Caso Gender, gli organizzatori respingono le accuse: “Piena apertura agli omosessuali”

Il circolo foggiano 'Le Manif Pour Tour Italia' respinge le accuse avanzata da Lia Azzarone e dall'ex consigliere comunale, Leonardo De Santis

Il convegno

Continua a far parlare a distanza di giorni, il convegno ‘La buona scuola: come difendersi dal Gender?” svoltosi il 5 febbraio scorso presso la ‘Sala San Francesco’ della Chiesa di Gesù e Maria, a Foggia. L’associazione organizzatrice dell’evento, all’indomani dello sdegno manifestato da Lia Azzarone e Leonardo De Santis, prova a smentire le “sconcertanti” dichiarazioni dell’esponente del PD e dell’ex consigliere comunale: quelle di una “manifestazione volgarmente razzista” e di “propaganda omofobica durante la messa”.

Il circolo foggiano ‘Le Manif Pour Tour Italia’ precisa: “Accogliamo mestamente queste accuse, lasciando che siano le persone che sono state realmente presenti al convegno, e la registrazione dell’evento già disponibile su Youtube, a parlare per noi. Chi ha avuto modo di ascoltare direttamente il convegno potrà riferire se quelle che ha ascoltato, siano state “parole di odio” o “idee malsane che alimentano il conflitto sociale”. Ci sembra invece di aver sottolineato la piena apertura e accoglienza alle persone omosessuali, peraltro presenti anche nello staff di alcuni circoli territoriali de La Manif Pour Tous, con ruoli importanti”.

Il circolo territoriale aggiunge: “Purtroppo, chi ha fatto certe dichiarazioni, ha dirottato l’attenzione da quello che era il vero argomento della conferenza: l’educazione all’ideologia Gender nelle scuole italiane. Sebbene La Manif Pour Tous sia un’associazione apolitica e aconfessionale ci preme ricordare le recenti parole di Papa Francesco da Radio Vaticana: “Nel volo di rientro da Manila il Papa, come aveva già fatto nell’incontro con le famiglie filippine, è tornato a denunciare la “colonizzazione ideologica” del gender che attraverso le scuole tenta di “ridefinire l’istituzione del matrimonio” e “distruggere la famiglia”. Francesco ha paragonato tale ideologia alle dittature totalitarie del secolo scorso ricordando come anche al Sinodo sia stato denunciato il tentativo  di condizionare lo sviluppo dei Paesi poveri all’introduzione del gender”.

E prosegue: “Riguardo De Santis invece, secondo il quale non facciamo “mistero di voler disattendere orientamenti educativi e pedagogici non discriminatori voluti dallo Stato e dalle agenzie pubbliche”, non possiamo che citare il sottosegretario di Stato del MIUR Gabriele Toccafondi che, in una lettera inviataci in occasione della conferenza, afferma: “La lotta a ogni discriminazione è doverosa e va combattuta nelle scuole insieme ai ragazzi e ai loro genitori, ma nessuno può utilizzare la lotta alla discriminazione per parlare di altro. […] Su questi temi – educazione alla sessualità e all’identità – il compito primario spetta alla famiglia, e non può essere nessun altro istituto educativo, neppure la scuola, a imporre una sua visione, a maggior ragione se orientata in senso ideologico e unilaterale, come fanno i famosi libretti dell’UNAR”.

Il circolo foggiano ‘Le Manif Pour Tour Italia’ ha espresso solidarietà all’assessore comunale all’Istruzione, Carla Calabrese “che coraggiosamente si è esposta a queste prevedibili, ma non inevitabili, critiche” augurandosi “che in futuro ci si informi prima di esporsi a pubbliche dichiarazioni che rischiano solo di creare confusione e fraintendimenti su temi così delicati come l’e­­­ducazione nelle scuole e l’ideologia Gender”.

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