Cronaca

E' morto Mario Nero: fu il primo testimone di giustizia foggiano, "un uomo spezzato in due dalla mafia e dallo Stato"

Aveva testimoniato nel processo per l'omicidio di Giovanni Panunzio. La sua ‘seconda vita’ è terminata ieri sera, nel suo appartamento, in una città ligure, dove si era ritirato dopo anni di nomadismo e una quindicina di località protette cambiate. Al momento non sono note le circostanze del decesso

Mario Nero

E’ morto, all’età di 57 anni, Mario Nero, testimone di giustizia e testimone oculare dell’omicidio di Giovanni Panunzio, l’imprenditore edile assassinato dalla mafia per essersi ribellato al pizzo.

La ‘seconda vita’ di Mario Nero è terminata ieri sera, nel suo appartamento, in una città ligure, dove si era ritirato dopo anni di nomadismo e una quindicina di località protette e residenze cambiate. Al momento non sono note le circostanze del decesso.

La sua ‘prima vita’, invece, era terminata il 6 novembre del 1992, ovvero la sera dell’omicidio dell’imprenditore foggiano quando, per una pura casualità, l’allevatore di cani di Orta Nova si trovò sulla stessa strada dell’assassino. Lo vide in faccia e, dopo una notte di tormenti, decise di andare in questura per testimoniare l’accaduto.

Fece la cosa giusta. Ma da allora, per lui fu l’inizio di un calvario: rinnegato e ghettizzato dalla società, persino dalle persone a lui più care; abbandonato, ad intermittenza, da quello Stato che doveva proteggerlo e non farlo sentire solo (il programma di protezione fu ripristinato dopo anni di battaglie legali).

Chi era Mario Nero

La sua vicenda racchiude in sé tutte le falle e le storture di un primordiale sistema di protezione (oggi esiste una legge per la tutela dei testimoni di giustizia) per lungo tempo privo di tutele e di sussidi. Negli ultimi anni, Mario Nero - ormai fuori dal programma di protezione - tornava sempre più spesso nel Foggiano.

Rientrato a casa, in più occasioni ha raccontato la sua storia, rivendicando il suo coraggioso gesto e denunciando gli affronti subiti. La sua storia è diventato un copione teatrale: ‘Nero’, da divulgare attraverso i percorsi dell’antimafia sociale. Nel memoriale che il testimone di giustizia stilò per l’occorrenza, Mario Nero rivendicò: “Allo Stato ho dato tutto me stesso”.

"Oltre al dolore c'è tanta rabbia", dichiara a FoggiaToday Dimitri Cavallaro Lioi, presidente dell'associazione 'Giovanni Panunzio' di cui Mario Nero era socio onorario. "La comunità foggiana e di Capitanata non ha saputo proteggere questo uomo nella sua forte sofferenza, Mario era un uomo spezzato in due, dalla mafia ma anche dallo Stato".

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