"Mai stati tifosi della transazione Raco". Il Comune di Foggia si difende in aula. "Non accettiamo lezioni da nessuno"

Il Consiglio comunale ha scelto di non aderire alla conciliazione. Ma non è ancora finita: preoccupa la relazione del Ctu che ha dichiarato illegittima la risoluzione contrattuale per i lavori del Giordano

Il Consiglio comunale del 4 settembre

Il Comune di Foggia rifiuterà la proposta conciliativa che prevede la liquidazione di 1,7 milioni di euro in favore della Raco, la ditta che si è occupata dei lavori del Teatro Giordano. Il Consiglio comunale si è pronunciato approvando con 18 voti a favore e due astenuti (M5S) la delibera stilata in virtù del parere legale dell'avvocato Antonio Puzio, funzionario del Servizio Avvocatura del Comune di Foggia, che ribalta l'orientamento sulla transazione certificando che una serie di atti testimoniano come i lavori siano finiti in ritardo.

"Nel giro di poco tempo sapremo come andrà a finire, mi auguro che sia il meno dannoso possibile per l'amministrazione. Però una cosa è certa: oggi, qualora le cose dovessero andare male, sappiamo benissimo a chi rivolgerci". Più che una relazione, quella dell'assessore al Contenzioso Sergio Cangelli è stata un'arringa, di matrice politica oltre che tecnica. "In cinque anni ho assistito a delle forme di 'depistaggio'". Le elenca a partire dal "collaudo non collaudo" dell'ingegner Apollo, poi la "famosa questione della delibera di giunta non adottata: si è voluto far credere che la mancata adozione di quella delibera abbia comportato un aumento del danno", ma "nei pareri tecnici resi a latere di questa delibera si è stabilito che non era assolutamente la giunta a dover adottare quel tipo di deliberazione, ma andava fatta direttamente dal dirigente con determina". E, ancora, costruzioni giuridiche fantasiose.  

"Nella mia ormai ultraquinquennale esperienza di assessore al Contenzioso mi hanno destato preoccupazione soprattutto due giudizi ed esaminandoli ho visto che hanno la medesima genesi e sono entrambi la esemplificazione della sciatteria amministrativa con cui sono stati condotti determinati servizi pubblici, e mi riferisco al contenzioso per il fallimento Amica e al contenzioso per i lavori del Teatro. In entrambi i casi la passata amministrazione ha cercato di eliminare un problema creandone uno ancora più grande", ha detto in premessa. "Chi ha risolto questo contratto con la Raco mentre i lavori erano in corso? È stata l'amministrazione con una scelta politica, come politica è stata la scelta di far fallire l'Amica. Quindi oggi non accettiamo lezioni da nessuno, né di giurisprudenza né di amministrazione".

Replicherà, nel merito, il consigliere comunale di opposizione Pippo Cavaliere, che ha vissuto la vicenda in prima persona: "Tutto si può dire in una risoluzione contrattuale tranne che sia una scelta politica". Peraltro, all'epoca è intervenuta l'Anac, ricorda, che l'ha sollecitata, "altro che scelta politica". Ha esordito controbattendo che l'assessore "avrebbe dovuto precisare che gli atti amministrativi di cui ha parlato sono stati adottati da questa amministrazione". Ma non intende usare questi argomenti: "Io non faccio una distinzione tra centrodestra e centrosinistra. Ho ricoperto una carica assessorile per circa un anno e mezzo proprio nel periodo del Teatro Giordano, sono arrivato qui ad aprile 2012, quando il sindaco mi ha pregato di verificare ciò che era successo. E la prima cosa che ho chiesto ai funzionari e agli ingegneri è stata: in questi tre anni che avete fatto? Bocche cucite, nessuno mi ha risposto".

Nelle sue conclusioni il sindaco Franco Landella, oltre a difendere l'operato della sua amministrazione, ha dato atto al'ingegner Pippo Cavaliere di aver fatto il tecnico appena arrivato, prima ancora che l'assessore e di aver denunciato le anomalie dei lavori. "Qualcuno in maniera maldestra ha fatto passare un messaggio inopportuno e offensivo, come se noi fossimo i tifosi della transazione".

"Ci auguriamo – ha puntualizzato a margine il sindaco Landella – che in giudizio ci possa essere una sentenza favorevole e di chiudere del tutto una questione che si trascina da troppo tempo, anche se la relazione del consulente tecnico d'ufficio, Carlo Paoletti, ha dichiarato illegittima la risoluzione contrattuale effettuata dalla precedente Amministrazione, circostanza che ci preoccupa notevolmente”. 

In una nota congiunta, i consiglieri comunali di centrosinistra diranno che le verità emerse sul Teatro Giordano "sconfessano il tentativo, perseguito dalla maggioranza di centrodestra da circa 5 anni, di accreditare all'impresa esecutrice un indebito ed illegittimo riconoscimento milionario". Resta un rammarico: "Alla verità si sarebbe potuto pervenire anni fa, se solo l’amministrazione Landella avesse dato ascolto alle nostre reiterate contestazioni su come veniva gestita la vicenda".
 

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