Clemente sì, Clemente no. Scalfarotto: “Obiettivo è prendere più voti possibile"

Intervista a Ivan Scalfarotto, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei Ministri, sulla scelta del PD cittadino di non candidare alle prossime elezioni regionali, Sergio Clemente

Nella foto Ivan Scalfarotto

A Foggia Today Ivan Scalfarotto esprime il suo parere sulla scelta della direzione del PD di Foggia di escludere Sergio Clemente dalla lista dei candidati consiglieri regionali. Il sottosegretario del governo Renzi ed esponente del PD non ne fa una questione di nomi, ma ritiene che l’obiettivo del partito sia quello di prendere più voti possibili e rappresentare l’architrave della vittoria di Michele Emiliano. Ma con Clemente oppure no? “A occhio mi viene da pensare che più profili forti avrà la lista maggiori saranno le possibilità di successo” sottolinea il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio

Scalfarotto, eccoci qua. Da Foggia due esponenti candidati per le Regionali, bocciata la proposta a tre con Clemente. A prescindere dai nomi, che ne pensa?

Rispetto le decisioni del partito e i processi – lunghi - che servono a formare le liste, ma pongo, e spero sia all’attenzione di tutto il Partito Democratico, di come fare ad assicurare il miglior risultato, a prescindere dai nomi.

Quindi cosa la preoccupa?

La mia unica preoccupazione-raccomandazione è che si contribuisca a una vittoria rotonda di Michele Emiliano come presidente della Regione e che in questa vittoria il PD sia l’architrave, per una serie di motivi.

Quali?

Perché siamo il partito che a livello nazionale rappresenta il 40% degli italiani, perché esprimiamo il presidente del Consiglio dei ministri e la maggior parte di essi, perché rappresentiamo un partito che è impegnato in uno sforzo di rinnovamento profondo che i cittadini stanno apprezzando. E anche gli abitanti della Capitanata hanno diritto a farne parte

Quindi, rispetto alla decisione del PD foggiano?

Esprimo la massima fiducia nelle decisioni deli organi del partito che acquisiscono il merito dei risultati e le responsabilità.

Mi sembra di capire, meglio tre che due

A occhio mi viene da pensare che più profili forti avrà la lista maggiori saranno le possibilità di successo.

C’è chi dice che lei tenga molto a Clemente, ragion per cui si batterà per far in modo che l’attuale consigliere regionali trovi un posto in lista?

Francamente ho una visione della politica molto diversa. La logica delle cordate non mi appartiene perché lavoro con grande orgoglio per questo partito e per il successo.

Quindi l’unica preoccupazione sua è la vittoria del PD e di Emiliano

Di Emiliano e all’interno la vittoria del Partito Democratico. Mi immagino di vedere la proporzione che ci vede dieci volte superiori a Sel anche in Puglia e in Capitanata.

Detto questo, con Clemente si è sentito?

Io mi sento con tutti, anche se a Foggia sembra che sentirsi sia un peccato di cui doversi emendare. Ho parlato con tutti, ho parlato anche con Bordo e Mongiello, perché lavoriamo – come dice qualcuno – per la medesima ditta.

Resta la massima fiducia nell’operato dei dirigenti, ma…?

Ma ho il dovere e la responsabilità di richiamarli, di consigliarli nel corso di queste decisioni affinché vadano in direzione del miglior successo del partito

Quindi tre candidati consiglieri di Foggia sono meglio che due?

Per far scattare più seggi, la lista nel suo complesso deve prendere quanti più voti possibile. E se uno prende molti voti da solo può essere anche non eletto

Per concludere, bisogna candidare anche Clemente?

Non ne faccio una questione di persone, ma dico soltanto che l’obiettivo dei dirigenti del PD non può che essere quello di far prendere quanti più voti possibili al partito

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