La Lega perde pezzi, il dirigente garganico Berardi se ne va: "Non porterò più acqua ai foggiani". Cusmai: "Dichiari le vere ragioni"

J'accuse dell'ex segretario cittadino del partito di Salvini di San Nicandro: "Alla politica delle simpatie io dico no". Era stato il primo a fare le spese della crisi amministrativa nel suo comune e aveva rassegnato le dimissioni ad aprile

Antonio Berardi con l'europarlamentare Massimo Casanova

La Lega continua a perdere pezzi e i problemi sembrano non finire mai. Dopo quattro anni di militanza, sbatte la porta e se ne va un segretario cittadino e dirigente provinciale, Antonio Berardi, ex assessore al Comune di San Nicandro Garganico che a fine aprile aveva rassegnato le dimissioni. Le ragioni sembrano ricalcare per sommi capi le rimostranze dei caroppiani che disconoscono l'esecutivo regionale.

"La motivazione che mi spinge a tale azione è dettata dall'assenza fisica, morale e programmatica dei vertici provinciali e regionali sul territorio garganico", ha detto Antonio Berardi nel suo j'accuse. "Il raccogliere voti sul nostro territorio solo nelle competizioni elettorali e poi sparire lasciando a noi le problematiche reali non fa parte della mia politica e del mio modo di concepire le responsabilità e gli impegni presi con i nostri elettori. Sul territorio ci siamo noi e non possiamo permetterci il lusso di deludere". Nonostante il suo ruolo nel direttivo provinciale, lamenta di non essere mai stato coinvolto nella designazione dei candidati, tantomeno per la competizione alle porte: "Alla politica delle simpatie io dico no. Per questo motivo scelgo di rappresentare sempre il mio territorio senza essere più 'porta acqua' dei foggiani".

Nulla contro Matteo Salvini, resta nel centrodestra: "Lavoreremo con programmi e progetti con chi avrà voglia di sviluppare la nostra San Nicandro Garganico". Rivendica di aver creato dal nulla la più corposa sezione provinciale ma di essere stato comunque relegato nell'anonimato e messo nel dimenticatoio. "A chi ha ancora voglia di sottostare a certe politiche io faccio i migliori auguri per un futuro prospero - ha concluso Berardi - ma senza il nostro apporto e valore aggiunto".

Pronta la replica del segretario provinciale della Lega Daniele Cusmai che si dice stupito, profondamente deluso, dispiaciuto ma che rigetta le motivazioni delle dimissioni, infarcite a suo dire di "un vittimismo esagerato e di una ingenerosità che la Lega di Salvini non merita". Ricorda a Berardi che il partito e la segreteria "hanno sempre, e dico sempre, sostenuto la sua azione e la sua battaglia politica ed amministrativa, le cui tristi evoluzioni di certo non sono responsabilità della Lega. Né si può minimamente provare ad attribuirle a questa segreteria senza macchiarsi di una enorme disonestà politica ed intellettuale. Il comportamento della Lega è sempre stato improntato al massimo supporto del già segretario cittadino, di cui si è fatta sistematicamente portavoce ai vari livelli, per rigettare un modus operandi politico che andava maturando nell’amministrazione di San Nicandro e nel quale non ci siamo mai riconosciuti".

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Gli augura buona fortuna per il suo percorso politico, con un chiaro riferimento alle prossime elezioni regionali: "Berardi farebbe cosa onesta e degna della sua storia politica, oltre che giusta nei confronti del partito nel quale ha militato sino ad oggi, se dichiarasse con sincerità intellettuale le vere ragioni della fine della sua militanza sotto il simbolo di Salvini, che giungono puntualmente alla vigilia di un momento elettorale decisivo ed importante per la nostra Regione, ed eviti un vittimismo strumentale teso a buttare fango e colpe su una classe politica che lo ha accolto a braccia aperte e sempre coadiuvato".

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