Lega contro Lega in Puglia. In 108 scrivono a Salvini (23 della provincia di Foggia): "Caro Matteo, intervieni subito"

Assessori, consiglieri comunali, candidati alle regionali 2020, ex dirigenti e segretari cittadini delle sei province pugliesi scrivono a Matteo Salvini

"Caro Matteo..." comincia così la lettera di 108 "leghisti pugliesi" al segretario nazionale della Lega Matteo Salvini. Di questi 23 sono della provincia di Foggia. Sono dirigenti, amministratori locali, ex segretari cittadini e finanche futuri candidati alle Regionali.

Lamentano la loro estromissione dalla vita politica interna del partito, l'interruzione del processo di costruzione "di una classe dirigente credibile, preparata ed autorevole", denunciano la sostituzione del gruppo dirigente con "gruppi dirigenti di altre esperienze politiche, logori e poco spendibili". Esprimono totale disaccordo rispetto alle modalità, alla tempistica e alla scelta di Nuccio Altieri candidato presidente, che "non avrà mai il consenso della coalizione e rischia solo di spaccarla" scrivono.

Questo ed altro nel testo della lettera, che si conclude con l'appello ad "intervenire nel modo più celere possibile per assumere, nell’esclusivo interesse del partito, ogni più opportuna iniziativa che restituisca compattezza e slancio alla sua azione politica".

Lettera a Matteo Salvini

"Da ormai un anno, l’intera originaria classe dirigente del partito sul territorio regionale, fatta di amministratori e militanti di “Noi con Salvini” prima e della Lega-Salvini Premier poi, è stata del tutto estromessa dalla vita politica interna, al punto che i massimi organi collegiali del partito risultano non rappresentativi della reale consistenza sul territorio.

Ma, ancor più di questo, duole constatare come si sia del tutto interrotta ogni attività finalizzata alla formazione interna, alla riflessione ed al coinvolgimento pubblico sui temi fondanti l’identità politica della Lega, in altre parole alla costruzione di una classe dirigente credibile, preparata ed autorevole. 

Parimenti, risultano raffreddati o irrimediabilmente perduti i rapporti precedentemente costruiti ed il coinvolgimento con realtà rappresentative dei corpi intermedi, dalle categorie produttive a quelle professionali, dalle famiglie alle confessioni religiose. Ciò che è accaduto in questi mesi è stato esclusivamente la sostituzione di fatto del gruppo dirigente con gruppi dirigenti di altre esperienze politiche, logori e poco spendibili.

In questo anno, abbiamo condiviso queste preoccupazioni e sollecitazioni in tutte le sedi interne, confidando in una inversione di tendenza che, però, al momento non è giunta. La mancanza di proficua presenza politica della Lega in Puglia, tuttavia, emerge con innegabile evidenza nella vicenda delle imminenti elezioni regionali. Dopo il grande successo ottenuto alle elezioni europee del 2019, la Lega era nelle condizioni politiche di determinare un successo storico del centrodestra in Puglia anche rivendicando un proprio candidato Presidente. Avremmo potuto “costruire” una candidatura a oresidente alla quale non solo gli alleati non avrebbero potuto opporre alcunché ma, soprattutto, che avesse possibilità concrete di vittoria.

Tutto questo, però, non è stato fatto e, solo in questi giorni, quelli in cui cioè si sarebbero svolte le elezioni regionali se non vi fosse stata l’emergenza Covid-19, è stato indicato un candidato presidente della Lega. Indicazione assolutamente priva del necessario riconoscimento sia all’interno dello stesso partito, che all’esterno perchè, come globalmente riconosciuto, priva di consenso e radicamento territoriale. Insomma, l’impressione data all’esterno (stampa, social, alleati, elettori) è quella della indicazione di un nome purchessia che, però, anche per i modi e i tempi con cui è stato indicato, non avrà mai il consenso della coalizione e rischia solo di spaccarla.

La Lega in Puglia annovera persone capaci, radicate ed in grado di intercettare consenso anche ulteriori rispetto a quello proprio; così come nella società civile sono presenti accademici, imprenditori, figure di rilievo con sensibilità vicina a quella della Lega. A queste possibilità bisognava guardare, per tempo e costruendo un percorso virtuoso; questo, però non è stato fatto e le ultime iniziative rischiano di avere il solo di fine di favorire Emiliano e la sinistra.

Per questo, ti chiediamo di intervenire nel modo più celere possibile per assumere, nell’esclusivo interesse del partito, ogni più opportuna iniziativa che restituisca compattezza e slancio alla sua azione politica, a cominciare da scelte urgenti che restituiscano ai pugliesi il buon governo del centrodestra dopo 15 anni di sinistra".

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I 23 firmatari della provincia di Foggia

Vincenzo Riontino vicesindaco Zapponeta, Andrea Agnelli assessore e consigliere provinciale Carapelle, Leonardo Taronna consigliere comunale Manfredonia, Isabella Mastropasqua assessore comunale Zapponeta, Nicola La Macchia consigliere comunale Zapponeta, Matteo Capocchiano consigliere comunale Zapponeta, Lino Albanese dirigente cittadino San Severo, Umberto Cifaldi ex vicesegretario cittadino Lucera, Carmela Tenore ex vicesegretaria cittadina Carapelle, Salvatore Cerasuolo ex segretario cittadino Zapponeta, Enzo Smacchia ex segretario cittadino e responsabile provinciale della Lega agricoltura Bovino, Antonio Lombardi ex dirigente cittadino Foggia, Massimo Russo ex dirigente cittadino Foggia,  Pierpaolo Magistro ex dirigente cittadino Foggia, Riccardo Ricciardi ex dirigente cittadino Foggia, Roberta Apicella ex dirigente cittadino Foggia, Michele Impagliatelli ex dirigente cittadino San Giovanni Rotondo, Filippo Cascavilla ex dirigente cittadino San Giovanni Rotondo, Giuseppe Custode ex dirigente cittadino Orta Nova, Umberto Massafra ex dirigente cittadino Cerignola, Antonio Tartaglia ex dirigente cittadino Torremaggiore, Vincenzo Cicculli ex dirigente cittadino Lesina, Antonio Cicculli ex dirigente cittadino Lesina

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