silenzio e amore.

Quelli che la sinistra “dove sei”, in grado ad oggi solo di fare accoglienza a parole e comunicati stampa post mortem, inutili e tardivi. Quelli che Salvini al governo “la pacchia è finita” e sei responsabile a prescindere di qualsiasi cosa, anche di un incidente la cui dinamica non è chiara. Anche se tu non guidavi. Anche se sei morto. E pazienza se anche tu attendevi soluzioni dignitose di vita: la politica seria può aspettare, ora bisogna prendere like.

Quelli che erano lavoratori, mica delinquenti. Quelli che “chissà che puzza lì dentro” (e che profumo nelle tasche dei caporali). Quelli che…quelli che non ci sono più.

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