"La transazione Raco non conviene". Il Comune di Foggia pronto a rifiutare. Il ritardo dei lavori del Teatro è "conclamato"

Il parere legale dell'avvocato Antonio Puzio, funzionario del Servizio Avvocatura, ribalta l'orientamento sulla proposta conciliativa. Si ritengono corrette le conclusioni dell'ingegnere Aldo Pio Apollo nel primo collaudo

La proposta conciliativa tra Raco s.r.l. e il Comune di Foggia non conviene. Il parere legale dell'avvocato Antonio Puzio, funzionario del Servizio Avvocatura del Comune di Foggia, ribalta l'orientamento sulla transazione relativa ai lavori di ristrutturazione e completamento del Teatro Giordano. "La ritardata ultimazione dei lavori è conclamata da una serie di atti", si legge nel parere.

Riavvolgendo il nastro, il contenzioso è partito sei anni fa: nel 2013 il Comune ha disposto la risoluzione contrattuale per "grave inadempimento", la Raco presentò ricorso e un anno dopo l'ha citato in giudizio. La proposta conciliativa ha fatto avanti e indietro in Consiglio comunale.

Ora cambia tutto: il legale dell'Ente certifica che "per quanto riguarda l'ultimazione dei lavori sono corrette le conclusioni a cui perviene l'ingegnere Aldo Pio Apollo", tecnico di parte del Comune, nel suo atto di collaudo, "con cui attesta che i lavori sono stati completati con ben due anni di ritardo per cui va applicata la penale per la ritardata ultimazione". È il primo collaudo, perché ce ne sono due. "L'ingegner Rocco attesta invece che i lavori sono stati completati entro il termine contrattuale e cioè il 12 giugno 2009". Il secondo è diventato esecutivo perché non è stato formalmente respinto, motivo per cui l'impresa ha potuto vantare un credito di 2,5 milioni di euro, quando rispetto al primo certificato, causa inadempienze, l'impresa sarebbe risultata debitrice nei confronti del Comune.

In 14 punti l'avvocato Puzio elenca note, verbali, atti e documenti da cui si evince la ritardata esecuzione dei lavori. "Di tutto ciò nella relazione di collaudo dell'ing. Rocco non si fa menzione - insiste - si dichiarava invece che i lavori sono stati completati nei tempi contrattuali e che gli stessi sono stati eseguiti regolarmente". Le incongruenze - sottolinea il legale - sono state puntualmente evidenziate nella relazione del dirigente ai Lavori Pubblici (all'epoca Potito Belgioioso) allegata a una proposta di deliberazione del 2015, la numero 43 (mai adottata). 

Il parere legale è agli atti dal 27 agosto e ieri è stata trasmessa ai consiglieri la nuova proposta di deliberazione del Consiglio comunale. Spetta alla massima assise, infatti, decidere se aderire o meno alla conciliazione così come proposta dal giudice della Sezione II del Tribunale di Foggia, Francesca Siciliani, ovvero la liquidazione alla ditta di 1.700.000 euro. Andrà in aula venerdì 4 settembre. L'indirizzo formulato nel nuovo atto propone di comunicare la non accettazione. E la città potrebbe risparmiarsi quei soldi.

Il consigliere comunale d'opposizione, ex candidato sindaco, Pippo Cavaliere, che ha vissuto da vicino la vicenda, ora reclama chiarezza da parte del sindaco, "spiegazioni alla cittadinanza di queste gravi omissioni che avrebbero comportato uno sperpero di denaro pubblico": "Dopo anni di omissioni e di colpevoli silenzi da parte dell’amministrazione Landella, evidentemente finalizzati ad un illegittimo riconoscimento milionario all'impresa esecutrice, una prima verità viene finalmente a galla: parte della documentazione esibita in tribunale e che ha consentito ad un giudice di emettere un decreto ingiuntivo e ad un altro giudice di assentire ad una procedura di conciliazione, omette di dire la verità. Una verità ben nota all’amministrazione Landella, in quanto fedelmente rappresentata prima dal dirigente del Servizio Lavori Pubblici in una proposta di deliberazione, mai adottata, e poi dal consigliere comunale Giuseppe Mainiero nell'ambito di più interrogazioni. In tutta risposta l’amministrazione comunale, incurante delle indicazioni ricevute, ha reiterato al Consiglio comunale proposte di transazione milionarie, che costerebbero ben 1,7 milioni di euro alle tasche dei cittadini foggiani, sebbene privati per lunghi anni del prezioso Teatro Giordano".

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Confida che il Comune possa non soccombere in giudizio, arrivati a questo punto, ma "la vicenda - conclude - getta un'ombra a dir poco oscura sull’attività dell’amministrazione".

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