"Sui social invocano la mia impiccagione". Landella teme pericolosi tumulti. "Non alimentiamo frange estremiste"

Altolà del sindaco di Foggia che richiama alla responsabilità le forze politiche d'opposizione affinché non avvelenino oltre il clima d'odio che si è instaurato dopo la conferenza stampa con Salvini al Comune

Il sindaco di Foggia Franco Landella

"Non ho avuto alcun messaggio di solidarietà quando qualcuno ha detto sui social che mi devono impiccare in pubblica piazza, che mi devono far fuori. Non vorrei che si innescasse un brutto periodo ed un conflitto che, da democratico e rispettoso, nelle piazze e nelle strade si possa trasformare in tumulti".

Il sindaco di Foggia Franco Landella nell'aula consiliare, durante la trattazione dell'ordine del giorno relativo alla surroga del vicepresidente del Consiglio comunale dimissionario Giuseppe Fatigato, richiama alla responsabilità le forze politiche affinché non alimentino il clima d'odio che si è instaurato dopo la conferenza stampa con Matteo Salvini a Palazzo di Città. E legge i sintomi di una deriva della politica già nell'assenza di condanna delle degenerazioni. Per indicare i pericoli di "focolai che mettono a repentaglio la democrazia" ricorre addirittura alle "pagine buie della Repubblica" e ai "tempi delle Brigate Rosse", agli attentati, alle armi e alle uccisioni: "Dobbiamo tutti assumerci la responsabilità di non alimentare frange estremiste. Ben vengano la protesta e le contrapposizioni legittime e democratiche, l'importante è che si rimanga nell'alveo del rispetto". La protesta, ai suoi occhi, sta già sconfinando. "Chi vuole sovvertire l'esito elettorale, il principio democratico delle elezioni comunali, si assume una grave responsabilità politica". Si rivolge forse più propriamente ai "sobillatori" con un altolà: "Si rischia di superare il limite".

Considera "strumentali" le dimissioni di Fatigato, che ha rimesso l'incarico di vice presidente in quanto non ha condiviso l'utilizzo dell'aula consiliare per i fini che hanno scatenato il putiferio, non era stato informato della presenza di Matteo Salvini e non ha gradito "le frasi che hanno ferito tanti cittadini". Oggi Franco Landella reputa che la vicenda sia stata "ingigantita" e non comprende "le ragioni e le motivazioni delle ostilità politiche". Pensa, piuttosto, che il passaggio ad un altro partito "sia una dinamica normale, lo scandalo è quando uno passa da un’area politica all’altra". Ripete i concetti già espressi sull'aula consiliare "agorà della politica, dove ci si incontra, si fanno eventi, manifestazioni" e dall'album dei ricordi tira fuori una vecchia conferenza stampa all'indomani della sua prima elezione con Augusto Marasco e il Pd nell'aula consiliare. Intende chiarire una volta per tutte la sua posizione: "Ho chiesto scusa per le mie affermazioni che non sono state comprese, o meglio, qualcuno le ha strumentalizzate ma era ovvio nel gergo e nella dialettica politica usare certi termini. Sul campanile di questa città non c’era la bandiera di Forza Italia e non c’è neanche quella della Lega, era una metafora per significare che oggi vi è un'amministrazione a trazione Lega".

Fatigato si è limitato a rispondere che "il cambio di casacca non gli interessa, perché ognuno è libero di scegliere", sono piuttosto le "modalità" che non gli sono piaciute. "Spero che per il futuro non ci saranno più comizi all'interno dell'aula", e a tal proposito ha rinnovato l'invito a portare in Commissione il regolamento per l'utilizzo della sala.

L'opposizione, che ha fatto sapere per bocca di Pippo Cavaliere di aver "condiviso e apprezzato" l'atteggiamento e il gesto del capogruppo Cinquestelle, ha provato a farlo recedere dal suo proposito: "La scelta più logica era la sua riconferma". Ma non c'è stato verso, e ha dovuto indicare un altro nome, perché da regolamento la vice presidenza spetta alla minoranza. È stata colta di sorpresa dalla richiesta di inversione dell'accapo formulata dal sindaco Franco Landella che l'ha subito punzecchiata: "Sono impreparati". E per non "rimanere imballati" sono stati momentaneamente sospesi i lavori. I microfoni aperti tradiscono l'opposizione effettivamente in difficoltà. Alla ripresa dei lavori hanno proposto Giulio Scapato, eletto con 27 voti a favore. Voleva astenersi il sindaco Landella "perché spetta alla minoranza, ma vista la proposta autorevole di un consigliere comunale che ha tutta la mia stima cambio la modalità e sono favorevole". L'avvocato ringrazia per la fiducia accordata: "Probabilmente il consigliere Scapato - dirà - è un consigliere che unisce".

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