Domenica, 26 Settembre 2021
Salute

Medici bocciano l'ordinanza di Emiliano: "Manca una visione d’insieme, solo provvedimenti estemporanei e pasticciati"

Oggetto della dura critica l'ordinanza firmata per dare respiro ai pronto soccorso, presi d'assalto da residenti e turisti. L'affondo dei sindacati: "Ci si accorge solo ad agosto della situazione, con cittadini di altre regioni o stranieri, invitati a trascorrere le vacanze in Puglia senza garanzie di assistenza"

Bocciata su tutta la linea la recente ordinanza del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, varata pochi giorni fa, nel tentativo di dare respiro ai pronto soccorso del territorio, particolarmente in affanno in queste settimane.

La disposizione è attiva fino al 31 agosto (salvo proroghe) e si è resa necessaria “al fine di evitare un pregiudizio alla collettività causato dal notevole aumento degli accessi in pronto soccorso, determinato non solo dal repentino incremento della popolazione, soprattutto nelle località turistiche, ma anche dall’attuale andamento della pandemia, nonché dall’elevata temperatura dell’aria e dalla forte umidità, che rappresentano un pericolo per la salute, e in particolar modo per la salute degli anziani, a rischio di stress termico e colpi di calore con esiti anche letali”.

Dopo la dura nota della Fimmg Puglia, sul punto intervengono anche i sindacati di categoria (Aaroi-Emac, Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed, Fassid, Fed.Cisl Medici, Fp Cgil Med e Dir San., Uil Fpl Medici): “Non esitiamo a definire l’ordinanza l’ennesima dimostrazione di una grave carenza organizzativa regionale dell’assistenza socio-santaria e ne contestiamo forma e contenuti”, si legge in una nota congiunta. “Come già accaduto nel corso dell’emergenza pandemica, la Regione Puglia proprio non riesce a programmare per tempo i provvedimenti necessari ad affrontare le prevedibili criticità assistenziali”.

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“Infatti, si accorge solo agli inizi di agosto della grave situazione dei pronto soccorso intasati da cittadini anche di altre regioni o stranieri (invitati a trascorrere le vacanze in Puglia senza garanzie di assistenza) e in affanno per le ben note e strutturali carenze di personale. Altrettanto grave, e da anni, la situazione di molti medici del 118 ancora  precari che, in assenza di un futuro lavorativo, si dimettono in massa, creando ulteriore disservizio. Solo ora ci si accorge dell’emergenza caldo, come se questa fosse, nelle regioni meridionali, un’improvvisa fatalità”.

“Inoltre, non vengono fornite indicazioni sulle modalità di reclutamento dei medici dipendenti e, ancor più, dei medici in convenzione, travalicando norme contrattuali e legislative, lasciando libere iniziative (e responsabilità) ai direttori generali. Nessun piano straordinario di assunzioni stabili ma contratti precari e a tempo, assenza di una visione d’insieme del sistema sanitario ma provvedimenti estemporanei, pasticciati ed inefficaci come un’ordinanza francamente strampalata”.

“Denunciamo la mancanza di interlocuzione o di un benché minimo coinvolgimento, senza il quale si rischia il default dell’intero sistema. Condividendo appieno il comunicato dell’Intersindacale Medicina Convenzionata (Smi, Snami, Simet, Fp Cgil, Ugs), riteniamo inaccettabile e, quindi, irricevibile l’ordinanza che sembra un tentativo malcelato di ‘scaricare’ le proprie mancanze su altri, soprattutto, ancora una volta, sul personale sanitario”, concludono.

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