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Di Gioia a passo felpato: civici soli e senza PD, la strategia per ricostruire i rapporti col passato

"Soli o in coalizione?": è questo l'interrogativo emerso ieri dalla riunione dei civici in vista delle elezioni provinciali. Centrodestra temporeggia e rinvia a lunedì. Pd senza risposte (ancora) dall'assessore regionale

Con quasi la metà dei comuni foggiani presidiati da amministratori civici, ci sarebbero le forze per una proposta autonoma. E la maggioranza dei presenti ieri in via Gramsci caldeggerebbe questa strada. Di contro, c’è chi comunque opta per l’allargamento della interlocuzione alle forze di coalizione, nel caso di specie al Partito Democratico. Lo dichiara a Foggiatoday lo stesso Leonardo Di Gioia: “C’è molto entusiasmo all’idea di andare da soli. Io, invece, sto cercando di tenere una  posizione che esplori anche l’ipotesi di un allargamento della coalizione in virtù del fatto che la Provincia non è un ente che va governato con la guerra, pertanto andrebbe fatta un’operazione più di condivisione”.

E’ questo l’esito del ‘summit’ dei civici riunitosi ieri presso la sede di via Gramsci per iniziare ad intavolare una discussione sul candidato alle imminenti elezioni a presidente della Provincia di Foggia.Tanti amministratori si racconta, anche i grandi centri come San Severo, Cerignola, Lucera. E comuni medi (oltre ai piccoli). Il tempo è ormai ridottissimo. Il 10 ottobre bisogna depositare le candidature e prima vanno raccolte le firme. “Nessun nome, ci siamo dati 48 ore di tempo per assumere la decisione sull’opzione da percorrere; da lì scaturirà il sindaco che meglio incarnerà la proposta scelta” continua l’assessore regionale all’Agricoltura e leader del civismo foggiano.Si rivedranno venerdì. Ed in quella data sarà assunta una decisione.

Insomma, se il suo omologo in Regione e esponente del Pd, Raffaele Piemontese, attendeva risposte (“Stanno con noi o no in questa partita?” tuonava giovedì scorso nella sede della Federazione dem), queste sono arrivate a metà. C’è una possibilità che si intavoli un ragionamento di coalizione. Null’altro. Questo almeno stando a quanto vien fuori ufficialmente dall’incontro di ieri. Questo pomeriggio tornerà a riunirsi il Pd. E le scuole di pensiero che filtrano sono due: forzare la mano, costringendo Di Gioia a seguirli; temporeggiare per vedere “fino a che punto”. La prima coraggiosa, la seconda più mortificante. Si vedrà.

D’altronde Piemontese sarebbe già stato chiaro sul profilo che il Pd appoggerebbe in tandem con i civici: “di area, non personaggi che vanno bene per tutte le stagioni e che un po’ stanno a destra, un po’ a sinistra”. Un veto che colpisce anzitutto quelle proposte ibride sulle quali sta ragionando il centrodestra proprio per sedurre i civici, tirandoli a sé: Nicola Gatta, ad esempio, sindaco di Candela, vicino tanto al centrodestra quanto a Leo Di Gioia. Bocciato invece da Fi & co. Lino Monteleone, sindaco di Torremaggiore; veto che ha portato ieri i Popolari di Cassano ad abbandonare il tavolo del centrodestra e a trasferirsi armi e bagagli alla riunione civica: una rottura che era nell’aria dopo il passaggio di Cassano con Emiliano (Stea assessore) ed il ragionamento che pare ormai aperto in quel di Bari con Decaro per le amministrative 2019. Monteleone era da Leo Di Gioia.

Una proposta possibile? In un’ottica di corsa solitaria sicuramente. “Abbiamo allargato alle ulteriori civiche che non stanno nell’alveo del governo regionale ma che ormai sono avvicinamento” conferma Di Gioia a Foggiatoday. Così come in quest’ottica “solitaria” andrebbe bene Franco Metta, sindaco di Cerignola, sul cui nome, non da oggi, si costruiscono film possibili: lo avrebbe fatto Landella una ventina di giorni fa; lo avrebbero fatto alcuni civici ieri in via Gramsci, stando a quanto trapela. Difficile che il Pd possa convergere se questa fosse la proposta. E’ esattamente il profilo depennato da Piemontese. Difficile anche che possa sostenerlo il centrodestra, con buona parte di Fi, Lega e Fdi contro. Potrebbe dunque essere una proposta civica sulla quale sfidare gli altri ad “accodarsi”, ma l'esuberante autonomia dell’avvocato penalista non convince e le quotazioni restano basse. Poi, si sa, in politica tutto è possibile. E Di Gioia all'imprevedibilità strategica ha abituato (c'è chi si spinge a parlare di un accordo già fatto col sindaco di Cerignola).

E mentre il centrodestra stringe sul subappennino (c’è anche la proposta Sarcone, sindaco di Ascoli) e temporeggia, rinviando ogni decisione a lunedì prossimo (mossa che secondo qualcuno servirebbe proprio ad “attendere” i civici e provare così a sfondare il blocco col centrosinistra), c’è chi nella proposta solitaria del civismo altro non legge che la strategia per aprire implicitamente a quel centrodestra a cui ormai Di Gioia guarderebbe ma che non può abbracciare apertamente, costretto a muoversi sul filo di lana e con passo felpato. Mosse che il Pd guarda con attenzione e sospetto. E rispetto alle quali oggi farà il punto.

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