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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Tangenti, una da 20mila euro nel pacco della carne. Lerario al Gip: "Mai chiesto nulla ai due imprenditori"

L'interrogatorio di Mario Lerario davanti al Gip Anna Perrelli sulle presunte tangenti che l'ex dirigente della sezione protezione civile avrebbe incassato da due imprenditori, finiti ai domiciliari, uno di Foggia e l'altro di Mottola

Mario Lerario – l’ex dirigente della sezione della protezione – all’esito della udienza di convalida dell’arresto in flagranza di reato per corruzione avvenuto il 23 dicembre a Bari – avrebbe dichiarato di non aver mai chiesto nulla ai due imprenditori di Foggia e Noci e che le presunte tangenti di 10 e 20mila euro erano partite dai due imprenditori finiti agli arresti domiciliari. Lo riporta La Presse.

Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa, il gip Anna Perrelli scrive che Lerario, nel corso dell’interrogatorio, “non ha saputo fornire alcuna logica e credibile spiegazione in merito alla scelta degli insoliti luoghi di incontro con i due imprenditori, alle numerose chiamate effettuate in prossimità delle festività natalizie ai due imprenditori finalizzate agli incontri, alle ragioni per la quali Leccese si doveva interfacciare di persona con lui (e non anche per telefono, ad esempio) per la soluzione di non ancora chiariti problemi (a dir poco banali: i vetri rotti) insorti nel cantiere di Borgo Mezzanone (Foggia, ndr), né tanto meno delle ragioni per le quali a fronte del rinvenimento della somma di 20mila euro nascosta nel pacco della carne, non abbia immediatamente chiamato Mottola, quanto meno (a voler tacere in merito all'obbligo di immediata denuncia) per restituirgli il denaro".

Aggiunge il Gip, “pur avendo compreso (come da lui stesso affermato) che nella busta lasciata da Leccese il giorno successivo ci fosse denaro, proprio in ragione della pregressa dazione di Mottola, non avesse immediatamente restituito il pacchetto all'imprenditore" (leggi qui).

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