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Cronaca Apricena

Black Land, rifiuti solidi urbani indifferenziati interrati in una cava di Apricena

Prosegue il sopralluogo degli uomini del Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri nell'ambito dell'operazione Black Land sul traffico illegale di rifiuti

Dopo il sopralluogo del 23 aprile compiuto dagli uomini del Nucleo Operativo Ecologico nella mega discarica di Ordona, il 5 maggio è toccato ad una cava di Apricena, in località Trefossi, dalla cui operazione è stato possibile confermare la presenza di rifiuti ospedalieri e solidi urbani. Della profondità di circa 6 ettari, la cava è dell’imprenditore Bianchi, che però a Foggia Today ha espresso la sua totale estraneità ai fatti, dimostrando come l’effettiva proprietà dell’area è successiva all’operazione Black Land, che portò all’arresto di 13 persone, accusate di traffico illegale di rifiuti che dalla Campania venivano trasportati e interrati nella provincia di Foggia.

Il sopralluogo presso la cava di Apricena ubicata all’altezza della Sp 137, è stato compiuto dai carabinieri del comando provinciale di Foggia e del Nucleo Operativo Ecologico di Bari, in quanto, durante la fase operativa dell’inchiesta Black Land,era stato accertato che alcuni mezzi, dopo aver prelevato rifiuti speciali nella zona Industriale di Battipaglia presso la Sele Ambienti, ripartivano fino ad arrivare alla cava dove effettuavano le operazioni di sversamento del carico.

Recatisi sul posto, gli investigatori avevano constatato che effettivamente, all’interno della cava che si presentava con libero accesso e priva di custodia, erano stati sversati e “tombati” rifiuti. Da un piccolo scavo effettuato manualmente erano emersi rifiuti riconducibili a quelli contraddistinti dal CER 191212 (rifiuti speciali non pericolosi).

Il nuovo sopralluogo è stato eseguito anche con la partecipazione di personale del Dipartimento dell’ARPA Puglia di Foggia alla presenza dei proprietari del terreno. Il sopralluogo, effettuato tramite scavi nel terreno, ha messo in evidenza la presenza di rifiuti del tipo “r.s.u. indifferenziati” che emanavano cattivi odori derivanti dal loro stato di decomposizione.

L’area, di 3.000 mq, è stata sottoposta a sequestro ai sensi dell’art. 260 D.Lvo 152/2006 (Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti). Alla proprietà dell’area, una ditta con sede legale ad Apricena, è stato intimato formalmente di «attuare, nel più breve tempo possibile, ogni misura idonea alla messa in sicurezza d’emergenza del sito sequestrato, finalizzata alla diminuzione dei fattori inquinanti nel suolo».



 

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