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Passo Breccioso

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Sui rifiuti ancora problemi: Passo Breccioso va collaudato, ma mancano le carte

Senza le autorizzazioni dell'impianto di biostabilizzazione, Amiu non potrà cominciare ad operare. Fiadel: "Revocare ordinanza di Vendola"

A pochi giorni dall’ingresso dell’Amiu in città e all’indomani dell’ordinanza sindacale con la quale Mongelli ha affidato all’azienda barese la gestione del ciclo dei rifiuti di Foggia, resta il nodo dell’impianto di biostabilizzazione di Passo Breccioso, perché, come da ordinanza del governatore della Regione Puglia, "No Passo Breccioso, no Amiu".

Se si vuole scongiurare il pericolo di una nuova emergenza rifiuti bisognerà quindi procedere rapidamente al collaudo dell’impianto, le cui autorizzazioni sono scadute a dicembre. Come specificato da Antonella Caruso su “Il Corriere del Mezzogiorno”, mancherebbero “i registri contabili e il primo progetto, quello realizzato dalla società A.ge.cos spa e Cornacchini srl dell’imprenditore Bonassisa”. Senza quelle carte la situazione si complicherebbe ulteriormente.

A rendere però tutto più difficile è l’affondo congiunto fatto al Comune di Foggia dal segretario provinciale della Fiadel, Vincenzo Iascone, e dall’avvocato Vincenzo De Michele, che sostengono che l’affidamento all’Amiu sia avvenuto senza il rispetto delle leggi vigenti e che l’emergenza rifiuti sia stata creata ad hoc dal Comune dopo il fallimento di Amica. Con l’esposto, indirizzato anche a Procura, Ministero e Corte dei Conti, Fiadel chiede la revoca dell’ordinanza di Vendola.

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