Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica San Severo

Operazione Corte d'Appello "complicata". Il ministro spiazza la Capitanata "emergenza nazionale". La replica: "Non ci arrenderemo"

Il sindaco di San Severo: "Dobbiamo continuare a chiedere aiuto ed attenzione allo Stato che, per sollevarci dal pantano in cui siamo sprofondati per l’incuria che va avanti da decenni, deve essere disposto a compiere attività complicate”

"Non è per nulla facile ma non dobbiamo arrenderci". Queste parole del sindaco di San Severo, Francesco Miglio, al termine della prolusione della Ministra Marta Cartabia, ospite di UniFg, che ritiene "complicata" la proposta di istituire una sede distaccata di Corte d’Appello in provincia di Foggia.

"L’ha ritenuta 'complicata' - spiega Miglio, tra i promotori della proposta - perché richiede una revisione complessiva della geografia giudiziaria. Nulla di più di quanto non sapessimo già. Ma anche la situazione in Capitanata è 'complicata', e per tentare di risolverla non sono sufficienti operazioni semplici ma occorre mettere in campo attività complesse, straordinarie".

"Altrimenti si continua a sottovalutare la situazione, si seguita ad avere un approccio meramente 'burocratico' e ad essere lontani dalla soluzione. Noi dobbiamo, come territorio, continuare a chiedere aiuto ed attenzione allo Stato, che, per sollevarci dal pantano in cui siamo sprofondati per l’incuria che va avanti da decenni, deve essere disposto a compiere attività complicate”.

"Questo domattina chiederemo io e il sindaco di Lucera al Ministero della Giustizia al Capo di Gabinetto del Ministro che ci ha convocati per un incontro. Non è per nulla facile ma non dobbiamo arrenderci", conclude.

Sulle dichiarazioni rilasciate dal ministro è intervenuto anche il senatore Marco Pellegrini, capogruppo per il M5s in commissione Antimafia e coordinatore del XV Comitato di indagine sulle mafie pugliesi. “L'istituzione a Foggia delle sezioni distaccate della Corte d’Appello di Bari, della Dda e del tribunale per i minorenni è assolutamente indispensabile in questo territorio per contrastare ancor meglio l'offensiva delle pericolose mafie foggiane. Comprendo la ministra Cartabia quando ravvede la complessità della sua realizzazione ma non è detto che bisogna fare solo le cose semplici. La ministra, che ringrazio per la sua presenza in città, è il segnale della presenza dello Stato, ma la situazione è e rimane grave, ed è ormai evidente a tutti, a livello nazionale ed europeo. A tal proposito, il Procuratore Nazionale Antimafia, dott. Cafiero De Raho, ha parlato di Foggia come emergenza nazionale in merito alla presenza delle mafie. Non sono parole dette a caso. Se, quindi, Foggia è una emergenza nazionale, occorre adottare per questo territorio soluzioni straordinarie ed emergenziali, come si è fatto poco più di un anno fa per l'istituzione della Dia, grazie all'impegno incessante del M5S Le sezioni distaccate della Corte d’Appello e della Dda consentirebbero di rispondere molto meglio alla domanda di giustizia di questa provincia, in grande sofferenza, e, soprattutto, consentirebbero agli inquirenti di lavorare al meglio delle loro possibilità e della loro grande professionalità per contrastare la cosiddetta quarta mafia. Tali conclusioni trovano concordi anche altre forze politiche, sia in commissione Antimafia e sia in commissione Giustizia Senato, nella quale è stato recentemente incardinato il mio disegno di legge (AS 758) per l'istituzione delle sezioni distaccate di che trattasi, disegno di legge che avevo depositato ad agosto del 2018. In questo lasso di tempo ho lavorato incessantemente proprio per cercare il più ampio consenso parlamentare a questa iniziativa che, ribadisco, è parlamentare e non governativa. E spero che la ministra voglia prendere atto della volontà che si sta costituendo in parlamento. Continuerò a battermi con tutte le mie forze, insieme ai colleghi del M5S e a chiunque vorrà unirsi a noi, affinché Foggia non sia più terra di confine ma il fronte più avanzato nel contrasto alle mafie. E oggi quelle ritenute più pericolose sono, purtroppo, a Foggia e nella sua provincia”.

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