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Lavoratori Amica a Palazzo di Città

Lavoratori Amica a Palazzo di Città

Approvato il piano finanziario di rientro, in aula lavoratori Amica

Mongelli: "Si va avanti solo col consenso forte e convinto dell'intera maggioranza, che oggi ha numeri pieni". Lavoratori della fallita Amica Spa in subbuglio: "Fate presto, datevi una mossa"

Con 25 voti favorevoli (l'intera maggioranza) e un contrario, parte ufficialmente a Foggia la "fase 2" della consiliatura Mongelli, quella del risanamento. La manovra da 45milioni di euro (il Comune ne ha preventivati di più, ben 67, per "cadere sul morbido") richiesta dalla Corte dei Conti per raggiungere il pareggio di bilancio entro la fine del 2012 (termine perentorio fissato dai magistrati per debellare definitivamente lo spettro dissesto) è stata approvata oggi in consiglio. Com'era ampiamente prevedibile, le forze di centrosinistra hanno dovuto tutte, alla fine, obtorto collo, ingoiarla.

L'azzeramento improvviso dell'intera giunta operato ad inizio settimana dal sindaco, infatti, ha tolto alle forze politiche, grandi e piccole, ogni tipo di alibi, mettendole di fronte alle proprie responsabilità. "Si va avanti solo col consenso forte e convinto dell'intera maggioranza" ha avvertito il sindaco nel suo intervento. "E la maggioranza - ha scandito - oggi c'è. E ha numeri pieni".

Parole eloquenti, tanto quanto basta per fare chiarezza e chiudere definitivamente anche il capitolo Lambresa, sul quale, solo qualche minuto prima, era piombato il siluro dell'ex assessore al Bilancio dell'era Ciliberti, Angelo Benvenuto, tornato a difendere strenuamente l'operato della passata amministrazione ("Non accetto più - ha avvertito - che si parli di disastro") e che sull'alleanza con la Lambresa ha scaricato le colpe "di quello a cui assistiamo oggi. Quell'alleanza non andava fatta" ha tuonato.

Parole che non hanno lasciato indifferente l'aula e destinate certamente a far discutere. Ma alle quali, evidentemente, replicano i numeri snocciolati dal primo cittadino (50milioni di euro di debito ridotto in due anni e mezzo), l'ulteriore rigorosa manovra di rientro alla quale il Comune con il voto di oggi si è sottoposto e il disastro Amica: il fallimento di una società che è lo specchio fedele della cattiva gestione perpetrata negli anni passati da amministratori e dirigenti.

I lavoratori, come preannunciato, hanno fatto irruzione nell'aula del consiglio sorvegliati a vista da Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale. Ed è bastato davvero poco per far crollare le intenzioni "pacifiche" e scatenare un vero e proprio putiferio, con le maestranze ad "avvertire" i consiglieri, a sollecitarli a far presto, a "darsi una mossa" sulla vertenza dell'azienda di nettezza urbana.

La prossima settimana - questa la promessa incassata - sarà convocato un consiglio monotematico, subito dopo l'incontro previsto col Prefetto. Maestranze e sindacati, intanto, si preparano ad un nuovo sciopero il prossimo 7 febbraio. "Risolveremo definitivamente il problema ambientale" ha provato a rassicurare Mongelli, indicando anche la strada: una nuova società, una Newco, alla cui guida ci sarà un "manager di altissimo livello".

Quindi la manovra, "che è pesante sì, ma non mortifica la città". "C'è la necessità di riconsolidare, di ripartire. Non ce lo chiede solo la città ma anche gli altri livelli istituzionali" ha dichiarato ancora il sindaco, che ha chiarito come quello di ieri sia stato il primo invito a partecipare ad un Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza, "ed in quella sede - ha detto - forte è stata la richiesta di un salto di qualità della città, che passi anche attraverso un potenziamento della Polizia Municipale, che a questo punto sarà dotata di tutta quella strumentazione prevista dal nuovo Regolamento".

L'attenzione sul fronte ordine pubblico resta altissima. Quindi l'invito del primo cittadino alle forze politiche a trovare la quadra sul nuovo esecutivo in tempi brevissimi. L'auspicio è che si possa completarlo già entro lunedì sera.

Ad ascoltare Mongelli solo la maggioranza. Il centrodestra, come da un pò di tempo accade, aveva già abbandonato l'aula in segno di protesta, denunciando vizi di illegittimità della manovra di risanamento e il fallimento in generale dell'azione amministrativa del governo Mongelli, "alla quale - tuona Bruno Longo - pur avremmo voluto contribuire. Ma lei, con il suo atteggiamento di chiusura, non ce lo ha permesso". Quindi la promessa de La Destra di tornare in quell'aula quanto prima per "parlare alla città".
 

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